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I Viaggi Di Repubblica

Vino griffato. Da Bernard Arnault a Francois Pinault, Ferruccio Ferragamo, Renzo Rosso e Antonio Moretti. I grandi della moda, i loro prodotti alla vigilia della manifestazione “Cantine aperte al via domenica” … Un immenso silenzio, interrotto solo dalla pioggia che in autunno e in primavera cade sovente, avvolge la distesa di vigneti attorno a Saint Emilion, l’antico borgo vicino Bordeaux dove si producono i migliori vini del mondo. E’ raro incontrare automobili. Ma il 24 settembre scorso una sfilata di Rolls Royce, taxi di lusso e jet ha portato in questo angolo di Francia il Gotha del mondo politico e della businnes community mondiale, dal presidente Chirac ai reali di Spagna, dallo stilista Karl Lagerfeld all’industriale Dassault. Invitati illustri alle nozze della 29enne Delphine Arnault, una delle donne più ricche del mondo, andata in sposa ad Alessandro Vallarino Gancia, della dinastia dei produttori di bollicine italiane. I festeggiamenti si sono tenuti allo Chateau d’Yquem - dove si produce il Sauternes, tra i vini dolci più cari - di proprietà del papà di Delphine: Bernard Arnault, azionista di controllo di Lvmh gigante del lusso cui fanno capo grandi marchi come Louis Vuitton, Dior, Krug e Moët Chandon: holding dove la stessa Delphine, laureata alla prestigiosa London Businnes School, ricopre il ruolo di direttore generale.
Passata la festa, tutto torna alla quiete di sempre. Il verso di un cuculo e, alle 12, i rintocchi della campana della cappella privata, tirata a mano dal giardiniere, risuonano per i 37 ettari di vigneto, uno dei più grandi della zona, dove la media non supera i 7 ettari. Arnault ha comprato lo chateau nel 1999 - insieme al magnate belga Albert Frère - dal conte Alexandre de Lur Saluces che, dopo oltre due secoli, ha dovuto cedere il timone del businnes di famiglia, travolto dalle leggi dell’economia globale ma anche delle liti fra parenti. L’uscita di scena è avvenuta due anni fa, in concomitanza con la messa in commercio del Sauternes 2001. Annata record che ha preso 100 su 100 da Wine Spectator, il più autorevole magazine del settore: sull’etichetta non c’è più il nome Lur Saluces.
A guidare gli affari c’è ora Pierre Lurton, 44 anni, erede di un’altra famiglia di proprietari di chateaux. Mesi di attesa per avere il permesso di vistare la tenuta e parlare del nuovo corso. “Lvmh ha portato la finanza al servizio della tradizione”, racconta, a ribadire che questo luogo ha uno stile che non cambierà mai. Ma gelate e grandinate sono un rischio: questo vino, frutto della botritys cinerea, la muffa nobile che fa concentrare gli zuccheri sulle viti di Semillon o Sauvignon Blanc, può saltare qualche annata, o deprezzarsi. I cicli della natura vengono rispettati da pratiche di vigna e tecniche di cantine ecologiche. Persino i tralci vengono legati con fuscelli naturali.
