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GUIDE E PREMI

Enoturismo ed accoglienza, il meglio del Belpaese nella “Guida Cantine d’Italia 2021” (GoWine)

Focus su un settore che sarà strategico per la ripresa del turismo. Toscana al top, con 48 “impronte”, seguita da Piemonte (43) e Veneto (34)

Messo in crisi dalle misure anticovid come tutti gli altri settori del nostro turismo, anche il turismo del vino, dopo anni di tumultuosa crescita, ha vissuto un 2020 “annus horribilis”, e guarda al 2021 per ripartire, con un’offerta che, per appeal e caratteristiche, a partire dai grandi spazi all’aperto immersi tra le vigne, ma non solo, a detta di molti sarà trainante per tutto il movimento turistico italiano. E lo farà ripartendo dalle sue eccellenze, messe in fila, come ogni anno, dalla guida “Cantine d’Italia” di Go Wine. Edizione 2021, che raccoglie oltre 790 cantine che valgono un viaggio, selezionate in base all’esperienza diretta per promuovere l’accoglienza italiana nelle aziende del vino.
A partire dai premi speciali, come quello “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’Anno, andato alla Locanda La Raia della cantina La Raia, tra le griffe del Gavi, in Piemonte, o quello “Cantine Golose” per la Tavola Aziendale dell’Anno, andato a Opera02, il ristorante della cantina Ca’ Montanari di Castelvetro di Modena, in Emilia Romagna. Ancora il premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’Anno è andato alla pugliese D’Araprì, a San Severo, quello per l’Enocultura al Museo del Vino di Zeni Fratelli, a Bardolino, mentre il premio “Autoctono si nasce” è andato al Montefalco Sagrantino 25 Anni di Arnaldo Caprai, uno dei grandi vini nobili d’Italia, e simbolo in bottiglia del lavoro “ante litteram” fatto dalla cantina guidata da Marco Caprai, nella riscoperta e nella valorizzazione del grande vitigno rosso di Montefalco. Il premio premio “Buono … non lo conoscevo!”, invece, è andato all’Ormeasco di Pornassio Superiore della Tenuta Maffone di Pieve di Teco, in Liguria, e quello per i “Vini Storici d’Italia” al Falerno del Massico Vigna Camarato di Villa Matilde a Cellole, in Campania.
Sono 15, invece, le cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”: Badia a Coltibuono e Castello Vicchiomaggio nel Chianti Classico, e Capezzana a Carmignano, in Toscana, le due griffe del Franciacorta Bellavista e Ca’ del Bosco, la realtà leader del Trentodoc Ferrari, e ancora nomi top delle Langhe come Ceretto, Fontanafredda e Malvirà, passando per Lungarotti, tra i nomi top dell’Umbria, Feudi di San Gregorio, realtà di riferimento della Campania, Masciarelli, tra i brand più importanti d’Abruzzo, fino alla Sicilia, con cantine di primissimo piano come Planeta, Donnafugata e Florio.
Nella speciale classifica per regioni che ogni anno si aggiorna, si conferma ai vertici la Toscana, con 48 impronte, seguita da Piemonte (43) e Veneto (34). 790 cantine selezionate, 235 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.350 vini segnalati, 1.500 indirizzi utili per mangiare e dormire.

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