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IL TREND

Estate 2021, la riscoperta del bello & buono d’Italia passa da vigneti e ristoranti in cantina

Anche nel turismo di prossimità, gli enoturisti cercano esperienze a 360 gradi e indirizzi gourmet. La visione delle cantine top del Belpaese

Riscoprire tutto il bello e il buono dell’Italia: se è vero che l’estate 2021 sarà la stagione della ripresa, il desiderio di vacanze di prossimità rilancia i numerosi territori a vocazione enoturistica del nostro Paese. Secondo l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, l’80% degli italiani punta a trascorrere le prossime vacanze all’interno dei confini nazionali. Il boom delle prenotazioni delle ultime settimane, in seguito alle riaperture, privilegia i soggiorni all’insegna di natura, arte e bellezza, ma anche di sapori, profumi e ricette, dopo lunghi mesi in cui ognuno di noi si è interfacciato con il mondo solo attraverso computer, social e riunioni su Zoom. I nuovi enoturisti non si limitano al vino (che rimane uno degli elementi centrali dell’esperienza del viaggio), ma desiderano allargare i propri orizzonti alla scoperta dei territori e delle loro identità enogastronomiche. Risposta nostrana all’overtourism, ai voli internazionali low cost e alla folla delle grandi città europee, l’enoturismo si adegua ed offre esperienze a 360 gradi, senza dimenticare la sicurezza: alle visite in cantine si affiancano così raffinati resort, Spa, piscine, picnic in vigna, yoga, wellness, corsi di cucina ed escursioni in bici o a cavallo. Ma soprattutto ristoranti gourmet: sono sempre di più le aziende vitivinicole che aprono indirizzi di alto livello, molti dei quali già stellati o aspiranti tali.
Come raccontano a WineNews imprenditori e manager delle realtà più importanti del settore, dove la produzione di vino è sempre più in sinergia con la ristorazione e l'ospitalità. Opinioni “d’autore”, che testimoniano i trend raccontati da analisi e ricerche:l’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze (realizzato per Assoturismo/Confesercenti) prevede per l’estate 2021 una crescita stimata del +20,08% del mercato turistico, anche grazie al parziale ritorno dei viaggiatori stranieri (anche se proprio in queste ora torna l’allarme sulle quarantene per chi arriva dal Regno Unito, alle prese con una risalita dei contagi per via della variante indiana, ndr). Secondo le indicazioni, fornite da oltre 2.000 imprenditori, in giugno-luglio-agosto, saranno 33,1 milioni gli arrivi nelle strutture ricettive del nostro Paese e oltre 140,1 milioni i pernottamenti. Con il turismo post-Covid che privilegia l’appeal di casa nostra, senza naturalmente dimenticare le dovute garanzie e rispetto delle regole, che nei grandi spazi delle tenute vinicoli sono più semplici che altrove da seguire.
In Sicilia, la famiglia Tasca D’Almerita offre un’ospitalità di alto livello nelle diverse tenute di famiglia, ma è nella Tenuta Capofaro Locanda & Malvasia a Salina (www.capofaro.it) che si può sperimentare un’esperienza unica, con 27 camere circondate dai vigneti o una delle suite nel faro ottocentesco. Il ristorante, guidato dallo chef Gabriele Camiolo, punta sul km corto (da un sistema di orti arriva il 70% degli ingredienti) e su una tradizione che mescola sapere contadino e tradizione dei monsù, i cuochi delle famiglie aristocratiche siciliane. “Tra i nostri clienti stiamo riscontrando una grande voglia di ripartire - racconta a Winenews Alberto Tasca - abbiamo già ricevuto un grandissimo numero di prenotazioni per l’estate. Al momento stiamo lavorando con tutte le dovute precauzioni, quindi non siamo ancora a pieno regime, soprattutto per le visite in cantina, ma la richiesta è davvero alta. Al momento il target è soprattutto quello degli italiani, anche se per la seconda parte dell’estate, fino all’autunno, sono arrivate molte prenotazioni anche da stranieri”.
