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ALIMENTARE

Food Industry Monitor, salute, ambiente e innovazione le chiavi per il post Coronavirus nel food

Il 2020 sarà anno di rallentamento, ma nel 2021 la ripresa: l’analisi Osservatorio dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Dopo un 2019 più che positivo per il mondo dell’alimentare, dove aveva registrato una crescita pari al +3,1%, con farine, caffè, vino, food equipment, acqua, packaging e latte a fare da traino, anche per il food il 2020 sarà un anno di rallentamento, a causa dell’impatto economico del Coronavirus, con un calo nella crescita del 5%. A dirlo, i dati del Food Industry Monitor dell’Osservatorio (quest’anno alla sesta edizione), di riferimento sul settore food, realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con Ceresio Investors, dedicato al rapporto tra cibo, salute e innovazione. Che sottolinea anche come, però, il 2021 sarà l’anno della ripresa, con un tasso del 7,7% per il comparto. E, nonostante la situazione economica, le esportazioni del settore food cresceranno mediamente dell’11% nel biennio 2020-2021. Meglio degli altri comparti, faranno nell’export distillati, farine, food equipment, dolci, acqua, caffè e latte. I comparti del vino, del packaging, della birra e dei salumi esporteranno con valori vicini alla media del settore, mentre i comparti delle conserve e della pasta registreranno la progressione più limitata nella crescita dell’export.
Le tendenze di mercato - analizzate su oltre 900 media specializzati nel periodo 2015-2019 - vedono in testa il tema degli alimenti salutari, che ha avuto il maggiore incremento di citazioni. Mentre i media internazionali hanno mostrato crescente attenzione ai temi della sicurezza alimentare e dei processi di trasformazione del cibo, l’interesse italiano è concentrato sulle caratteristiche nutrizionali e sui temi della tradizione. Tendenza, registrata anche nell’analisi dei modelli di business: l’offerta è costituita per il 40% da alimenti salutari, cioè fatti con materie prime di origine biologica, oppure ottenuti con processi di trasformazione poco invasivi, senza additivi e conservanti artificiali, con benefici di tipo funzionale, ovvero cibi salutari negli effetti. Tuttavia, solo il 7% delle aziende enfatizza nella propria comunicazione il tema della salute: e solo chi lo fa, vince.

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