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Allegrini 2018

I Viaggi Di Repubblica

Le cattedrali del vino ... Le cantine stanno diventando nel nostro paese e in altre nazioni che producono vino di qualità, emergenze culturali. Edifici di valore storico si affiancano a piccoli capolavori progettati da architetti che prestano grande attenzione all’ambiente. Ggi è tra le più importanti etichette altoatesine, ma il suo Lagrein, che costituisce l’80% della produzione, proviene da un antico ceppo cresciuto all’interno di un convento che risale all’XI secolo. Prima fortino dei Conti di Bolzano, poi residenza di Mainrado II di Gorizia, poi donato agli Agostiniani, il convento Muri-Gries è divenuto infine la residenza dei Benedettini che, cacciati dal monastero di Muri nel cantone svizzero, hanno applicato la regola dell’ora et labora anche nel vigneto. La vendita di vino è iniziata solo nel XX secolo, attraverso il Brennero verso i paesi di lingua tedesca. Allora si commerciava ancora il vino sfuso, ma nel tempo la tecnica si è affinata e, a metà degli anni ’80, la cantina del convento Muri-Gries ha iniziato la sua scalata alle classifiche delle bottiglie di alta qualità.
La visita alla cantina, racchiusa nelle mura quattrocentesche, è un viaggio nelle moderne tecniche di vinificazione e un tuffo nella storia: l’antica cappella, travolta dall’alluvione del 1416, ha ceduto il posto a una chiesa gotica, alla quale si è poi sostituita la nuova chiesa barocca. E l’antica chiesa è oggi la cantina di fermentazione dove si trovano anche le botti in acciaio inossidabile per la conservazione. Mentre, nell’antica cantina del castello del XIII secolo sono conservati grandi botti in legno e le barrique. Nel cortile, ancora un vecchio tornio del 1549, a ricordare come tutto lì ruotasse attorno al vino. Poco lontano, a Bressanone, si arriva alla cantina medioevale dell’Abbazia di Novacella, un complesso del 1141 più volte ampliato, situato nel cuore dei vigneti più a Nord d’Italia, dove da secoli si producono bianchi, come il Sylvaner e il Kerner che si possono degustare alla mescita dell’Abbazia insieme a salsicce e speck, formaggi e pane sudtirolese. La giusta pausa dopo la visita all’antico, minuscolo cimitero, alla chiesa barocca, al chiostro gotico con l’austero passaggio. Nella biblioteca sono conservati circa 65.000 volumi a stampa e manoscritti.
Non ci sono solo conventi, ma anche castelli. Come il Castello Romitorio, la vecchia tenuta di Montalcino che ha restaurato e portato a nuovo splendore Sandro Chia, tra i padri della Transavanguardia: un antico rudere dove produce Brunello e Supertuscan su cui Chia mette il suo tocco d’artista firmando anche le etichette. E poi Palazzi rinascimentali, come Villa Giona degli Allegrini a Verona, dentro un vigneto dove si fa Amarone e Valpolicella, e cantine storiche, come quelle del Redi a Palazzo Ricci, e infine Palazzo Contucci, a Montepulciano, Siena, che porta la firma di Antonio da Sangallo. Sono le cattedrali del vino, cantine che costituiscono un patrimonio oltre che produttivo, anche artistico e culturale. Fonte di attrazione per turisti, spesso stranieri, che coltivano l’amore per l’arte, ma anche per il buon bere e il buon mangiare. Palati e spiriti raffinati, che intendono la cultura anche come scoperta del territorio, di beni artistici e naturali. Cultus boni, non a caso, l’abbazia della buona coltura e della buona cultura, fondata nell’anno mille e trasformata nell’800 in villa padronale dalla famiglia di Emanuela Stucchi Prinetti, è Badia a Coltibuono, vicino a Siena, dove si produce un Chianti che ha avuto grandi riconoscimenti.