Montalcino si conferma nella hit list dei territori a vocazione enoturistica più desiderati d’Italia: “nonostante abbiamo riaperto da soli 10 giorni - racconta Enrico Viglierchio, ad di Castello Banfi (www.castellobanfiwineresort.it), il cui ristorante La Sala dei Grappoli ha conquistato proprio quest’anno la stella Michelin, grazie allo chef Domenico Francone - stiamo verificando un boom di richieste. Si parla al momento soprattutto di una clientela italiana ed europea, mentre gli americani stanno iniziando ad opzionare i mesi di agosto e settembre. Anche i tour operatori internazionali si stanno muovendo, sarà sicuramente una stagione al di sopra delle aspettative. Naturalmente lavoriamo con grande attenzione alla sicurezza. Unica nota dolente è la mancanza di personale: ma del resto si tratta di un periodo fisiologico di assestamento, stiamo rimettendo in moto una macchina che è ferma da un anno e mezzo”.
Alessio Planeta, alla guida della cantina Planeta (www.planetaestate.it) che, con il wine resort di Menfi propone una full immersion tra vino e mare in Sicilia, conferma: “nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una vera e propria escalation di richieste e prenotazioni. Luglio e agosto siamo già quasi pieni. C’è voglia di viaggiare e di ripartire, e l’enoturismo si dimostra uno dei trend più forti, perché coniuga la bellezza dei territori con la sicurezza delle cantine, in cui è facile applicare le regole di distanziamento”. Nel ristorante della Foresteria lo chef Angelo Pumilia offre un viaggio sensoriale tra i sapori della Regione, accompagnati dai vini più rappresentativi dell’azienda, incluse le vecchie annate e i preferiti di Alessio di altri produttori.
Ornella Venica di Venica & Venica (www.venica.it), cantina-simbolo del Collio, in Friuli Venezia Giulia, che vanta un raffinato wine resort con 9 camere di charme, conferma la voglia di ripartire: “abbiamo aperto a fine maggio - spiega - e riscontriamo già una grande richiesta, soprattutto da parte dei giovani, che si dimostrano molto interessati ai nostri vini e ai procedimenti di produzione. Nel weekend molti chiedono di fermarsi anche a dormire: gli italiani sono al momento in maggioranza, ma si cominciano a vedere anche gli austriaci. Siamo molto attenti a rispettare tutte le regole ed i distanziamenti, anche durante le visite in cantina, e noto che questo viene apprezzato dai nostri clienti”.
C’è ottimismo anche a Venissa (www.venissa.it), suggestiva location che offre esperienze uniche ed esclusive nell’isola di Mazzorbo, a Venezia. Il ristorante stellato è guidato dagli chef Chiara Pavan e Francesco Brutto, che propongono una cucina “ambientale”, in cui si guarda non solo alla tradizione del territorio, ma anche alla stagionalità, al recupero e alla riduzione degli sprechi. Il direttore Matteo Bisol afferma: “fin da maggio, nonostante il meteo non ci abbia aiutato, abbiamo registrato il tutto esaurito: c’è una fortissima sensazione di ripartenza, giugno si sta rivelando molto intenso e abbiamo già prenotazioni per luglio e agosto. Molti gli italiani, ma si ricominciano a vedere anche gli stranieri. Una tendenza che stiamo riscontrando è che anche i veneti arrivano e si fermano per qualche giorno: c’è un grande desiderio di riscoperta dei territori vicino casa, che finora erano stati trascurati in favore di mete più lontane”.
Marilisa Allegrini declina l’ospitalità del suo brand nel territorio della Valpolicella con Villa della Torre (www.villadellatorre.it), dove è nata anche una Taverna, con la produttrice che sta collaborando con Fabio Groppi (chef che in passato ha avuto anche una stella Michelin) per ampliare la proposta “mentre per gli americani dovremo probabilmente aspettare il 2022 per tornare ai flussi pre-Covid, vediamo che c’è una ripresa di turisti italiani, ma anche di stranieri, in particolare da Svizzera, Germania e Paesi scandinavi. Negli italiani riscontriamo una certa tendenza al “carpe diem”: decidono all’ultimo momento quando partire. In generale dobbiamo dire che le cantine e i territori del vino sono mete privilegiate, in quanto permettono di stare all’aperto e quindi garantiscono una certa tranquillità e sicurezza”. Anche Pierangelo Tommasi di Tommasi Family Estate, che offre un’esperienza esclusiva in Valpolicella con il wine hotel Villa Quaranta (www.villaquaranta.com), conferma un’impressione positiva: “nelle ultime 2-3 settimane c’è stato un notevole incremento di prenotazioni, la gente ha voglia di muoversi. Gli italiani sono per ora la maggioranza, ma da luglio in poi le richieste arrivano anche dagli stranieri”. Qui il ristorante Borgo Antico affianca alle creazioni dello chef Emanuele Selvi una carta con oltre 130 etichette, premiata anche da “Wine Spectator”.
