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IL 9 OTTOBRE

Francesco Redi, a Montepulciano un simposio di studi fondamentale per la storia del vino italiano

La città del Vino Nobile ricorda il medico-letterato autore del “Bacco in Toscana”, tra gli elogi più belli del piacere per il corpo e per la mente
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Francesco Redi, a Montepulciano un simposio di studi fondamentale per la storia del vino

Figura che ha unito la professione di medico, il più alto in grado della Corte dei Medici, alla passione di letterato, in un’epoca in cui la viticoltura ed il vino rivestivano già un ruolo importante sia in agricoltura che nella società, come racconterà lo storico Zeffiro Ciuffoletti, tra sperimentalismo e divertissement, come spiegherà lo studioso Francesco Barreca e come testimonierà la storica dell’arte Maria Rachele Romeo, a partire dalla nature morte di Bartolomeo Bimbi, l’autore del “Bacco in Toscana” (1865), celebre ditirambo, (componimento poetico in lode del dio Dioniso/Bacco, come spiegherà l’esperto Gabriele Bucchi) che celebra i vini della Toscana come alimento quotidiano, come ricorderà la studiosa Carla Benocci, e rimedio in medicina come per l’anima, come analizzerà la dottoressa Maria Conforti - con dovizia di particolari su territori e vitigni, come mostrerà l’archeologo Andrea Zifferero, ma anche regalandoci colorite espressioni toscane come un vino “che pela l’orso”, come ricorderà la studiosa Lorella Mangani, e, in particolare, sulla città del Poliziano che “d’ogni vino è il re”, come racconterà lo scrittore Raffaele Giannetti - ci ha lasciato, da vero “testimonial ante litteram”, uno degli elogi più belli del vino italiano, come sottolineerà il direttore WineNews, Alessandro Regoli. Tutto questo, e molto altro, è stato Francesco Redi per il vino italiano, per la Toscana e per Montepulciano, in particolare. E proprio nelle città del Nobile, nei 400 anni dalla nascita del celebre poeta (Arezzo, 18 febbraio 1626 - Pisa, 1 marzo 1697), il Consorzio del Vino Nobile ed il Comune di Montepulciano promuovono il simposio di studi “Quando Bacco giunse in Toscana. Francesco Redi: poesia, scienza, arte e cultura del vino nel Granducato degli ultimi Medici e nella Montepulciano medicea”, tra scienza, arte e vino, il 9 ottobre al Palazzo Comunale nella cornice di Piazza Grande nella “perla” del Rinascimento.
Dal “Dio del vino fermato avea l’allegro suo soggiorno a i colli Etruschi intorno” al “del Leggiadretto, del sì divino Moscadelletto di Montalcino”, da “se vi è alcuno, a cui non piaccia la Vernaccia vendemmiata in Pietrafitta, interdetto maladetto fugga via dal mio cospetto” a “quest’altro vin robusto, che si vanta d’esser nato in mezzo al Chianti”, da “se Giara io prendo in mano di brillante Carmignano, così grato in sen mi piove, ch’ambrosia e nettar non invidio a Giove” alla “bella Arianna con bianca mano versa la manna di Montepulciano” che “d’ogni vino è il re”, sono solo alcuni dei versi che fanno del “Bacco in Toscana” di Francesco Redi non solo una summa e più grande elogio letterario della Toscana del vino, ma un’opera cardine della cultura enologica italiana e testimonianza ancora oggi preziosa del rapporto tra vino, territorio, letteratura e ricerca. Il simposio nasce proprio con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione un capitolo significativo della storia del vino, valorizzando il contributo di Redi nella costruzione di un immaginario culturale che ha attraversato i secoli e continua a parlare al presente. “Quando Bacco giunse in Toscana. Francesco Redi: poesia, scienza, arte e cultura del vino nel Granducato degli ultimi Medici e nella Montepulciano medicea” rappresenterà, infatti, un momento di studio e confronto tra competenze diverse, chiamate a rileggere la figura dello scienziato, medico, naturalista e letterato aretino attraverso la lente del “Bacco in Toscana”, componimento che nel Seicento celebrò vini, luoghi e identità della regione, contribuendo a fissare nella memoria europea il prestigio delle sue produzioni.
In questo contesto, Montepulciano assume un ruolo centrale: non solo come luogo evocato nell’opera (“Montepulciano d’ogni vino è il re”), ma come comunità che intende custodire e rilanciare una tradizione fondata sulla qualità, sulla conoscenza e sulla consapevolezza delle proprie radici. E l’appuntamento del 9 ottobre offrirà l’occasione per restituire al mondo del vino un tassello importante della sua storia e della ricerca sul passato, mettendo in relazione fonti, saperi e prospettive contemporanee. Il dialogo tra studiosi e rappresentanti del territorio permetterà di evidenziare come la cultura del vino non sia soltanto espressione produttiva, ma anche patrimonio di narrazioni, relazioni, linguaggi e visioni che hanno contribuito a definire l’identità della Toscana e dell’Italia nel mondo. Nel corso dei lavori i relatori approfondiranno diversi aspetti legati alla figura e all’eredità di Redi: dalla lettura storica e letteraria del “Bacco in Toscana” al ruolo dell’opera nella rappresentazione dei territori del vino; dal rapporto tra scienza, osservazione naturalistica e cultura materiale del Seicento alla fortuna europea del testo; fino al valore simbolico del celebre riferimento a Montepulciano, divenuto nel tempo una delle più autorevoli attestazioni della reputazione del suo vino. Saranno, inoltre, affrontati i temi della trasmissione delle fonti, della ricerca archivistica e del modo in cui la riscoperta di documenti, studi e interpretazioni possa contribuire oggi a rafforzare il racconto identitario del Vino Nobile e del vino in generale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che accompagnerà il territorio verso le celebrazioni del 2027 nei 400 anni della nascita del Redi, culminando in una grande mostra internazionale, prevista dal 20 marzo al 20 giugno, dedicata a Francesco Redi e al suo “Bacco in Toscana” (e nella quale saranno esposti anche libri antichi ed originali della WineNews). Un progetto culturale di respiro internazionale che renderà omaggio all’autore che per primo contribuì a consacrare il vino toscano come patrimonio letterario, culturale e identitario, portando il nome di Montepulciano, e i vini italiani, nelle più prestigiose corti europee. E non solo (come abbiamo raccontato, recentemente, in un video).

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