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CONSUMI

Gli italiani verso le feste, tra chi taglia sulla tavola (alcolici in testa) e chi va in vacanza

Coldiretti: “acquisti giù del -3,8% in quantità, cibo low cost a +10,1%”. Ma per il Ponte dell’Immacolata 17 milioni di italiani in viaggio
Coldiretti, IMMACOLATA, NATALE, SPESA, VACANZE, Non Solo Vino
I mercatini di Natale, meta prediletta del turismo nelle festività di fine anno

In un’epoca in cui la “classe media” è sempre meno numerosa, con una composizione sociale sempre più estremizzata tra chi ha più possibilità e chi ne ha meno, c’è chi continua a viaggiare, pranzare e cenare fuori, dando ossigeno a turismo e produzione agroalimentare di maggior qualità, e chi invece taglia sulla spesa, puntando sempre più sui cibi low cost. È il quadro che, alla vigilia del Ponte dell’Immacolata, emerge dalle analisi Coldiretti.
Da un lato, dunque, “il caro prezzi taglia del 3,8% le quantità di prodotti alimentari acquistate dagli italiani nel 2022 che sono, però, costretti a spendere comunque il 4,3% in più a causa dei rincari determinati dalla crisi energetica”, secondo i dati Istat sul commercio al dettaglio nei primi 10 mesi 2022, con un ottobre che ha fatto registrare una diminuzione delle vendite sia in valore sia in volume, con la flessione che riguarda tanto i beni alimentari quanto i non alimentari. “La situazione di difficoltà è resa evidente dal fatto che - sottolinea la Coldiretti - volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare nei primi dieci mesi un balzo del +10,1% nelle vendite in valore, il più elevato nel dettaglio.
Il risultato dei discount evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità. Gli italiani - sottolinea la Coldiretti - vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti”. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio, precisa la Coldiretti, si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. L’81% degli italiani ha preso l’abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare per mettere sotto controllo le spese d’impulso, evitando di farsi guidare troppo dalla molteplicità di stimoli che sono attivati nei punti vendita, secondo Coldiretti/Censis.
“Nella classifica dei prodotti più colpiti dalla scure dei consumatori, ci sono, al primo posto, gli alcolici ai quali sono stati costretti a dire addio, del tutto o anche solo parzialmente, il 44% degli italiani. Al secondo posto, i dolci che vengono tagliati in quantità dal 44%, mentre al terzo ci sono i salumi ai quali ha rinunciato il 38,7% dei cittadini, subito davanti al pesce (38%) e alla carne (37%). Ma il carovita porta addirittura a ridurre gli acquisti di alimenti per bambini, con il 31% di persone che ne acquista di meno. In situazione di difficoltà i meno colpiti sono alcuni prodotti base della dieta mediterranea come frutta (tagliata del 16% dei consumatori), verdura (dal 12%) e pasta (dall’11%)”.
Le difficoltà delle famiglie si trasferiscono direttamente sulle imprese dove l’aumento dei costi di produzione colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari” afferma il presidente Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna intervenire subito per contenere i costi di produzione con misure immediate per salvare le aziende agricole e la spesa degli italiani”.
Di contro, però, “sono 17 milioni gli italiani in vacanza per il ponte dell’Immacolata, che dopo due anni di restrizioni a causa della pandemia rappresenta il primo vero banco di prova per il turismo di Natale”. Secondo Coldiretti, tra chi passerà l’Immacolata fuori casa, “la stragrande maggioranza resterà in Italia mentre solo un 12% uscirà dai confini nazionali. Tra le destinazioni più gettonate si piazzano in cima alla classifica le città, seguite da montagna, mare e campagna e parchi naturali. La maggioranza degli italiani alloggerà in case private di proprietà o di parenti e amici, dove si recherà un vacanziere su quattro collocandosi praticamente a pari merito con gli alberghi come meta prescelta da chi dorme fuori casa”.
Dopo le gravi difficoltà degli anni scorsi, si tratta di una boccata di ossigeno per il turismo invernale che - ricorda la Coldiretti - ha un valore stimato prima dell’emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all’anno tra diretto, indotto e filiera. A beneficiarne è l’intera filiera a partire dai consumi di cibi e bevande ai quali è destinato, secondo la Coldiretti, 1/3 della spesa turistica tra ristoranti, pizzerie, agriturismi e cibo di strada.

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