Niente lussi ostentati, arredi e drappi, in tono garbato, come si addice a un antico maniero di campagna: così si presenta poco distante, Cheval Blanc, altro mito enologico. Si vende tra i 400 e i 2000 euro l’annata 1961, quella che Miles, protagonista del film “Sideways”, conserva con cura e poi finisce col bere nel bicchiere di plastica di un fast food. Cheval Blanc, da molti anni gestito da Pierre Lurton, è stato acquistato nel 1998 da Arnault in società con Frère. E’ il buen ritiro dove i due amici e soci ricevono conoscenti, discutono con i partner di grandi affari. Nella suite dove alloggiano i Frère, le foto ricordo della figlia Ségolène, che ha coronato il suo matrimonio a Cheval Blanc, tra le distese di Cabernet Franc, Sauvignon, Petit Verdot. Souritage, degazage, dalla vinificazione alla chiarificazione, i travasi da barrique in barrique per separare il vino dai depositi, per liberare la Co2, vengono fatti artigianalmente. Il capo cantiniere gira le botti, che a Cheval Blanc hanno tre fori secondo un’antica tecnica, le fa rotolare, poi pochi colpi di martelletto e tutto è di nuovo allineato alla perfezione. La giovane stagista avvolge zolfanelli nei sottili giunchi, li brucia nella botte, antica pratica di pulizia. Spillato dal barrique, il 2004, alla degustazione, conferma le previsioni; eccellente: gia venduto en primeur – prima dell’uscita sul mercato nel 2007 - a 470 dollari.
All’alba, tra le brume, Cheval Blanc domina la vallata: sfida La Dominique, Petrus, L’Evangile, La Conseillant: nomi che fanno la storia del vino. Non si vede ma in linea d’aria non è distante Chateau Latour, altro marchio immortale, acquistato nel 1993 per 89 milioni di sterline da Francois Pinault, big del lusso. Arnault e Pinault sono finiti in Tribunale per contendersi la proprietà del marchio italiano Gucci, poi finito ad Arnault. Concorrenti acerrimi nella moda, ora anche sul fronte del vino. Arnault ha scelto questa fortezza eretta a protezione dei pirati sull’estuario della Garonna, un tempo via di ricchi traffici di sale, spezie e alcolici. Le sue due torri quadrangolari sono interamente ricostruite, come la galleria sotterranea che porta alla cantina, voluta dallo stesso Pinault.
Una lunga galleria sotterranea con barrique lungo le pareti e nicchie protette da grate, alla francese, corre sotto i vigneti e il superbo giardino all’italiana de Il Borro, di proprietà dei Ferragamo, in provincia di Arezzo. Così l’ha voluta Ferruccio, per non rovinare il paesaggio. L’antico borgo disastrato dalla guerra e dall’abbandono è stato interamente ricostruito nel rispetto dello stile originario. Non un filo elettrico, un’antenna a deturpare questo paese che pure è tutto cablato. Ogni filo è stato interrato e la quiete di un tempo domina sull’antico villaggio che, trasformato in un agriturismo di lusso, è tornato a vivere. Un investimento che è una fortuna? “Non ha prezzo, è la mia passione”, sorride Ferruccio Ferravamo, mentre alla guida della vecchia Land Rover blu con accanto Boss, il bracco da cui non si separa mai, dalla Osteria del Borro, davanti al vecchio ponte sul Lorenaccio, ci porta alla antica villa, cuore della tenuta, dove trascorre ogni momento libero insieme alla giovane moglie Ilaria e Francesco, il pargolo di 4 anni che gli somiglia come una goccia d’acqua: bello come il fratello Salvatore, trentenne, avuto dal precedente matrimonio di Ferruccio. Salvatore guida l’azienda agricola, porta in giro per il mondo le bottiglie firmate da Nicolò D’Afflitto: formatosi a Bordeaux, ma poi tornato a lavorare in Italia, è l’enologo dei Marchesi de’ Frescobaldi. Ma, compagno di studi e scorribande giovanili di Massimo, il più piccolo dei fratelli maschi, i Ferravamo l’hanno voluto con loro. Il primo vino, annata 1999 è uscito nel 2001 e dopo due anni, con l’annata 2001, ha ottenuto subito 91/100 da “Wine Spectator” e 92 dall’inglese “Decanter”. Tutto attorno, mais, girasoli, grano, castagni, olivi; come natura vuole per garantire alla fauna di riprodursi, dalle mucche ai cavalli, fino ai fagiani, a riprova che la grande tenuta di caccia convive con le più rigide regole dell’ecologia.
