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In agenda: 50 anni Franciacorta e Vi.Vite a Milano, San Leonardo in verticale con Fis, i tasting per tutti da SignorVino, “Il Trono di Spade” da Masciarelli, il Tuscan Rewind-Trofeo Castello Banfi, Spirito di Vino e “Trentodoc Bollicine sulla Città”

Italia
I 50 anni della Franciacorta nella foto di Antonio Cadei

Tra passato, presente e futuro, la Franciacorta celebra 50 di Doc alle sue eleganti bollicine, in un esclusivo “Anniversary Party”, domani a Milano (tra gli invitati speciali anche il vincitore del contest fotografico lanciato dal Consorzio #Franciacorta50, Antonio Cadei, che con il suo scatto ha interpretato il celebre terroir, nella foto; www.franciacorta.net). Milano, dove, tra tavoli e piatti del ristorante Cracco, il 24 novembre la griffe Bellavista svela in anteprima l’Andrea Chénier 2012, il Franciacorta Selezione di Vendemmia dedicato al Teatro alla Scala, e che sarà nei calici, come da lunga e prestigiosa tradizione, per la sua attesa Prima, il 7 dicembre, con l’opera “Andrea Chénier” di Umberto Giordano che inaugura la stagione lirica (www.bellavistawine.it). Sono questi solo alcuni degli appuntamenti in agenda segnalati da WineNews, in un autunno ricco di eventi. Tra i quali, dal Trentino alla Puglia, i grandi vini della Tenuta San Leonardo sono protagonisti a Borgo Egnazia con la Fondazione Italiana Sommelier Puglia: il 25 novembre con una cena al Ristorante Due Camini con menu a cura dello chef executive Domingo Schingaro in abbinamento ai vini Sauvignon Vette, Riesling, Villa Gresti, e il grandissimo San Leonardo; e il 26 novembre con una degustazione verticale di San Leonardo (2011, 2007, 2005, 2000, 1999, 1997, 1994, e 1986) con il Marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga, guidata da Paolo Lauciani, relatore ufficiale della Fondazione Italiana Sommelier (www.fondazionesommelierpuglia.it).
Tanti gli eventi, per tutti, targati SignorVino, l’eno-catena del gruppo Calzedonia (www.signorvino.com): a Torino prosegue “Vino facile” il corso serale organizzato con il wine blogger Emanuele Trono, in arte, Enoblogger (www.enoblogger.com), per chi vuole avvicinarsi al mondo del vino ma in maniera divertente, appassionata e non troppo impegnativa in termini di tempo, affrontando una tematica per ogni appuntamento (stasera c’è la Lezione sui Vini Bianchi, il 29 novembre la Lezione sui Vini Rossi, e il 13 dicembre Blind Tasting e Marketing), tra differenze, abbinamenti da sperimentare, curiosità, giochi ed ogni volta un Bonus, una pillola che si stacca della tematica principale per scoprire aspetti legati al mondo del vino dei quali si parla molto poco; a Bologna in Piazza Maggiore si percorre, domani, un “Giro d’Italia del Vino”, degustazione complessa dedicata agli “autoctoni” con Andrea Gori, direttore Artistico God Save the Wine e wine blogger che presenterà i vini di produttori come Bortolomiol, Ricci Curbastro, Castello Bonomi-Paladin, Polvanera, Pedrotti, Cusumano, Tenute Pacelle, Kettmeir, Lunae Busoni, Tenuta Villa Barberino, Lungarotti, Umani Ronchi, Tenute Piccini, Cantine Ceci, Villa Spinosa realizzando una video-degustazione (su Facebook God Save The Wine + www.godsavethewine.com), e accompagnando il tutto con ciò che esce dalla cucina di SignorVino; a Milano invece, una Masterclass Tasting è dedicata a La Spinetta ed ai suoi Barolo e Barbaresco top, guidata dal Barolo Boys Giorgio Rivetti (28 novembre, con i Barolo Garretti 2013 e Campé 2005, e i Barbaresco Bordini 2014 e Gallina 2006). Sempre a Milano ci sono anche “I Migliori Vini Italiani” di Luca Maroni, l’evento firmato dal celebre critico e dedicato ai migliori produttori di Lombardia e d’Italia secondo l’Annuario dei Migliori Vini Italiani, oltre 240 etichette per tre giorni di degustazioni polimateriche no-stop (da domani al 25 novembre, Magna Pars; www.imiglioriviniitaliani.com). Da Milano a Roma, tra le grandi degustazioni, il 27 novembre all’Hotel G Rough, è di scena la “Trilogia: Amarone, Brunello, Aglianico” firmata Tommasi Family Estate, con il team di enologi (Giancarlo Tommasi, Emiliano Falsini e Fabio Mecca), ed il Tommasi Ca’ Florian Amarone Riserva, il Tommasi Amarone, il Casisano Brunello e Colombaiolo Brunello Riserva, il Paternoster Don Anselmo e il Rotondo Aglianico del Vulture (www.tommasi.com). Prima però, da Nord a Sud, da Est a Ovest, in ben 15 città italiane (Pordenone, Belluno, Vicenza, Milano, Alba, Savona, Bologna, Siena, Pescara, Porto San Giorgio, Napoli, Siracusa, Sassari, Bari e Trento) il 23 novembre si celebra il “Collio Day”, l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Collio e Ais-Associazione Italiana Sommelier per promuovere le eccellenze enologiche e gastronomiche del Collio (nelle diverse location scelte dall’Ais; www.enjoycollio.it).
