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Etichetta a batteria per il cibo: ok di Federalimentare, ma c'è chi spinge per “salvare” Dop e Igp

Il provvedimento che renderà l'etichettatura a batteria operativa, ma facoltativa, al varo del Governo
ETICHETTA A BATTERIA, Non Solo Vino
L'etichetta a batteria per gli alimenti che sarà introdotta in Italia

In Uk la temuta etichetta “a semaforo”, in Francia il poco gradito “NutriScore”, in Italia, invece, si va verso l’etichetta a batteria, che senza bollini rossi o verdi, né giudizi visivi sulla salubrità dell’alimento in questione, indicherà la percentuale di calorie, grassi, zuccheri e sale apportate alla quantità giornaliera consigliata. Il Governo sarebbe pronto a trasformare la cosa in legge, introducendola, però, non come obbligatoria ma come facoltativa. Ma su diversi aspetti, però, il mondo dell’alimentare italiano è diviso. Per Federalimentare, per esempio, si tratta di un successo: “l’industria alimentare italiana accoglie con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto relativo all’adozione del nuovo sistema di etichettatura nutrizionale a Batteria, ideata dalle istituzioni e sostenuta da vari stakeholder (tra i quali Federalimentare) sotto la direzione del Governo, che va incontro alle richieste dei consumatori, che da tempo chiedevano un sistema più chiaro per comprendere il valore nutrizionale dei prodotti alimentari”, ha commentato il presidente Ivano Vacondio.
Uno dei temi più controversi, però, è quello in cui si deve stabilire se Dop e Igp saranno dispensate dal nuovo strumento (cosa che per ora non è prevista), soprattutto se, come spesso accade, dopo un periodo di test in cui, come detto, sarà facoltativo utilizzarla, l’etichetta a batteria dovesse diventare obbligatoria. A favore dell’esclusione per Dop e Igp, per esempio, c’è uno dei big player del settore, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, così come l’Aicig, che riunisce i consorzi del cibo italiano a denominazione: “sosteniamo l’impegno politico per escludere le Dop ed Igp da sistemi innovativi di etichettatura nutrizionale e ringraziamo, in particolare, la Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova. Le proposte di etichettatura nutrizionale per rendere più immediato e comprensibile al consumatore il valore nutrizionale degli alimenti - spiega il Presidente di OriGIn Italia, Cesare Baldrighi - pur perseguendo una finalità positiva, rischiano di distorcere il valore intrinseco e reale dei prodotti tradizionali, in particolare le Dop ed Igp, poiché essi sono caratterizzati da specifici disciplinari produttivi che ne esplicitano le caratteristiche compositive e ne prevedono anche le norme di etichettatura. Pertanto qualunque altro modello di etichettatura nutrizionale finalizzato ad evidenziare con elementi figurativi quei contenuti rischiano di stravolgere la percezione di un prodotto Dop od Igp. La loro natura e specificità non possono essere banalizzate - conclude Baldrighi - ed è per questo che riteniamo che i prodotti Dop ed Igp debbano essere esclusi dai sistemi di etichettatura nutrizionale in tutta Europa oltre che tutelati come bene comune ed anche culturale della Ue”.

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