La Vigna dell’Impero, impiantata nel 1935 da Vittorio Emanuele di Savoia, è la più antica della Tenuta Sette Ponti, di proprietà di Antonio Moretti, altro grande nome della moda, socio di Prada in Carshoe. Vicino di Ferragamo dall’altra parte della Via della Tenuta Sette Ponti, che da Arezzo conduce a Firenze e così chiamata per i sette ponti, come il Buriano raffigurato anche nella Gioconda da Leonardo. I pranzi domenicali alla Tenuta Sette Ponti - ereditata dal padre Alberto - ricordano quelli di una volta: figli, nipoti, cugini e amici tutti insieme ad animare tavolate gigantesche dove il vino non manca mai. Vino e buona cucina sono la passione di Antonio Moretti, ripagato dai risultati. Il suo Oreno ha ottenuto ha ottenuto 97/100 da “Wine Spectator”, classificato tra i 5 migliori vini del mondo con l’annata 2003 e tra i primi 10, unico italiano, con il 2001. Ora vuole tentare il mercato con Anni, il Sauvignon Blanc in bottiglie limitate, per le occasioni speciali: un bianco fresco, suadente, immediato, senza l’opulenza appesantita dal legno di molti sauvignon blasonati dalla California o neozelandesi. Una scuderia gigantesca davanti al campo di polo, sport che appassiona la famiglia. Come la passione per il vino, che Antonio ha trasmesso alla figlia Monica, che cura direttamente la tenuta Poggio al Lupo, in Maremma. In Sicilia, Feudo Maccari, altra tenuta recentemente acquisita. Una giornata di sole in mezzo a tanta pioggia: l’occasione giusta per fare una ricognizione nei vigneti. “Tarda, la stagione tarda”, si rammarica mentre controlla le rose ai bordi di ogni filare, come nella tradizione di Bordeaux. Belle, si, ma fondamentalmente utili: vengono colpite subito da eventuali malattie, come l’oidio, permettendo così di prevenire per tempo attacchi alle viti.
Bianco di Rosso, Rosso di Rosso, Nero di Rosso, Grappa di Rosso, Olio di Rosso: il legame è immediato tra Renzo Rosso e la Diesel Farm, la tenuta immersa nelle valli di Marostica, in Veneto, dove l’imprenditore tessile veste i panni di vignaiolo tra i filari di Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero. Al massimo una bottiglia per pianta, nei cinque ettari dove le più moderne tecnologie di cantina si piegano ai ritmi della natura. Il periodo dell’imbottigliamento, basti dire, viene determinato dalle fasi lunari che Renzo Rosso ritiene fondamentali. La tenuta di 100 ettari complessivi è stata comprata 12 anni fa. Quest’anno l’esordio al Vinitaly delle bottiglie, firmate da winemaker Roberto Cipresso. Un’anteprima mondiale di etichette, su misura per il consumatore, numerate a mano. L’ultimo brand, il nuovo businnes: “Decanter”, bibbia inglese del settore, ha già annunciato: “Si troveranno nei caffè e nei ristoranti più trendy di Londra tra le 120 e le 150 sterline”.
Cheval Blanc - Saint Emilion - Francia - tel. 0033-557555555, www.chateau-chevalblanc.fr
Chateau d’Yquem - Saint Emilion - Francia - tel. 0033-557980707, www.chateau-yquem.fr
Chateau Latour - saint-Lambert - Pauillac - Francia - tel. 0033556731980, www.chateu-latour.fr
Il Borro - Localita Il Borro, 1 - San Giustino Valdarno - Arezzo, tel. 055/977053, www.ilborro.com
Diesel Farm - Via san Benedetto, 2 - Marostica (Vicenza) - tel. 0424-75224
Tenuta Sette Ponti - Località Oreno - San Giustino Valdarno - Arezzo - tel. 055/977443, www.tenutasetteponti.it
(arretrato de I Viaggi di repubblica del 25 maggio 2006)

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