Amanti de “Il Trono di Spade”? Il 25 novembre il Castello di Semivicoli, residenza baronale seicentesca convertita in relais de charme dalla famiglia Masciarelli a Casacanditella (Chieti), si trasformerà per un’unica, elettrizzante serata nella fortezza di Grande Inverno, luogo di intrighi, amori, combattimenti e morti inaspettate, ben conosciuto da tutti gli appassionati de “Il Trono di Spade”, per far da sfondo alla “cronocena con delitto” “Omicidio a Grande Inverno”, spettacolo accompagnato da una cena curata dalla chef Monia Florio (www.castellodisemivicoli.com). Amanti del rally? Tra i vigneti di Brunello a Montalcino, tornano a sfrecciare gli equipaggi con auto moderne e old style del Tuscan Rewind-Trofeo Castello Banfi n. 8, con soste degustazione nell’affascinante Castello Banfi, e, tra le altre, all’Enoteca Bruno Dalmazio, all’Enoteca la Fortezza, all’Enoteca di Caparzo wine shop e alla Fattoria di Barbi (da domani al 25 novembre; www.tuscanrewind.com). Ma torna anche un appuntamento imperdibile per sorridere con il mondo del vino: “Spirito di Vino”, edizione n. 18 della mostra e del celebre Concorso dedicato alle vignette satiriche a tema enoico promosso dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia a Udine (25 novembre, Palazzo della Regione, mentre la mostra sarà visitabile a Palazzo Morpurgo fino al 7 gennaio; www.mtvfriulivg.it).
Tra i momenti di riflessione e dibattito, ancora a Milano, Palazzo dei Giureconsuliti, ospita “Oltre i gesti, i testimoni del servizio di sala”, il convegno annuale dell’Associazione Le Soste, che, con la rivista sala&cucina, diventa la prima edizione del più importante forum sul mondo della sala, con testimonianze di personalità del mondo del wine&food come Gualtiero Marchesi, Ezio Santin, Enzo Vizzari e il presidente Le Soste Claudio Sadler, (27 novembre; www.lesoste.it). A Roma, invece, l’Istituto del Vino Grandi Marchi e Wine Monitor-Nomisma fanno il punto su “Il mercato dei fine wines. Posizionamento, evoluzione e prospettive per i vini italiani di alta qualità” (29 novembre, Associazione Stampa Estera, www.istitutograndimarchi.it), con uno studio che, accanto ai dati su import e vendite che mostrano un’evidente tendenza al consumo di vini di “alta qualità”, ha condotto un’indagine su 2.400 consumatori di vino dei 4 Stati federali maggiori importatori di vino italiano (New York, Florida, New Jersey, California), come racconteranno il presidente dell’Istituto Piero Matroberardino e Denis Pantini, responsabile Wine Monitor Nomisma, moderati da Federico Quaranta. E, sempre nella Capitale, c’è “Pane e olio”, un incontro per rilanciarne il consumo come “merenda all’italiana” per eccellenza, con imprenditori del settore ed esperti di alimentazione a confronto con Assitol e il Fooi e l’intervento del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (27 novembre, Auditorium del Ministero della Salute; www.assitol.it).
