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MANIFESTAZIONE

Il sindacato Cgt Champagne in piazza contro il traffico dei vendemmiatori stranieri

Alloggi indecenti, pagamenti mai arrivati e morti tra i filari: il clima si scalda a Epernay, i lavoratori chiedono controlli e sanzioni
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La vendemmia in Champagne

Neanche la Champagne, forse la Regione del vino più celebre e prestigiosa al mondo, è immune dalla piaga dello sfruttamento del lavoro. Solo qualche giorno fa (qui) era stato scritto delle condizioni di lavoro indecorose in cui vengono tenuti centinaia di vendemmiatori stranieri, tanto che il 22 settembre un Pubblico Ministero francese a Châlons-en-Champagne ha annunciato l’avvio di due indagini su casi di traffico di esseri umani che coinvolgono vendemmiatori. Il caso più eclatante riguarda 50 lavoratori alloggiati in condizioni non dignitose e non igieniche nella periferia di Parigi, portati ogni giorno al villaggio di Nesle-Le-Repons, nella Valle della Marna, senza un regolare stipendio e con documenti di identità e di lavoro non in regola.

Un caso che non ha solo accelerato le indagini della Magistratura, ma che è stata anche la miccia che ha fatto esplodere la protesta del sindacato Cgt Champagne, che, ieri, ha manifestato davanti alla sede del Syndicat Général des Vignerons ad Epernay, denunciando linaccettabile traffico di esseri umani, e chiedendo la condanna immediata dei caporali, al termine di una vendemmia, da questo punto di vista, drammatica, che getta un’ombra lunga sull’immagine dello Champagne, anche al di là dei confini nazionali. Durante la raccolta si sono registrati ben 5 decessi tra i filari, probabilmente a causa del caldo estremo di inizio settembre, e i casi di lavoratori stranieri alloggiati in condizioni indegne si sono moltiplicati, da Mourmelon-le-Petit a Vinay, da Cuis a Nesles-le-Repons, come abbiamo visto.

Una situazione molto simile a quella registrata nel 2019, con centinaia di casi del genere, per la quale il sindacato Cgt Champagne adesso chiede condanne severe e maggiori controlli, a cominciare dal tracciamento delle società dei servizi, perché, come ha spiegato Philippe Cothenet, vice segretario generale della Cgt Champagne, al magazine francese “Vitisphere”, “ci sono aziende che nascono 15 giorni prima dell’inizio della vendemmia e poi scompaiono non appena termina. Siamo molto preoccupati per l’allargamento dei subappalti, dobbiamo muoverci su questi temi insieme alle autorità dello Champagne, è un argomento assolutamente urgente”.
Dal fronte del Sindacato Generale dei Viticoltori (Sgv), dopo una iniziale freddezza, si registra una tiepida apertura: “abbiamo concordato con le autorità l’inizio di una consultazione, sotto la loro egida, a partire da metà ottobre, per fare il punto sugli eventi passati e decidere tutte le misure necessarie per garantire che tali abusi non si ripetano più”.

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