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ASTE E NUMERI

Il 2020 di iDealwine: 23,4 milioni di euro (+9,5% sul 2019) e 175.000 bottiglie vendute

Sotto il martello del leader europeo delle aste enoiche il top lot italiano è un Barolo Collina Rionda 1989 di Bruno Giacosa: 3.193 euro

La pandemia non ha fermato le aste enoiche della “International Wine Auction, la casa controllata da iDealwine leader delle vendite all’incanto in Europa, che, nel 2020, è stata capace di organizzare 41 aste, con 175.000 bottiglie aggiudicate, per un valore di 23,4 milioni di euro ed una crescita del +9,5% sul 2019, che diventa +163% negli ultimi 5 anni. Sotto il martello di “International Wine Auctionla bottiglia più preziosa del 2020 è stata un Musigny Grand Cru 2001 di Domaine Leroy, battuta a 17.499 euro, mentre il prezzo medio per bottiglia si è assestato a 132 euro (+4% sul 2019). Le bottiglie dei fine wine italiani rappresentano il 47% di tutti i vini non francesi battuti all’asta, con il Barolo che spadroneggia, tanto che la bottiglia più ambita è stata quella di un Barolo Collina Rionda 1989 di Bruno Giacosa aggiudicata a 3.193 euro, mentre una dell’annata 1971 è stata la seconda aggiudicazione del 2020, limitatamente ai fine wine italiani: 1.842 euro. In terza posizione il Barolo Riserva Monfortino 1982 di Giacomo Conterno, a 1.596 euro.
Se il Barolo la fa da padrone, con la metà dei 30 top lot delle assegnazioni italiane che arriva dalle Langhe, forti di griffe come Giacomo Conterno, Mascarello, Giuseppe Rinaldi, non è da meno la Toscana. Che, non a caso, piazza al quarto posto delle bottiglie più preziose una 1990 di Brunello di Montalcino di Case Basse - Gianfranco Soldera, battuta a 1.351 euro, con la 2001 di Masseto in top 15, a 992 euro, senza dimenticare gli ottimi risultati raggiunti dal Sassicaia di Tenuta San Guido, da firme del Brunello di Montalcino come Tenuta Greppo (Biondi Santi) e La Cerbaiona, e da Montevertine.
E poi, la Valpolicella, dove spicca una magnum di Amarone di Giuseppe Quintarelli del 2007 assegnata a 921 euro, ma anche la Sicilia e ovviamente l’Etna, con due nomi su tutti: Frank Cornelissen ed Arianna Occhipinti.
In vetta alla classifica dei produttori che hanno raccolto di più, in termini di valori, c’è Giuseppe Rinaldi, con 59.000 euro e 209 bottiglie in asta, seguito da Tenuta San Guido (50.233 euro e 257 bottiglie aggiudicate), Angelo Gaja (42.775 euro e 224 bottiglie vendute), Bartolo Mascarello (35.847 euro), Giacomo Conterno (28.600 euro), Cappellano (24.593 euro), Bruno Giacosa (20.155 euro), Roagna (18.574 euro), Tenuta dell’Ornellaia (14.236 euro) e via via tutte le altre. Se, invece, delle singole bottiglie guardiamo ai lotti che hanno toccato le aggiudicazioni più alte, sul podio ci sono le 12 bottiglie di Barolo Brunate 2015 di Giuseppe Rinaldi (3.242 euro), la bottiglia di Barolo Collina Rionda 1989 di Bruno Giacosa (3.193 euro) e le 12 bottiglie di Sassicaia di Tenuta San Guido (3.095 euro).

Focus - Borgogna, Bordeaux e Valle del Rodano in asta (online)

572 bottiglie, da Borgogna, Bordeaux e Valle del Rodano, per un totale di 309 lotti ed un valore stimato complessivamente sui 270.000 euro, sotto il martello virtuale di iDealwine fino all’1 luglio. In asta, dalla Borgogna, i Meursault di Pierre Morey, Coche-Dury e Jean-Marc Roulot, i Chambolle-Musigny di Georges Roumier (tra cui il premier cru Les Amoureuses), i Beaune, Volnay e Pommard di Michel Lafarge, il Richebourg di Méo-Camuzet, il Grands-Échézeaux di Georges Noëllat, il Gevrey-Chambertin 1er cru Lavaux Saint-Jacques ed il Clos-Vougeot di Denis Mortet, ma anche lo Chambertin Clos de Bèze di Armand Rousseau, sono le prestigiose etichette che fanno parte di questa straordinaria collezione, che sarà arricchita con i sei climat premier cru della tenuta dei Comptes Lafon. Per le etichette di Bordeaux, in catalogo, ci sono solo i premiers grad cru classés, su tutti Chateau Lafite Rothschild e Mouton Rothschild, nelle loro migliori annate. La valle del Rodano è rappresentata, invece, dai celebri Côte Rôtie La Mouline e La Turque 1990 di Guigal, da Château Rayas 1978 così come dagli hermitages La Chapelle 1985 et 1998 della maison Jaboulet.

 

 

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