Beni artistici ereditati e valorizzati. Ma anche architetture create ex novo, con cantine firmate dai nomi più illustri, per legare vino e cultura secondo le più moderne strategie di marketing territoriale. E’ l’ultima tendenza in fatto di rinascita del territorio. «In Francia hanno gli Chateaux, noi stiamo investendo sulle cantine d’autore per dare un’identità al territorio»: il marchese Lodovico Antinori parla del nuovo progetto lanciato col fratello Piero, la cantina firmata da Gae Aulenti a Campo di Sasso, vicino Bibbona, in provincia di Livorno. «Un progetto molto bello che gioca su due elementi: sobrietà e ricercatezza. Bassissimo l’impatto ambientale, perché la cantina sarà quasi completamente interrata», racconta Antinori.
L’arrivo dell’architetto milanese Gae Aulenti, che con questo progetto firma per la prima volta una cantina, è l’ultimo di una serie di iniziative che fanno della maremma un polo del design: Petra, del gruppo Vittorio Moretti, vicino Suvereto, firmata da Mario Botta, per un investimento di 30 milioni di euro e dove si producono Petra Igt Toscana, blend di Cabernet Sauvignon e Merlot, e Petra Ebo Val di Cornia, la doc locale, uvaggio di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot; Rocca di Frassinello a Gavoranno di Renzo Piano.
Il trend riguarda tutta l’Italia, Piero Antinori - che nel Castello della Sala, vicino Orvieto, produce il prestigioso Cervaro della Sala, e possiede anche l’antica Badia a Passignano, un monastero che ha fatto la storia del Chianti - sta realizzando una nuova cantina accanto all’enclave agreste di Bargino, nel comune di S. Casciano Val di Pesa. Seminascosta nel terreno, è un piccolo capolavoro architettonico, per un investimento di 40 milioni di euro, firmato Marco Casamonti: fiorentino. Casamonti è uno dei nomi della nuova generazione di architetti italiani, autore, insieme a Vincenzo Pavan, di Cantine, architetture 1990/2005, edito da Mursia, un viaggio nella storia delle cantine d’autore, a partire dai primi Chateaux del Bordeaux.
Oggi non si punta più su opere monumentali, ma con il massimo rispetto per l’ambiente. Interrando le cantine sotto i vigneti, come nella nuova Cantina Manincor, vicino al lago di Caldaro, Bolzano, del conte Michael Goess-Enzenberg e firmata da Walter Angonese, o nella nuovissima cantina Spalletti Colonna, realizzata da Francesca Pirini a Paliano (Frosinone). Altro esempio, le cantine Mezzacorona, a Mezzocorona, in Trentino. Ecocompatibile è spesso anche la scelta dei materiali. Vino da produzione biodinamica è il Gavi che produce il finanziare Giorgio Cairo a Novi Ligure. La Raia, gioiello agricolo di famiglia è firmata dall’architetto austriaco Martin Rauch considerato uno dei principali specialisti dell’antica tecnica del pisé, muratura realizzata con l’argilla rossa battuta, applicata anche qui. Bella ma defilata, all’insegna del minimalismo è la nuova cantina per l’affinamento in barrique di Luce della Vite, ampliamento della cantina della Tenuta di Castel Giocondo, a Montalcino, Siena, dei Marchesi de’ Frescobaldi, un progetto dell’architetto di fama internazionale Piero Santogo. Spiega Lamberto Frescobaldi: «La nuova struttura è stata costruita con il desiderio di mandare un messaggio di essenzialità: per mostrare una grande attenzione nei confronti del prodotto. La qualità è quella dei nostri vini, e tutto ciò che c’è dietro deve essere pensato in funzione di questo».

