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PREMI

Il “Basque Culinary World Prize 2022” alla chef dell’Africa occidentale Fatmata Binta

Erede delle tradizioni della più grande tribù nomade africana, è impegnata a diffonderne la cultura culinaria con il ristorante nomade “Dine on a Mat”
BASQUE CULINARY CENTER, BASQUE CULINARY WORLD PRIZE, GASTRONOMIA, Non Solo Vino
La chef africana Fatmata Binta. Credit: Francis Kokoroko for “The New York Times”

Originaria della Sierra Leone e conosciuta come Chef Binta, è un punto di riferimento nella cucina Fulani, nomade e moderna. Erede delle tradizioni della più grande tribù nomade dell’Africa (con più di 20 milioni di persone che si spostano instancabilmente attraverso vasti territori), è impegnata a diffondere l’essenza di questa cultura con “Dine on a Mat”, ristorante nomade che ha offerto in tre Continenti un’esperienza immersiva nei modi di mangiare e interagire con il cibo dei Fulani. Con la sua iniziativa di cucina pop-up, lanciata nel 2018, punta a far conoscere tecniche ancestrali, inclusa la condivisione di cereali, spezie e, soprattutto, narrazioni, facendo della tavola una preziosa fonte di dialogo e comprensione, di apprendimento e pratiche sostenibili. Va alla chef dell’Africa occidentale Fatmata Binta il “Basque Culinary World Prize 2022”, un simbolo di come anche nei contesti più difficili, la gastronomia è una forza rivoluzionaria, con il prestigioso riconoscimento che, all’edizione n. 7, continua così a celebrarla come strumento per promuovere il progresso e la trasformazione in settori che vanno dall’innovazione sociale all’educazione alimentare attraverso chef che esercitano un influsso positivo sulla società.
Le idee di Chef Binta servono infatti anche a raccogliere fondi per la Fulani Kitchen Foundation, una piattaforma per favorire lo sviluppo della comunità, la creazione di reddito e diffondere l’istruzione, destinata a donne e ragazze di tutte le regioni Fulani, ma anche per trasformare ingredienti come il fonio in fonti di reddito, autonomia economica, sicurezza alimentare e lavorativa per queste comunità rurali.
Presieduta dallo chef Joan Roca e composta da alcuni degli chef più influenti del mondo e membri del Consiglio Internazionale del Basque Culinary Center di San Sebastián (da Gastón Acurio a Michel Bras, da Manu Buffara a Mauro Colagreco, da Dominique Crenn a Trine Hahnemann, da Enrique Olvera a Pia Leon, da Narda Lepes a Elena Reygadas e Josh Niland), la giuria del Premio, istituito dal Governo Basco e dal Centro, e che destina 100.000 euro ad un progetto scelto dal vincitore, ha inoltre attribuito “Menzioni Speciali” agli chef Douglas McMaster (Regno Unito), per la costante dedizione al movimento zero rifiuti in gastronomia e per l’iniziativa pionieristica “Zero Waste Cooking School”, e Edson Leite (Brasile), per essersi concentrato sulle zone povere del Brasile e aver ideato programmi di formazione culinaria e supporto personalizzato per i giovani in cerca di opportunità di lavoro attraverso il progetto educativo “Gastronomia Periférica”.

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