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GRANDI FAMIGLIE DEL VINO

Federica Boffa, 23 anni, alla guida della storica cantina di Alba, Pio Cesare. Che compie 140 anni

La storia ed il futuro, nel segno della tradizione. E della famiglia Boffa. “Nel solco dello stile unico, rigoroso e inconfondibile dell’azienda”

Nonostante la lunghissima storia del vino in Italia, non sono tante le cantine che possono vantare una vita più che secolare. Un ristretto novero in cui rientra a pieno titolo una delle realtà simbolo del Barolo, come la Pio Cesare, icona dei grandi vini delle Langhe, le cui fondamenta poggiano, letteralmente, sulle antiche mura romane della città di Alba, nel cui cuore, caso unico, è ancora completamente operativa. Una cantina che ha fatto la storia del Barolo e del vino italiano, e che si trova a celebrare i suoi 140 anni, proprio a pochi giorni dalla scomparsa prematura di chi l’ha guidata per anni, ovvero Pio Boffa, “viticoltore lungimirante e ambasciatore instancabile del Barolo e del Barbaresco nel mondo”, a cui tutto il mondo del vino, da ogni angolo del pianeta, ha dedicato più di un ricordo e di un tributo, a testimonianza della caratura professionale ed umana di Pio (qui il ricordo di WineNews, con cui spesso condivideva riflessioni schiette e profonde, di grande visione, sul mondo del vino). Ed ora, le redini dell’azienda, da sempre familiare, passano nelle mani della quinta generazione, rappresentata dalla giovanissima figlia Federica Rosy, 23 anni, e dal nipote Cesare, da tempo in azienda a fianco di Pio, “nel solco dello stile unico, rigoroso e inconfondibile dell’azienda”. E se i vini non cambieranno, seguendo la tradizione del Barolo strenuamente difesa dalla famiglia e da Pio Boffa, ovvero quella del Barolo che nasce dal blend di Nebbiolo di più vigneti, saranno celebrative le etichette del Barolo e del Barbaresco dei 140 anni della cantina, comprese due edizioni limitate che rappresentano la storia della famiglia ed il legame profondissimo con il territorio.
Nella filosofia della Pio Cesare, ogni vino ha una sua profonda identità e ragion d’essere (non solo il Barolo ed il Barbaresco, ma anche il celeberrimo Chardonnay Piodilei e non solo, ndr) e contemporaneamente tutti sono legati da un solo filo conduttore: il territorio, da rappresentare e interpretare con il massimo rispetto delle sue tante sfumature. “Ogni zona, e parcella, ha il suo carattere e solo attraverso il connubio di queste molteplici differenze riusciamo a comporre vini che siano veramente nostri, tradizionali” dice Federica Boffa, ricordando le parole di suo padre: “è la nostra firma”. I vigneti di Pio Cesare, 75 ettari di proprietà acquistati pazientemente a partire dagli Settanta, si trovano in posizioni di particolare pregio all’interno di più comuni nella zona del Barolo e del Barbaresco nelle migliori zone delle Langhe (Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Novello, Monforte d’Alba e Treiso e San Rocco Seno d’Elvio) e “rispettarli nella loro singolarità ma rappresentarli nel loro insieme è la missione che ci tramandiamo da sempre. Le etichette, disegnate dal fondatore, che da sempre riportano con orgoglio lo stemma della città di Alba, sono immutabili, ma a partire da quest’anno in calce avranno i nomi “Barolo Pio” e “Barbaresco Pio”, appellativi con i quali questi vini sono stati chiamati fin dagli anni Sessanta del Novecento dal nostro pubblico affezionato e come del resto li abbiamo sempre chiamati in famiglia” continua Federica Boffa, che, a 23 anni, ha idee molto chiare sulle tradizioni di casa. “Per sottolineare gli estremi dell’anniversario, la doppia cifra 1881-2021 verrà riportata sull’etichetta del Barolo Pio e sulle capsule di tutti i nostri vini”.
Per i 140 anni sono state create anche due piccolissime “tirature”, due vini da collezione, che usciranno a giugno: il nuovo Barolo del Comune di Serralunga d’Alba, annata 2017, e il Barolo Riserva 2000. “Abbiamo deciso di riconoscere un tributo al nostro storico attaccamento al terroir di Serralunga d’Alba e produrre in quantità limitata solo ed esclusivamente nel nostro anniversario, e difficilmente lo rifaremo, un Barolo proveniente da una piccola parte di ognuna delle 4 proprietà di famiglia in quel Comune, Ornato, La Briccolina, La Serra e Lirano, che sono riprodotte in etichetta attraverso un tetraedro multicolore. È una tiratura limitatissima di cui abbiamo numerato 1881 bottiglie in ricordo dell’anno della nostra fondazione” racconta Cesare Benvenuto Pio, che, già dal 2000, affiancava lo zio Pio Boffa in azienda. Per Pio Cesare è come tornare alle origini in un comune che ha sempre rappresentato l’essenziale punto di partenza per produrre il Barolo Pio, di grande complessità, struttura e longevità. Il Barolo Riserva 2000 è un’edizione ancora più limitata: solo 500 esemplari anch’essi numerati. L’idea di Pio Boffa era fare “un omaggio al Barolo, alla sua longevità e alla tradizione di famiglia”. Ogni anno, infatti, l’azienda mette da parte, nella zona più protetta e segreta della cantina, un piccolo quantitativo di bottiglie. Con i 140 anni Pio Boffa aveva deciso di rilasciare 500 bottiglie della grandissima annata 2000, quella a cavallo tra i due secoli, che ha sancito l’inizio di una serie di annate straordinarie in Langa. “E così sarà” continua Cesare Benvenuto Pio. “Si tratta, oggi, a maggior ragione, di un vero e proprio rilascio affettivo. La chiave che custodiva le bottiglie, protette gelosamente prima da Nonna Rosy e poi da Pio, è riprodotta in etichetta”. Il Barolo Riserva 2000 è la prima edizione che esce da questa preziosa library di famiglia, ma Pio Cesare non esclude che sia l’inizio di una serie di esclusive emissioni. “La scelta di puntare proprio sul Barolo che più rappresenta la filosofia di famiglia, e non su un cru, è stata naturale” conclude Federica “e nasce dalla volontà di privilegiare lo stile impresso dal fondatore che per noi è e sarà sempre il nostro stile”.

