02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
VINO E COLLEZIONISMO

Fine wines, crescita decisa nei primi 9 mesi 2026 per il Liv-Ex, Champagne e Italia in testa

I Barolo Falletto Riserva di Giacosa e Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, e il Barbaresco di Gaja, le etichette italiane più performanti

Prende forza il ritorno alla crescita del mercato dei fine wines, con l’Italia (e le Langhe in particolare) sempre più protagonista (insieme allo Champagne). Un segnale che arriva dalla nicchia di pochissimi vini di grande blasone a livello mondiale, ma le cui performance danno un po’ di fiducia e fanno da contraltare ad un mercato enoico che, in generale, è ancora in frenata. Emerge dall’analisi WineNews dell’andamento degli indici del Liv-Ex, la piattaforma di riferimento del mercato secondario. Da gennaio a settembre, il Liv-Ex 100 - indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 (Gruppo Frescobaldi), il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 della Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - nei primi 9 mesi 2026 mette a segno un consistente +2,1%, che diventa +4,4% se si guarda all’arco temporale di un anno. Con l’Italia che vede 4 etichette tra le 10 più performanti in assoluto dell’indice, a partire dalla n. 1, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, che cresce del 31,7% da inizio anno, in compagnia del Barolo Monfortino Riserva 2019 di Conterno, che fa +19,4%, del 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse a +18,7%, e del Solaia 2021 di Antinori, che fa +14,1%.
E con Monfortino e Giacosa che sono anche nella “top 10” delle performance del Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici del Liv-Ex, che cresce del +1,3% nel 2026 e del +2,2% nei 12 mesi. In gran parte grazie allo Champagne 50 (che fa +4,1% nel 2026 e +4,6% nei 12 mesi), e all’Italy 100, a +3,5% nei primi 9 mesi 2026, e a +4,9% nell’arco di un anno (periodo in cui è il migliore indice in assoluto). Un risultato importante per l’indice tricolore, ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004 ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020; e, ancora, dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019; da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Super Tuscan, dal Sassicaia della Tenuta San Guido al Solaia ed al Tignanello di Marchesi Antinori, all’Ornellaia e al Masseto di Frescobaldi; e da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse.
Con una “top 10” di categoria che vede al vertice le Langhe, perchè oltre al già citato “primatista” del Liv-Ex 100 firmato Giacosa, sul podio ci sono anche il Barolo Monfortino Riserva, annata 2005, a +30,4%, ed il Barbaresco 2015 di Gaja, che rivaluta del 22,5% da inizio anno. Seguiti, ancora dal Barolo di Giacosa, ma annata 2020, a +21,3%, e da un’altra annata di Monfortino, la 2019, a +19,4%. Poi tocca alla Toscana, con grande protagonista, ancora una volta, il 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse (con le annate 2020, 2012 e 2011 rispettivamente a +18,7%, +16,1% e +13,5%), insieme al Masseto 2016 di Frescobaldi (+17,7% da inizio anno) e al Solaia 2021 di Antinori (+14,1%).
Ma a rendere ancora più significativo è il recupero di pressoché tutti gli indici, perché se il Bordeaux 500 è l’unico ancora in leggero terreno negativo, ma con sostanzialmente in parità (-0,2% nel 2026 e +0,4% nei 12 mesi), sono in crescita anche il Burgundy 150 (+1,7% e +2,8%), il Rhone 100 (+0,5% e +3,4%) e anche il Rest of the World 60 (+2,2% da inizio anno e +0,6% nei 12 mesi).
Si tratta, come detto, di un segnale di riscossa che arriva da una nicchia di pochi, rari e ricercati vini, ma che, comunque, fa ben sperare, in una fase di mercato ancora difficilissima per il vino nel suo complesso.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli