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ALLARME

I bambini che vivono vicino ad un’area vitata hanno un rischio maggiore di ammalarsi di leucemia

Francia, uno studio dell’Agenzia Nazionale di Ricerca Medica e Sanitaria punta l’indice sull’uso dei pesticidi, specie nelle grandi superfici vitate
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Il rapporto tra pesticidi usati in vigna e leucemia (credits: Markus Winkler Unsplash)

Da anni si sospetta che l’esposizione ai pesticidi, specie per motivi di lavoro, aumenti il rischio di tumori maligni linfoidi negli adulti, sebbene solo pochi composti siano stati classificati come certamente cancerogeni. Anche nei bambini si ritiene da tempo che l’esposizione ai pesticidi sia un fattore di rischio per vari tumori, principalmente la leucemia acuta (AL), con la maggior parte delle prove basate su dati relativi all’uso residenziale fatto dai genitori e sull’esposizione lavorativa materna durante la gravidanza. Come in tutti i Paesi ad alto reddito, la leucemia acuta (AL) è il tipo più comune di cancro infantile in Francia, con circa 500 nuovi casi all’anno (pari al 30% dei tumori infantili), l’80% dei quali sono costituiti da leucemia linfoblastica (LLA) ed il 15% da leucemia mieloide (LMA). Sono proprio questi i casi al centro dello studio “Association between Residential Proximity to Viticultural Areas & Childhood Acute Leukemia Risk in Mainland France” (qui la versione completa), condotto dall’Agenzia Nazionale di Ricerca Medica e Sanitaria Inserm, che ha analizzato 3.700 casi di leucemia acuta diagnosticati a bambini e ragazzi sotto i 15 anni nel periodo 2006-2013, messi in relazione con un gruppo di 40.000 bambini in buone condizioni di salute, per valutare il rischio di leucemia acuta infantile nei bambini che vivono vicino ad aree viticole.

La vite, del resto, è una coltura sottoposta a trattamenti intensivi con pesticidi in maniera costante, ed in precedenza un altro studio ecologico, a livello nazionale, aveva dimostrato che il rischio di leucemia acuta infantile era più elevato nei comuni con le maggiori aree viticole. Quest’ultimo, però, ha affrontato il tema con dati ancora più precisi, incrociando, per una mappatura accurata, dati Gpr (Graphic Parcel Register) e Clc (Corine Land Cover) ed i descrittori vettoriali in 3D del database governativo BD Topo relativi alle aree vitate. Lo studio, così, ha concluso che i bambini che vivono nel raggio di un chilometro da un’area vitata hanno un rischio maggiore di ammalarsi di leucemia. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che quando la superficie di un vigneto aumenta del 10%, cresce in maniera direttamente proporzionale anche il rischio di leucemia linfoblastica.

Ovviamente, non è la semplice presenza della vite in prossimità delle abitazioni a costituire un fattore di rischio, ma il forte uso di pesticidi che, talvolta, si fa in vigna. Sempre all’interno dello studio si può leggere come, secondo i più recenti censimenti agricoli francesi (2010 e 2020), c’erano nel Paese 27 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata (Sau), pari al 50% della Francia continentale, dove ogni anno vengono utilizzati dalle 65.000 alle 75.000 tonnellate di pesticidi agricoli, la maggior parte dei quali fungicidi. E le vigne sono sottoposte a trattamenti antiparassitari particolarmente intensivi: 19 volte all’anno, in media, a livello nazionale, sugli 800.000 ettari vitati della Francia, pari al 3,7% della superficie agricola utilizzata, dove è destinato il 20% dei pesticidi usati Oltralpe.

I bambini - come si legge nell’introduzione dello studio, condotto dall’Agenzia Nazionale di Ricerca Medica e Sanitaria Inserm e firmato da un gruppo di medici e ricercatori guidati dal professore di Epidemiologia dei tumori infantili e adolescenziali Matthie Mancini, docente all’Université Paris-Cité ed alla Sorbonne, pubblicato pochi giorni fa dal mensile “Environmental Health Perspectives” - entrano in contatto con i pesticidi principalmente per ingestione di prodotti contaminati (cibo, bevande e talco per i bambini piccoli) e per inalazione, ma possono anche essere esposti in utero, attraverso esposizioni lavorative e domestiche materne. La presenza di particelle di pesticidi all’interno e all’esterno può essere la conseguenza dell’uso domestico, dell’uso agricolo nei campi vicini (deriva agricola, volatilizzazione, erosione eolica) e del trasporto di pesticidi in casa da parte di familiari esposti per motivi lavorativi (su vestiti e scarpe).

Diversi studi hanno riportato concentrazioni più elevate di pesticidi nell’aria e nella polvere nelle famiglie che risiedono nei pressi di campi agricoli, in particolare durante e subito dopo l’applicazione dei pesticidi, come è facile immaginare, ma il contributo degli usi agricoli alle concentrazioni di pesticidi all’interno delle case è, tuttavia, difficile da quantificare, e valutare l’esposizione residenziale ai pesticidi agricoli rimane una grande sfida. La maggior parte degli studi sul cancro infantile hanno valutato i terreni coltivati in prossimità delle residenze utilizzando censimenti agricoli e dati fotografici e satellitari. Alcuni studi sono stati in grado di stimare la diffusione dei pesticidi sulle colture utilizzando il sistema Pesticide Use Reporting (Pur), come accade in California, o utilizzando i dati sulle vendite di pesticidi, come è stato fatto in Danimarca. Fino ad oggi, l’eterogeneità degli studi pubblicati riguardanti paesaggi e pratiche agricole aveva impedito di trarre conclusioni sul ruolo della vicinanza delle colture e dell’esposizione ai pesticidi agricoli nell’insorgenza della leucemia acuta infantile, ma i risultati di questo studio apre adesso le porte ad ulteriori approfondimenti su altri tipi di colture.

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