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ASIA

Hong Kong, all’asta di Gelardini & Romani vini italiani protagonisti, tra toscani e piemontesi

Raccolti 390.000 euro, ma dopo il Covid segnali di cambiamento: non ci sono più i grandi compratori expat e cala l’interesse per la Borgogna
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Il Barolo Riserva Speciale Collina Rionda Bruno Giacosa 1967

Un evento che dovrebbe segnare il primo, vero ritorno alla normalità ad Hong Kong, dopo le proteste del 2019 ed il Covid: l’asta di Gelardini & Romani battuta il 30 ottobre ha raccolto 390.000 euro, con un catalogo composto per l’85% da vini italiani, che hanno fatto la parte del leone anche in termini di aggiudicazioni assolute, a partire da una imperiale di Masseto 2017 aggiudicata a 13.000 euro, 4 bottiglie di Barolo Riserva Speciale Collina Rionda Bruno Giacosa 1967 battute a 10.000 euro e 3 bottiglie di Barolo Riserva Monfortino Giacomo Conterno 2010 battute a 3.500 euro. In termini di incrementi al primo posto troviamo - ex equo - le “etichette d’autore” del Barolo Bartolo Mascarello assieme ai Dom Perignon maturi (anni Settanta ed Ottanta) che hanno mediamente raddoppiato (+100%) la base d’asta, tallonati a breve distanza dagli Etna con 6 bottiglie di Serra della Contessa 1999 Benanti a 475 euro (+76% su base d’asta) e 3 bottiglie di Vigna Barbagalli 2014 Pietradolce a 900 euro (+69%).
Ma tutto quello che è successo negli ultimi anni ha lasciato un pesante strascico su Hong Kong, e sono evidenti i segnali di cambiamento. Come spiega a WineNews Raimondo Romani, alla guida della Gelardini & Romani Wine Auction, con il socio Flaviano Gelardini: “la città ha superato sia l’instabilità generata dalle proteste del 2019, sia quella fase di “sospensione” dovuta alla quarantene in ingresso per il contenimento del Covid (io stesso ho fatto 120 giorni di quarantena negli ultimi 2 anni per poter mantenere una presenza sia ad Hong Kong che in Italia), che di fatto hanno limitato sensibilmente gli spostamenti, anche in uscita. Con il sostanziale “liberi tutti” di fine settembre, così come avevamo previsto, la città si è definitivamente svuotata di quella comunità expat che si trovava qui quasi esclusivamente per un lavoro dipendente (resistono gli imprenditori, le istituzioni e chi ha legami affettivi o culturali) e che ancora, causa persistenza delle quarantene in Cina, non ha ad oggi ancora visto un ricambio. Contingenza che ci ha fatto registrare, per la prima volta, una percentuale di lotti invenduti superiore al 25%. A soffrire maggiormente sono stati soprattutto i Supertuscan che, appunto, venivano acquistati in prevalenza da collezionisti expat di estrazione anglofona”.
Ma Raimondo Romani aggiunge anche un importante spostamento nelle intenzioni dei compratori: “infine, ma non è un fatto di poco conto, segnaliamo quantomeno un raffreddamento dell’interesse attorno ai grandi nomi di Borgogna rispetto ai quali abbiamo avuto diversi invenduti sia del Domaine de La Romaneé Conti che del Domaine Leroy e del Comte Liger Belair i quali, nonostante avessero basi d’asta invariate rispetto alle due aste scorse (primavera 2022 e autunno 2021), non hanno trovato acquirenti: il vento sembra essere decisamente cambiato …”.

Focus - La top 5 delle aggiudicazioni
1) Masseto 2017 - 1 imperiale a 13.000 euro
2) Barolo Riserva Speciale Collina Rionda Bruno Giacosa 1967 - 4 bottiglie a 10.000 euro
3) Barolo Riserva Monfortino Giacomo Conterno 2010 - 3 bottiglie a 3.500 euro
4) Ex equo ad 2.400 euro:
- Barolo Cannubi San Lorenzo Ravera Giuseppe Rinaldi 1999 - 5 bottiglie
- Barbaresco Crichet Paje Roagna 2008 - 1 doppia magnum
- Brunello di Montalcino Riserva Case Basse Soldera 2004 - 2 bottiglie
- Brunello di Montalcino Riserva Case Basse Soldera 2006 - 3 bottiglie
- Masseto 2013 - 3 bottiglie
5) Ex equo a 2.200 euro:
- Barolo Riserva Monfortino Giacomo Conterno 2010 - 1 magnum
- Grands Echezeaux Domaine de la Romanée Conti 1987 - 1 bottiglia
- Le Pergole Torte Montevertine 1999 - 6 bottiglie

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