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BREXIT&CLIMA

Filiera Italia: “dazi, allarme riguarda anche l’Italia”. A rischio il 50% dell’export verso gli Usa

Preoccupazione anche per l’ormai imminente Brexit. “Non può esistere alternativa all’area di libero scambio”
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Filiera Italia: “dazi, allarme riguarda anche l’Italia”

“Molte le sfide geopolitiche che richiedono una presa di posizione forte anche a tutela del settore agroalimentare”: commenta così Luigi Scordamaglia (coordinatore di Filiera Italia) il vertice del G7 che si è svolto a Biarritz e che ha avuto come temi centrali i dazi, la Brexit e la crisi ambientale in Amazzonia. Da tempo c’è preoccupazione in Italia per la questione dei dazi che potrebbe avere conseguenze negative per le esportazioni. “L’offensiva americana lanciata contro la Francia che promette dazi anche del 100% su prodotti come il vino non può lasciare indifferente il nostro Paese”, avverte Filiera Italia, associazione che rappresenta il meglio del settore agroalimentare Made in Italy. Scordamaglia aggiunge che “la minaccia destinata a Macron è solo la punta dell’iceberg. L’allarme riguarda anche il nostro Paese, e il comparto agroalimentare in particolare, che rischia di veder sfumare 2 miliardi di euro di export. Ben il 50% del totale delle esportazioni di settore verso gli Usa”. I più a rischio, come è noto, sono prodotti come olio, vino e formaggi. Il timore è anche quello di perdere competitività con un’accelerata sugli scaffali di “finto Made in Italy”, un fenomeno che soltanto negli Stati Uniti vale 24 miliardi di euro.
Ma si guarda con attenzione anche all’ormai imminente Brexit. “Non può esistere alternativa all’area di libero scambio, a meno che non si voglia mettere a dura prova il rapporto con l’Irlanda aprendo nuove spaccature”. Sarebbe una doccia fredda per l’Italia considerando che gli ultimi dati danno l’export agroalimentare verso il Regno Unito a oltre 3 miliardi di euro con un trend in continua crescita. Per Scordamaglia l’auspicio è che venga perseguito un approccio win-win “che permetta all’Europa, e all’Italia in particolare di continuare ad esportare le sue eccellenze (in testa il comparto enologico) e contemporaneamente garantire ai consumatori Uk cibo italiano a prezzi accessibili”. Chiusura sui terribili roghi che stanno distruggendo la Foresta Amazzonica: Scordamaglia torna a esortare Europa e Italia perché mettano un veto definitivo sull’accordo Mercosur: “Non si possono spalancare le porte a chi pratica dumping ambientale senza alcuno scrupolo, scaricandone il costo su consumatori e imprese del nostro Paese”.

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