Infine, un Premio: il 29 novembre alla Camera dei Deputati a Roma, nella Nuova Aula del Palazzo dei Parlamentari, personalità come Piero Angela (Premio alla Carriera), Guido Barendson, Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, Silvia Grilli, direttore di Grazia, Giannola Nonino (Premio Family Company), Giuseppe Di Martino, Ada Urbani, Riccardo Cotarella (Premio Enogastronomia), Generoso Di Meo (Premio Vino, Arte e tradizione), Maria Cristina Fontanella, Geltrude Mingrone e Rosalba Giugni riceveranno l’“Italian Talent Award 2017”, riconoscimento dedicato ai giornalisti e alle “eccellenze” italiane dell’enogastronomia, del design e del “life style” promosso dall’Associazione culturale “Ita - Italian Talent Association” presieduta dall’onorevole Sandra Cioffi con la giornalista Stefania Giacomini (www.goodinitaly.it).

Focus - Nasce la prima mostra-evento che racconta il mondo delle cantine cooperative italiane attraverso le storie dei produttori e dei territori e un programma alternativo di laboratori didattici, incontri “pane e salame” e degustazioni: “Vi.Vite-Vino di Vite Cooperative” al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano (25-26 novembre)
Nasce la prima mostra-evento che racconta il mondo delle cantine cooperative italiane attraverso le storie dei produttori e dei territori e un programma alternativo di laboratori didattici, incontri “pane e salame” e degustazioni: si chiama “Vi.Vite-Vino di Vite Cooperative”, ed è la prima rassegna che propone una full immersion nel settore delle 498 cantine cooperative italiane, promosso dall’Alleanza delle cooperative agroalimentari, il 25 ed il 26 novembre alle Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. “Attraverso un ricco programma - spiega Ruenza Santandrea, Coordinatrice Vino dell’Alleanza Cooperative - il pubblico potrà riscoprire la grande storia del vino italiano nei ritratti e racconti degli oltre 180.000 soci produttori delle cantine cooperative. Un format inedito pensato per far incontrare le persone tramite il vino”.
Gli appassionati potranno scegliere tra degustazioni e master class, laboratori didattici e ludici, concerti, attività di intrattenimento, improvvisazioni teatrali e divertenti cabaret in collaborazione con Zelig. E al posto dei classici convegni, avranno luogo alcuni momenti di confronto informali, dal titolo “pane e salame”, che vedranno come commensali molti dei più noti operatori e giornalisti del settore, per dialogare su temi che vanno dalle nuove tendenze di consumo di vino dei Millennials alle forme e modalità di comunicazione intorno al vino, alla sostenibilità in viticoltura, con il caso del Trentino, primo territorio ad aver ottenuto nel 2017 la certificazione ministeriale Sqnpi (sistema di qualità nazionale produzione integrata) su tutta l’uva prodotta). Ci sarà inoltre spazio anche per laboratori esperienziali, una serie di approfondimenti sugli strumenti del vino come il tappo di sughero oppure un workshop sui colori del vino. Con l’evento che si snoda lungo un vero e proprio percorso museografico, un allestimento emozionale in cui sarà possibile assaggiare, ascoltare i racconti, giocare con le parole del vino, scoprire le differenze dei vari territori del vino italiano.
La Sala Biancamano ospiterà invece eventi come una degustazione della prima vendemmia del Pinot Grigio Doc delle Venezie guidata da Daniele Cernilli, il dibattito-degustazione “L’innovazione in viticoltura: le varietà resistenti e i portinnesti M”, a cura di Vivai Cooperativi Rauscedo, la Masterclass guidata da Fabio Piccoli “The Wine Net- La prima Rete nata per unire, valorizzare e promuovere l’eccellenza della Cooperazione vitivinicola italiana”, il workshop “Come ti abbino il Parmigiano Reggiano Dop: gli ancestrali” e tre degustazioni, a cura di Cernilli, dedicate rispettivamente ai bianchi autoctoni, ai rossi autoctoni e alle bollicine cooperative. Nella Sala Cenacolo, andrà in scena il mini-evento “Tre Bicchieri Cooperativi”, degustazione guidata da Eleonora Guerini, delle etichette delle cantine cooperative che hanno ottenuto il riconoscimento nella “Guida Gambero Rosso 2017”.