Focus - Le tappe storiche della Pio Cesare, nelle mani della famiglia Boffa
140 anni, 5 generazioni, 75 ettari di vigneti e un pugno di date che hanno segnato la storia di questa azienda capace di rendere contemporanea l’antica tradizione delle Langhe. Nel 1881 Cesare Pio fonda l’azienda che tutt’ora ha sede nello stesso storico palazzo nel centro della città di Alba. Intuisce le potenzialità del vino delle Langhe a livello internazionale ed è tra i primi a portarlo verso il mondo. A lui si deve l’iconica etichetta che vede ancora in effigie le medaglie vinte nelle Esposizioni di fine ‘800 e primi ‘900. Due generazioni dopo, saranno Rosy Pio e il marito Giuseppe Boffa a dare nuovo impulso alla Pio Cesare, facendo del loro Barolo un riferimento nel panorama vinicolo italiano. La storia recente vede l’azienda in un crescendo di successi e progetti: cresce il parco vitato, la cantina si amplia, arrivano nuovi vini con l’entrata in scena della 4° generazione, Pio Boffa.
Intanto emerge il concetto di cru e la vigna Ornato, già imprescindibile nel blend di vigneti del Barolo Pio, diventa terreno di nuovi studi. Nel 1985 l’azienda, colpita dalla personalità di tre micro-parcelle situate su diversi versanti della collina, decide di dare loro voce e con una piccola parte di esse crea, in sinergia con la filosofia di famiglia, un cru multi-cru, il Barolo Ornato. Nello stesso anno, nasce il PiodiLei, tra i primi Chardonnay fermentati ed affinati in piccole botti prodotti nelle Langhe e tra i primi in Italia. Nel 1990 è la volta del Barbaresco Il Bricco, nel 1996 della Barbera da singolo vigneto, la “Fides”, e poi nel 2014 con l’acquisizione di 10 ettari nel vigneto Mosconi, a Monforte d’Alba, prende forma un ulteriore Barolo: l’omonimo Mosconi.
L’ultima nuova sfida è per la prima volta al di fuori delle Langhe, nei colli tortonesi, in provincia di Alessandria. Pio Cesare ha infatti acquistato circa 2 ettari e mezzo nella zona di produzione del Timorasso affascinato dall’aromaticità, dalla distinta personalità e carattere di questo vino quando ha alle spalle molti anni di affinamento. Tutti i vini sono prodotti, fermentano e maturano nella storica cantina, tra le poche ancora operative nel centro storico di Alba, risalente al Settecento. È stata costruita su quattro livelli di cui uno addirittura al di sotto della falda del fiume Tanaro. Qui, con una temperatura e un’umidità perfette e costanti, i vini più preziosi maturano all’ombra delle antiche mura romane, già mura di cinta della città.
Il 2021 con la tragica e inaspettata morte di Pio Boffa, vede Federica Boffa Pio, quinta generazione, prendere il timone dell’azienda di famiglia, con la missione - a partire da questo 140esimo anniversario - di proseguire con coerenza verso il futuro.

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