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VINO E CULTURA

Il racconto del vino con la fotografia: ecco “Vino. Oltre il ritratto” by Zenato Academy

Debutta, a Vinitaly (il 10 aprile), il terzo atto del progetto culturale della griffe veneta, in partnership con la Fondazione Modena Arti Visive

Il racconto del vino, e della vita che è intorno al vino, attraverso i linguaggi dell’arte. Un canale di comunicazione e di “produzione di cultura” che, in Italia, coinvolge sempre più realtà. E tra queste c’è Zenato, nome storico del vino del Veneto, tra Valpolicella e Lugana, che, da anni, con la Zenato Academy, ha investito sulla fotografia, supportando i giovani artisti. E, domenica 10 aprile (alle ore 15), a Vinitaly, sarà la volta dell’inaugurazione della mostra fotografica “Vino. Oltre il ritratto”, terzo atto del progetto della Zenato, in collaborazione con Fondazione Modena Arti Visive, a cura del critico Luca Panaro.
“Il mondo dell’arte ha sempre avuto un ruolo importante nella nostra azienda, quasi un’estensione naturale del nostro modo di lavorare, della nostra passione che ci porta ad intrecciare il lavoro di viticoltori con il rispetto per il territorio e una naturale spinta verso il bello - dichiara Nadia Zenato, che, insieme al fratello Alberto, dirige l’azienda di famiglia - e oggi più che mai sentiamo l’esigenza di investire nei giovani e in quel mondo della cultura, duramente colpito dalla crisi, che è espressione di bellezza, creatività e ingegno. Ed è così che nel 2019, nove anni dopo la pubblicazione del primo volume della nostra collana editoriale, abbiamo deciso di sostenere il mondo dell’arte in modo strutturato con la creazione della Zenato Academy”.
La sfida per gli autori di Fmav - Scuola di Alta Formazione, è stata quella di andare oltre il ritratto, mettendo in discussione l’iconografia classica che tradizionalmente viene associata a questo genere. Il ritratto è il luogo della sperimentazione artistica, attraverso l’immagine fotografica fa germogliare l’illusione, la messa in scena di situazioni che hanno origine nel mondo reale con l’ambizione di andare “oltre”, sempre in bilico tra realtà e finzione.
“Le azioni che sono ritratte non avvengono nella realtà spontaneamente, sono progettate e costruite a tavolino dai fotografi grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei dipendenti Zenato”, spiega il curatore Luca Panaro. “A volte sono protagonisti delle riprese gli stessi autori delle immagini, in altri casi invece il soggetto non è umano ma immaginario, in tutte le fotografie dei cinque progetti la scena documentata è stata costruita appositamente per essere tradotta in immagine. Nessuna persona è stata ripresa nelle quotidiane mansioni lavorative in azienda, anche quando i dipendenti Zenato sono ritratti con gli abituali strumenti di lavoro, il loro utilizzo e le ambientazioni create tendono a portarli su un altro livello di significazione. Ogni persona, strumento e luogo fotografato, viene decontestualizzato, il rapporto fra gli elementi è infatti formulato in modo differente rispetto alla realtà”, conclude Panaro.
“Diffondere sperimentazioni e riflessioni artistiche in nuovi contesti, formare le giovani generazioni e avvicinare un nuovo pubblico all’arte per instaurare relazioni, collaborazioni, progetti e visioni sono obiettivi cruciali nel nostro lavoro - dichiara Claudia Löffelholz, direttrice Fmav-Scuola di Alta Formazione - obiettivi che coincidono con la mission di Zenato Academy. Per questo siamo stati felici di accettare l’invito a partecipare a questo progetto ambizioso, un’occasione preziosa per i nostri studenti e studentesse: un laboratorio creativo in cui la formazione artistica e il mondo aziendale entrano in dialogo creando in modo virtuoso stimoli e sinergie, relazioni e scambi”. Nella prima esperienza sono stati coinvolti gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera sul tema “Oggetti”, nella seconda quelli della Scuola di Fotografia di Berlino f/16 sul tema “Paesaggio”. La prossima tappa, invece, sarà con una scuola statunitense.
“Con il progetto “Oltre” abbiamo voluto osservare, attraverso lo sguardo di giovani fotografi, gli oggetti, i paesaggi e le persone che popolano la nostra quotidianità con un occhio diverso. Uno sguardo libero, disincantato, che si muove tra realtà e immaginazione, capace di proporre immagini inedite della nostra realtà”, conclude Nadia Zenato.Gli studenti del progetto “Vino. Oltre il ritratto” sono: Nicola Biagetti, Greta Grasso, Paolo Munari Mandelli, Orecchie d’Asino e Bartolomeo Rossi. Ogni progetto prevede una mostra fotografica e un catalogo bilingue italiano/inglese a cura di Biblos Edizioni. Dal maggio 2022 la mostra sarà allestita nella Tenuta Santa Cristina di Zenato, a Peschiera del Garda.

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