“Vi.Vite” è realizzata con il supporto tecnico della società milanese Lievita, diretta da Federico Gordini (già regista di eventi di successo come Bottiglie Aperte e della Milano Food Week, ndr), che spiega: “abbiamo creato un evento innovativo per svecchiare la dialettica e la comunicazione del vino per avvicinarla al pubblico. Un approccio esperienziale e giocoso che ha l’obiettivo di riavvicinare chi vede nel vino un mondo chiuso, aulico, nel quale non puoi avere alcuna voce in capitolo senza un percorso formativo. Il consumatore deve ritornare ad apprezzare un mondo del vino in cui le storie delle persone e dei territori si sostituiscano al racconto tecnico”.
Tanti i nomi importanti che prenderanno parte a Vi.Vite: da Cavit a Mezzacorona, da Produttori di Valdobbiadene a Cantina Valpolicella Negrar, da Vitevis a Collis Veneto Wine Group, da La Marca a Cantina di Soave, da Bolla (Gruppo Italiano Vini) a Cormons, da Rauscedo a La Delizia, da Terra d’Oltrepo a Clavesana, da Terra da Vino alla Cantina di Carpi e Sorbara, da Cantine Riunite & Civ a Caviro, da Gruppo Cevico ai Vignaioli del Morellino di Scansano, da Le Chiantigiane a Moncaro, da Tollo a Citra, da Due Palme a Cva Canicatti, per citarne alcune.

Info: www.vivite.it

Focus - Sono i primi anni del 1900 quando Giulio Ferrari, giovane studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, dà vita alla sua produzione: inizia così la storia del Trentodoc che si racconta a “Bollicine sulla Città” (Trento, fino al 10 dicembre)
Sono i primi anni del Novecento quando Giulio Ferrari, giovane studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, dopo numerosi viaggi-studio in Francia, di rientro a Trento e per primo, nel cuore della città, dà il via alla sua produzione: piccola, ma di elevata qualità. Da allora molti lo seguirono. Inizia così la storia del Trentodoc, l’elegante e raffinato Metodo Classico di montagna per eccellenza (prime bollicine Doc d’Italia, e tra le prime anche nel mondo, nel 1993 con il riconoscimento della Denominazione “Trento”), oggi espressione comune di 48 case spumantistiche, ma ognuna con la sua personale filosofia capace di conferire al Metodo Classico sfumature diverse, riunite sotto l’egida, già dal lontano 1984, dell’Istituto Trento Doc in un unico marchio collettivo, nato esattamente 10 anni fa. Una realtà in costante crescita, che si racconta a “Trentodoc Bollicine sulla Città”, storica kermesse dedicata alle bollicine, agli addetti ai lavori ed ai numerosi appassionati, che anima Trento e tutto il territorio (all’edizione n. 14, fino al 10 dicembre), trasformandoli in un’enoteca diffusa, da Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca Provinciale del Trentino, al Muse-Museo delle Scienze, dai locali gourmet più famosi alle cantine, con eventi nell’evento come “Trentodoc in Cantina” e “Happy Trentodoc”.
“Trentodoc Bollicine sulla Città”, è “un’importante vetrina ed un’opportunità unica per appassionati e turisti di degustare e apprezzare la produzione Trentodoc in diversi contesti: ristoranti, enoteche, Palazzo Roccabruna Enoteca Provinciale, direttamente in cantina e, addirittura, in una location unica come il Muse, in abbinamento ad altre produzioni locali d’eccellenza”, spiega il presidente dell’Istituto Trento Doc, Enrico Zanoni. Tra le più attese ed amate rassegne dedicate alle bollicine italiane - promossa dall’Istituto Trento Doc, dalla Camera di Commercio I.A.A. e la Provincia autonoma di Trento - ha il suo cuore, infatti, a Trento, a partire dall’Enoteca Provinciale del Trentino a Palazzo Roccabruna, tra degustazioni libere e guidate, seminari e approfondimenti, e l’immancabile cucina, con i suoi menù di montagna (fino al 10 dicembre), in abbinamento al versatile Metodo Classico, ottenuto da uve Chardonnay - il cui vitigno è uno dei più coltivati sul territorio (circa 26% della superficie vitata) - Pinot Nero, Pinot Bianco e Pinot Meunier. È qui che per valorizzare l’abbinamento fra cucina di montagna e bollicine del Trentino c’è “Bollicine in alta quota tra malghe e rifugi”, incontri con un ristorante, legato ad una malga o ad un rifugio, che vedranno ai fuochi della cucina di Palazzo Roccabruna gli chef del territorio per realizzare una proposta rappresentativa della propria cucina, appunto il piatto dello chef (da domani al 9 dicembre; www.palazzoroccabruna.it).