“Le nostre strutture sono già aperte, da qualche settimana, con le massime attenzioni, e stiamo già riscontrando - spiega a Winenews Enrico Chiavacci, direttore marketing e responsabile ristorazione di Marchesi Antinori (www.antinori.it) - un’affluenza che si colloca quasi ai normali livelli pre-Covid. Gli italiani rimangono il nostro principale mercato di riferimento, ma nelle tenute di Bolgheri e del Chianti Classico già accogliamo turisti svizzeri e tedeschi. Per gli americani prevedo un ritorno verso la fine dell’estate”. Gli enoturisti che decidono di mangiare in uno dei ristoranti di Antinori hanno l’imbarazzo della scelta: da Rinuccio 1180, sul tetto della modernissima cantina a San Casciano Val di Pesa, fino all’Osteria del Tasso, nel cuore della storica tenuta di Guado al Tasso, passando per la tradizionale Osteria di Passignano nel Chianti.
Le spettacolari Tenute de L’Albereta in Franciacorta e de L’Andana con Casa Badiola in Toscana, entrambe di proprietà Terra Moretti, rappresentano uno dei benchmark di riferimento dell’enoturismo made in Italy. E se all’Albereta si può scegliere tra un’esperienza gourmet al ristorante Leonefelice Vista Lago o un menu light al ristorante Benessere (con piatti studiati da Dominique Chenot), la Trattoria Enrico Bartolini de L’Andana ha conquisto la Michelin nel 2016, puntando sulla tradizione toscana oltre che su una cantina con oltre 600 etichette. E Martino De Rosa, alla guida del settore hospitaity del gruppo Terra Moretti, conferma il trend di ripresa: “siamo sicuramente ottimisti, le nostre tenute lavorano e stiamo ricevendo prenotazioni per i prossimi mesi. Non c’è dubbio che il turismo del vino sia una delle scelte privilegiate in questo periodo storico, grazie agli ampi spazi all’aperto che consentono di sperimentare vacanze in sicurezza. La clientela italiana rappresenta il nostro target principale, ma vediamo che cominciano a muoversi anche i turisti dei Paesi vicini, in particolare Germania, Austria, Belgio e Francia, ovvero tutti coloro che possono arrivare in auto, che in questo momento è per ovvi motivi il mezzo di trasporto privilegiato. Per fine agosto/settembre stiamo ricevendo anche le prenotazioni dei clienti americani, e questo è un segnale decisamente incoraggiante”.
Infine Giovanni Folonari, patron delle tenute Ambrogio e Giovanni Folonari (www.tenutefolonari.com), che, nell’enoturismo luxury hanno fatto importanti investimenti in anni recenti: “abbiamo riaperto da poco Borgo del Cabreo, in Chianti, eppure siamo già pieni, oltre a ricevere molte prenotazioni per l’estate. Inoltre abbiamo appena restaurato un altro casale, che verrà inaugurato a luglio, a dimostrazione che il settore hospitality di fascia lusso è per noi un asset rilevante. Del resto in questo periodo una villeggiatura in campagna è la soluzione ideale per godersi isolamento e relax. La clientela ad oggi è soprattutto italiana, ma cominciamo a rivedere finalmente i primissimi americani”.
Testimonianze che raccontano la voglia di ripartire di un’Italia del vino e dell’enoturismo, della produzione di eccellenza unita all’ospitalità e alla ristorazione di alto livello, che vocata per natura a dialogare con il mondo, riparte dai propri luoghi e dai propri territori per scrivere il futuro che verrà per il settore, dopo la pandemia

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