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VINITALY 2025

“Il vino italiano non ha sostituti in Usa e continueremo a sostenerlo”. Parola di “Wine Spectator”

Il messaggio dell’autorevole magazine americano da OperaWine 2025 a Verona. Il Ministro Lollobrigida: “aumentare i mercati, ma senza rinunce”

“Non possiamo prevedere cosa succederà con i dazi, ma continueremo a sostenere il grande vino italiano che non ha sostituti negli States e che deve stare sulle tavole degli americani. Le tariffe dividono, il vino unisce”. C’è un “sentiment” di speranza e di fiducia nelle parole di “Wine Spectator”, rappresentato dal direttore esecutivo Jeffery Lindenmuth e dai senior editor Alison Napjus e Bruce Sanderson, sul palco di OperaWine 2025, l’unico evento firmato dall’autorevole magazine Usa fuori dal territorio americano con Vintaly-Veronafiere (e che WineNews ha intervistato), e con il “grand tasting” che fa da prologo a Vinitaly 2025, la fiera di riferimento mondiale del vino italiano, di scena, oggi, alle Gallerie Mercatali a Verona. Un appuntamento che celebra il grande vino italiano portabandiera negli States e non solo, grazie a 131 vini selezionati che sono sinonimo di eccellenza nel mercato americano e non solo. Una selezione che per “Wine Spectator” è stata un “lavoro non troppo complicato perché abbiamo aumentato il numero di cantine selezionate anche se è solo una piccola parte del grande vino italiano che viene prodotto. Lo scegliamo “alla cieca”, degustando vino di cantine che hanno storia e rappresentano qualità e diversità”. Ma la giornata di oggi non poteva non riservare ampio spazio al tema dei dazi imposti dagli Usa del Presidente Donald Trump anche ai prodotti Ue (al 20%), e dai quali il vino italiano, che vede negli States il proprio mercato di riferimento, non è escluso.
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenuto dopo un breve saluto del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio (“siamo nel tempio del buongusto dove si possono assaporare le eccellenze italiane. Il primo miracolo di Gesù fu di trasformare l’acqua in vino”, ha detto il Guardiasigilli), prima di focalizzarsi su questo tema ha ricordato come “quest’anno tocchiamo il record dell’export italiano nel settore del vino e credo che sia motivo dei sorrisi che oggi ho riscontrato qui. Ne vedrò altri nelle prossime ore dovuti certamente al buon vino che berremo, ma soprattutto alle migliaia di buyer che sono qui per chiudere i nuovi contratti ed aumentare ulteriormente l’export della nostra nazione”. Riguardo al tema dei dazi, Lollobrigida ha affermato che “noi con gli Stati Uniti non ce la possiamo vedere, probabilmente nemmeno come Unione Europea sul piano commerciale. Però l’Italia su una cosa non la batte nessuno: è una superpotenza alimentare. Abbiamo qualità illimitate e la possibilità di giocare alla pari con chiunque, anche con gli Stati Uniti. Sono arrivati i dazi e capiremo con attenzione quelli che saranno gli effetti a valle di queste scelte che non condividiamo, perché siamo una nazione esportatrice, e quindi le chiusure dei mercati non ci entusiasmano. Però noi dobbiamo aumentare i mercati, senza immaginare di rinunciare a quelli che abbiamo, ma, anzi, consolidandoli. Il nostro invito all’Unione Europea sarà questo: diplomazia, e ragionevolezza per continuare a vendere negli Stati Uniti che è l’obiettivo che gli imprenditori devono avere e che un Governo deve avere per continuare a garantire ricchezza e lavoro con un prodotto come il vino che è legato alla terra indissolubilmente”. Lollobrigida si è soffermato anche sugli attacchi al vino, altra questione che preoccupa e che sarà affrontata, ha detto il Ministro, con il Commissario all’Agricoltura Ue, Christophe Hansen e, in particolare, con il Commissario Ue per la Salute Olivér Várhelyi, in arrivo a Vinitaly. “Il vino è una bandiera dell’export italiano, abbiamo la necessità di aumentare gli interventi a protezione di questo prodotto e, come Europa, la necessità di smettere di criminalizzarlo: non c’è dazio che possa fare danni quanto la criminalizzazione costante di quello che facciamo di bello e di buono, come qualche volta, troppo spesso, avviene nella nostra Europa”. Con il Ministro che ha annunciato anche come “da oggi il tricolore sarà presente sulle fascette dei nostri vini, a partire dalle bottiglie Docg. Una scelta forte e simbolica: valorizzare l’italianità - ha scritto su Facebook - il vino è uno dei pilastri del nostro export e merita strumenti adeguati per essere riconosciuto, tutelato e promosso in tutto il mondo. Le fascette, nate per contrastare la contraffazione, diventano ora anche segno di identità e strumento di comunicazione per l’intera filiera. È un passo avanti condiviso da produttori, consorzi e operatori, che potrà aprire la strada anche ad altri settori del made in Italy. Un segnale importante alla vigilia di Vinitaly, dove l’Italia mostrerà ancora una volta tutta la sua eccellenza. L’Italia ha una storia da raccontare. E ogni bottiglia può farlo, con orgoglio, anche grazie al tricolore”.
Il dg VeronaFiere, Adolfo Rebughini ha sottolineato come, nonostante i dazi, l’impegno sarà sempre massimo per quanto riguarda la promozione. E, in vista del taglio del nastro, domani, di Vinitaly 2025 (6-9 aprile), Federico Bricolo, presidente VeronaFiere, manda un messaggio di fiducia al vino italiano: “abbiamo confermato i buyer dello scorso anno, rilanceremo i nostri eventi negli Stati Uniti”. Il presidente di Agenzia Ice, Matteo Zoppas, ha ricordato che “da oggi tutte le merci che vengono spedite in America avranno una tassa aggiuntiva. Ci dobbiamo mettere maggiore impegno per riuscire ad essere più forti di queste tasse. Avere “Wine Spectator”, che riesce a fare una selezione dei vini italiani, è un attestato di quanto il vino italiano sia importante e forte come marchio nel mondo, un risultato di quelli che sono stati gli sforzi, i sacrifici, ma soprattutto il lavoro di altissima qualità di tutti gli imprenditori italiani. Sappiamo che il vino italiano non è fine a se stesso, ma si porta dietro tutta la filiera: è un interesse che riguarda tutto il territorio italiano. Oggi abbiamo un Governo che ci sta rappresentando e spingendo molto bene. Sappiamo che l’agroalimentare conta 70 miliardi di euro di export ed è stato dato un input molto forte proprio dal Ministro Francesco Lollobrigida ad arrivare a 100 miliardi di euro, e i protagonisti sono gli imprenditori: sono sicuro che i dazi saranno un incentivo per serrare i ranghi insieme al Sistema Paese e puntare lo stesso a quei 100 miliardi”.

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