Tornando ai wine lovers, “Trentodoc in Cantina” (fino all’11 dicembre) apre le porte delle case spumantistiche, con un programma di eventi lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, momento unico per scoprire le bollicine trentine là dove nascono, nelle viti geometricamente coltivate a pergola trentina ed eroicamente arrampicate sulle vette tra i 200 e gli 800 metri, dove il clima caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra giorno e notte conferisce come tratti distintivi eleganza, freschezza e persistenza. È possibile così munirsi di un calice ed una cartina, per un “Enotur del Trentodoc”, un percorso multisensoriale tra i vigneti di Borgo dei Posseri, o godersi un aperitivo Trentodoc in cantina e con i produttori nell’Inkino all’Autunno a Mas dei Chini. Alle Cantine Monfort il Trentodoc è donna, in un racconto di sé attraverso un’esperienza sensoriale a Maso Papa, mentre i pregiati formaggi di montagna sono il gustoso abbinamento con i millesimati Revì. E se da Maso Martis il Trentodoc incontra l’artista Irma Paulon in “Mettiamoci il cuore nelle bollicine”, alle Cantine Ferrari il nuovo Ferrari Perlé Zero trova l’abbinamento perfetto nella cucina dello chef Alfio Ghezzi della stellata Locanda Margon, a partire dall’uovo di montagna. Anche legumi e cereali incontrano Trentodoc per un aperitivo alla Cantina Toblino, mentre finger food & musica accompagnano la degustazione di Zell alla Cantina Sociale di Trento. Un Gold Partry con delicatezze “dorate” e l’Altemasi Graal è di scena da Altemasi, un mercatino di Natale con i Trentodoc è quello che troveranno i curiosi da Endrizzi. Ma si va dall’aperitivo in cantina con i Nature di Opera e stuzzicherie di Maso Franch all’“Aperitivo sui lieviti” della Cantina di Isera, da una cena da Moser, con la cucina del Ristorante Del Lago a Bagno di Romagna, a “Feel Maso Poli”, aperitivo Trentodoc in cantina Music & Food, da “Bolle con il cuoco” con prodotti di tutte le Regioni italiane da De Tarczal alla Trentodoc Rotari “Zero” Jazz night alla Cantina Rotari, da Astrovervé, matinée di auguri con Trentodoc, le trote e i salmerini di Astro a Cantina Roverè della Luna Aichholz, alle Bollicine di Montagna, in verticale da Pedrotti Spumanti (con il Trentodoc Millesimato 2005-2006-2007 ). Un legame, quello con il territorio, “certificato” anche da una vera e propria “carta di identità” sull’origine, frutto di una ricerca della Fondazione Mach di San Michele all’Adige, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Last but not least, “Happy Trentodoc” (fino al 10 dicembre), l’aperitivo 100% trentino nei locali del centro storico di Trento, dove le bollicine di montagna - tra cui i Riserva, per le quali, dopo la vendemmia manuale, il “vino base” è affidato a una lenta maturazione in bottiglia che varia da un minimo di 15 mesi a un minimo di 36, ed i Trentodoc più raffinati ed evoluti che invece riposano fino a 10 anni sui lieviti (il marchio collettivo Trentodoc, con le due “O”, simboleggia il gesto del “remuage”, tipico del Metodo Classico, ndr) - incontrano i prodotti gastronomici locali, formaggi e salumi in primis.
Info: www.trentodoc.com

Focus - Assaggi dei vini di 500 Vignaioli Indipendenti d’Italia, degustazioni per raccontare il rapporto che hanno con il territorio, artigiani del cibo e locali con la stessa filosofia e i Vignaioli dell’Anno: ecco il Mercato Fivi (Piacenza, 25-26 novembre)
Assaggi dei vini di oltre 500 Vignaioli Indipendenti di tutta Italia, grandi degustazioni & verticali per raccontare il rapporto che hanno con i loro territori, artigiani del cibo e locali che condividono la loro filosofia, e il Premio ai Vignaioli dell’Anno: fieri paladini della propria indipendenza, sempre in prima fila con le loro richieste di fronte al legislatore, pronti persino alla disobbedienza civile, i Vignaioli della Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, con le loro battaglie, si riuniscono nell’ormai tradizionale appuntamento del “Mercato” di Piacenza (edizione n. 7, il 25 e il 26 novembre a Piacenza Expo) A raccontare il loro mondo, saranno produttori che si occupano completamente del loro vino, seguendo in prima persona l’intero ciclo di produzione, dalla vigna alla cantina, tra assaggi, incontri e approfondimenti.
