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FINE WINE

Gaja, Sassicaia, Ornellaia, Masseto, Solaia: l’Italia al top nella “Liv-Ex Power 100” 2020

17 gli italiani in classifica, tanti come non mai. Di Luciano Sandrone e Biondi Santi, in assoluto, la crescita maggiore sul 2019
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Gaja top brand, Antinori al vertice con Solaia e Tignanello: l'Italia in Liv-Ex Power 100

Gaja che balza dalla posizione n. 3 (dalla 34 del 2019), Sassicaia alla n. 4 (dalla n. 7), Ornellaia alla n. 6 (dalla 91), Masseto alla n. 9 (dalla 72), il Solaia di Antinori alla n. 13 (dalla 72): è in queste progressioni la sintesi dell’anno d’oro, questo paradossale 2020, per il fine wine d’Italia, veri e proprie stelle del mercato secondario secondo il benchmark Liv-Ex, che appena stilato la sua Power 100 del 2020 (che vede al vertice due grandi nomi di Borgogna come Domaine Leroy e e Domaine Leflaive), insieme al magazine Uk “The Drinks Business”, e che WineNews è in grado di anticipare.
Una “Top 100” realizzata considerando i volumi ed i valori mossi da ogni singolo brand, il prezzo medio, la variazione delle quotazioni ed il numero di singoli vini (etichette ed annate) sul mercato (l’analisi riguarda il periodo tra il 1 ottobre 2019 ed il 30 settembre 2020), che conta tanti italiani come non mai gli italiani: 17, in crescita di 9 rispetto al 2019, l’aumento maggiore (mentre Bordeaux, comunque il territorio più presente, che si ferma a 37, in calo di 5, e con la Borgogna a 24, con 10 brand in meno). Compresi i due brand che, in assoluto, a livello mondiale, hanno scalato più posizioni dal 2019, ovvero la piemontese Luciano Sandrone, salita dalla posizione 277 alla 62 (+215), e la Tenuta Greppo di Biondi Santi, culla del Brunello di Montalcino (oggi del gruppo francese Epi, ndr) passata dalla 219 alla 55 (+164).

Scorrendo la classifica, per l’Italia, al n. 35 sale il Tignanello ancora di Antinori (unica realtà d’Italia con due brand in “Top 100”, ndr), davanti a “Mr Monfortino” Giacomo Conterno, al n. 51, e davanti a Biondi Santi, al 55. Al n. 62 c’è Luciano Sandrone, davanti ad un’altra griffe del Piemonte e del Barolo come Bartolo Mascarello, al n. 63, seguito a pochi passi da uno dei grandi nomi del Brunello di Montalcino, come Casanova di Neri, al n. 67. Al n. 71 una delle cantine più celebri del Chianti Classico, come Fontodi, davanti ad un altra griffe di Montalcino, Poggio di Sotto del gruppo Collemassari di Claudio Tipa, al n. 74, e ad un altro top brand delle Langhe, come Vietti. Ancora, posizione n. 88 per la toscana Tua Rita, davanti a Bruno Giacosa al n. 89, e all’icona dell’Amarone della Valpolicella, Quintarelli, al n. 95.
Una vera e propria consacrazione per i grandi nomi del vino italiano nell’olimpo dei fine wine, nell’anno in cui il Liv-Ex è stato “più grande” che mai, con oltre 8.734 vini diversi al centro degli scambi (in crescita del 37,2% sul 2019) prodotti da 1.420 cantine (+42,6%). Tra i 10 brand migliori per crescita nel ranking del Liv-Ex, oltre a Sandrone e Biondi Santi, l’Italia conta anche Tua Rita (da 241 a 88), Ceretto (da 259 a 139), Quintarelli (da 206 a 95), Le Macchiole (da 249 a 153) e Montevertine (da 220 a 125). Ancora, guardando all’aumento di prezzo, al vertice assoluto c’è ancora Italia, con la cantina piemontese Ca’ Nova, che ha registrato una crescita del 28,09% dei prezzi medi dei suoi vini, davanti ad un altro nome top del Veneto, come Romano Dal Forno (+19,4%). Ma tra i primi 10, in questa particolare classifica, di sono anche G.B. Burlotto (+15,8%), Solaia (+14,4%) e Conti Costanti (+12,9%).

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