Barolo

L’hanno definito la “promenade architecturale, strumento di conoscenza in grado di attraversare la sequenza di episodi, funzioni e volumi” (Cantine, architetture 1990-2005, di M. Casamonti e V. Pavan (ed. Federico Motta); è la cantina di terra da Vino, nel cuore del Barolo. Progettata da Giovanni Arnaudo, ha una copertura curva che richiama le colline.
Terre da vino - Via Bergesia, 6 - tel. 0173-564611

Mezzocorona
Si estendono per oltre 400 metri, e il profilo basso si integra con l’ambiente. Le cantine Mezzacorona Rotari sono state progettate da Alberto Cecchetto e comprendono anche un grande Auditorium. Una “Cittadella del Vino”, che si fonda sull’integrazione del core business – attività agricola, produzione del vino e commercializzazione - con il turismo e il terziario.
Cantina Rotari e Mezzacorona - Via del Teroldego, 1 - tel. 0461-616399

San Pietro in Cariano
L’azienda Villa Giona, che produce e vende anche salumi e formaggi, è una villa rinascimentale a 10 minuti da Verona. Una della dimore storiche della Valpolicella. In estate è anche albergo di charme. Novemila ceppi a ettaro è la resa dei vigneti che occupano una parte del parco della villa da cui la Cantina Allegrini ricava i suoi Valpolicella e Amarone.
Villa Giona - San Pietro in Ceriano (Vr) - tel. 045-68655011

Gramogliano
Progettata da Augusto Romano Burelli e Gianfranco Roccatagliata, la cantina Perusini di Gramogliano, tra le più antiche d’Italia, ha oggi una moderna veste di design. Spicca con la sua torre, una torre-cantina. Oggi si parla più della cantina che dei suoi vini, uvaggi di Pinot e Riesling con una piccola percentuale di Piccolit e di Merlot, Cabernet e Pinot Nero.
Cantina Perusini - Corno di Rozzano 0432-675018

Tavernelle Val di Pesa
Le antiche cantine dove invecchia il Badia a Passignano, Chianti Classico Riserva, firmato dai Marchesi Antinori, sono situate sotto il monastero vallombrosano. Hanno soffitti a volta e grotte: un ambiente perfetto per l’affinamento del vino, e conservano 2000 barrique di rovere francese. L’abbazia è stata fondata nel 1049.
Tenuta Badia a Passignano - per le visite alla cantina - tel. 055-8071278

Suvereto
Realizzata dall’architetto Mario Botta, con un investimento di 30 milioni di euro da parte del proprietario, il gruppo Terra Moretti di Vittorio Moretti. Ottomila metri quadri di cantina in 93 ettari di vigneto, mappato da un docente autorevole. Attilio Scienza, su un terreno di 300 mq. La barricala ha colonne a tortiglione e volte a crociera.
Cantina Petra - Località San Lorenzo Alto, 131 - tel. 0565-845308

Gaiole in Chianti
Prima ospitava solo i partecipanti ai corsi di cucina tenuti da Lorenza de’ Medici, ora Badia a Coltibuono è diventata un “wine resort” del Chianti, con 18 camere e un ristorante. L’antico monastero, oggi villa padronale della famiglia Stucchi Prinetti, ha una cantina espressioni del più moderno design, progettata da Piero Santoro e Natalie Grenon.
Badia Coltibuono - Località Badia a Coltibuono - tel. 055-744832

Osimo
La Cantina Umani Ronchi, finita sulle pagine di AD, la rivista di architettura, è uno dei simboli della rinascita del Verdicchio e del Rosso Conero. Realizzata da Marco Vignoni, scavando la collina sottostante al vigneto, ha pilastri d’acciaio inclinato e soffitti in pendenza. La parete metallica che ricopre la facciata esterna è anche la cifra del suo stile.
Umani Ronchi - S.S. 16 Km. 310+400, n. 74 - tel. 071-7108019

Montepulciano
La costruzione delle Cantine Contucci risale ad un’epoca anteriore a quella dell’omonimo palazzo, dimora anche di papa Giulio III, costruito nel ‘500 da Antonio da Sangallo il Vecchio ed affrescato internamente da Andrea Pozzo. L’azienda agricola si estende su 170 ettari, di cui 21 coltivato a vigneto, e di questi 15 sono iscritti all’Albo del Vino Nobile di Montepulciano.
Cantine Contucci - Via del Teatro, 1 - tel. 0578-757005

Montalcino
Era un rudere quando Alessandro Chia, tra i padri della Transavanguardia, l’ha comprato di ritorno dagli Usa, nel 1994. Ora, da lui ripensato e ristrutturato, castello Romitorio non ha prezzo sul mercato come non hanno prezzo i 22 ettari di terreno circostante in cui si producono bottiglie di Brunello e Supertuscan: 150 mila bottiglie l’anno che, per il 70%, prendono la via dell’estero.
Castello Romitorio - Località Romitorio, 279 - tel. 0577-897220 (arretrato de "I Viaggi di Repubblica" del 27 ottobre 2005)


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