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Francia, la vendemmia 2021 verso un calo quantitativo del 19-26%, a 32,6-35,6 milioni di ettolitri

Nelle previsioni del Service de la Statistique et de la Prospective del Ministero dell’Agricoltura il peso di gelate, piogge e malattie della vite
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Le previsioni della vendemmia 2021 in Francia

Con un calo sulla media degli ultimi 5 anni compreso tra il -19% e il -26%, il Ministero dell’Agricoltura francese rende note le sue prime previsioni vendemmiali. Non una sentenza, perché in tanti territori manca ancora qualche settimana, e c’è comunque da considerare gli effetti degli eccessi climatici di questa lunga e torrida estate. Comunque sia, la produzione vinicola francese, nel 2021, sarebbe persino “inferiore a quelle negativamente da record, del 1991 e del 2017, anch’esse colpite dalle gelate primaverili”, come spiegato oggi dal Service de la Statistique et de la Prospective del Ministero dell’Agricoltura.
Ricordando che queste prime stime vanno prese con cautela, il Ministero anticipa in una nota (pubblicata dal portale di
Vitisphere) che “secondo le stime stabilite l’1 agosto 2021, la produzione di vino sarebbe compresa tra 32,6 e 35,6 milioni di ettolitri nel 2021, ovvero un livello da 24 a 30 % inferiore a quella del 2020”. Sono previsti tra i 14 e i 15,5 milioni di ettolitri di vini Dop (dal -19% al -26% rispetto al 2020), 8,9-9,7 milioni di ettolitri di vini Igp (dal -28% al -34%), 7,7-8,4 milioni di ettolitri di vini destinati alla distillazione (dal -22% al -28%). Complessivamente le rese previste nel 2021 sarebbero più vicine a quelle del 1977, “anno in cui la vendemmia fu ridotta dal gelo e dalle precipitazioni estive”.
Le abbondanti piogge cadute a giugno e luglio hanno purtroppo favorito i danni della peronospora, presente anche sui grappoli di Champagne, dove la metà dei grappoli presenta sintomi di peronospora, Alsazia, dove peronospora e oidio minacciano danni importanti, Beaujolais, Valle della Loira, Charentes e Sud-Ovest”, dice il Service de la Statistique et de la Prospective, rilevando anche tra i filari lo sviluppo di “oidio e talvolta marciume nero (Black-rot) o botrite a seconda della Regione”. Andando ad analizzare il vigneto nazionale, afflitto dalle gelate di aprile (in particolare in Borgogna, Valle del Rodano e Centro-Loira) e colpito da coulure e acinellatura (Centro, Sud-Ovest, Provenza e Valle del Rodano), le precipitazioni delle ultime settimane hanno messo sotto pressione i rendimenti, le cui previsioni sono comunque tutte da confermare.
“Per i grappoli risparmiati da questo susseguirsi di catastrofi, ossia nelle regioni fuori dal bacino mediterraneo, gli acini sono di buona grandezza e ben nutriti dalle piogge estive”, scrivono gli esperti del notano gli esperti del Ministero dell’Agricoltura francese. Che si preoccupano di specificare il caso particolare dei vigneti di Provenza, Languedoc e Roussillon, dove “la siccità superficiale, se dovesse prolungarsi, potrebbe ridurre ulteriormente la produzione”. Da segnalare che “in Corsica la produzione in questa fase sembra essere di buon livello, vicina a quella del 2020. Le maturazioni dei grappoli sono nella norma e il gelo ha avuto scarso effetto sulla produzione complessiva dell’isola”.
Mentre la prima vendemmia è iniziata il 5 agosto nell’Aude, in un netto ritardo sulla vendemmia 2020, il Service de la Statistique et de la Prospective sottolinea che “alla fine di luglio la maggior parte dei vigneti mostra un leggero ritardo nella vegetazione rispetto al 2020, a causa di un clima relativamente fresco temperature estive”. Sulla media stagionale, la raccolta dovrebbe essere posticipata rispetto al 2020. In Alsazia “la fioritura a metà giugno è arrivata con un mese in ritardo rispetto al 2020, e in Linguadoca in questa fase il ciclo vegetativo è in ritardo di almeno una settimana”.

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