In particolare, lo faranno attraverso quattro grandi degustazioni di approfondimento sul rapporto tra vignaioli e territorio, guidate direttamente dai produttori: il 25 novembre, una verticale sarà dedicata alla Cuvée Bois di Les Crêtes di Costantino Charrere (2015 vite/ sughero, 2014 vite/sughero, 2013 sughero, 2012 sughero, 2008 sughero), tra i fondatori della Fivi e suo primo presidente, guidata dal vignaiolo trentino Mario Pojer, un percorso alla scoperta di un vino fondamentale nella storia enologica in Italia, in grado di imporre all’attenzione nazionale una viticoltura, quella valdostana, che viveva prima relegata entro i limiti dei confini regionali; a seguire, una degustazione con la Vernaccia di San Gimignano di Montenidoli (2012, 2002, 1997, 1994, 1990), guidata dalla vignaiola toscana Angela Fronti, e nella quale Elisabetta Fagiuoli, vignaiola dell’anno per la Fivi nel 2015, racconterà il suo vino in un percorso che è quasi un viaggio dentro a se stessa; il 26 novembre, invece, una degustazione vedrà nei calici il Prosecco Colfondo, specchio della nuova tendenza dei vini rifermentati in bottiglia, guidata dal vignaiolo lombardo Gigi Nembrini, con i produttori di Conegliano, Valdobbiadene e Asolo che racconteranno il loro legame con un vino che è una parte fondamentale di storia del loro territorio (con i vini Ruge 2016, Rosanatale 2016, Collavo 2016, Volpere 2016, Miotto 2016, Rive de Nadal 2016, Follador 2015, Miotto 2014 e Bele Casel 2012); infine, la verticale di Sassella Rocce Rosse di Ar.Pe.Pe. (2009 in anteprima, 2007, 2005, 2002, 2001, 1996), guidata dal vignaiolo piemontese Christoph Künzli, alla scoperta di un territorio difficile e impervio come la Valtellina, della viticoltura eroica e della Chiavennasca, il Nebbiolo delle Alpi.
E accanto ai Vignaioli Indipendenti ci saranno anche gli artigiani del cibo, con specialità gastronomiche da diverse Regioni italiane: ci saranno salumi, formaggi, pani speciali e molto altro ancora. Infine, la consegna delle targhe ai nuovi punti di affezione Fivi (locali che hanno in carta i vini dei Vignaioli Indipendenti e che possono esporre lo stemma dell’associazione nel loro locale) e il Premio Romano Levi al Vignaiolo dell’anno 2017, per la prima volta ad una coppia che nella vita ha condiviso qualcosa in più della passione per la vigna: i Forlini Cappellini, vignaioli in Riomaggiore, Cinque Terre.
Info: www.mercatodeivini.it

Focus - Grandi chef stellati alle prese con la nocciola: da Alfio Ghezzi a Christian Milone, da Antonia Klugmann a Riccardo Camanini, interpretano ai fornelli la “regina” del Piemonte, in versione dolce e salata, protagonisti della “Nocciola in tavola” al Relais Villa d’Amelia a Benevello con la regia dello chef stellato Damiano Nigro (27 novembre)
Un piatto che sia dolce o salato, frutto dell’estro personale, ma con una regola da seguire: tra gli ingredienti devono sempre essere presenti la nocciola Igp, “regina” del Piemonte, ed un prodotto tipico del territorio. Da Alfio Ghezzi a Christian Milone, da Antonia Klugmann a Riccardo Camanini, alcuni tra i più grandi chef e pasticceri italiani e non solo intepretano ai fornelli la nocciola, protagonisti di “La Nocciola in tavola”, all’edizione n. 7 di scena il 27 novembre al ristorante Relais Villa d’Amelia a Benevello (Cuneo), ottocentesca residenza di charme nel cuore delle Langhe circordata da alberi di nocciole e vigneti di Barolo, con la regia dello chef stellato padrone di casa Damiano Nigro. Il suo piatto? Sposerà la nocciola a “sua maestà” il tartufo bianco d’Alba, con il miele di acacia e il cardo gobbo di Nizza a far da “testimoni”. Ad accompagnare questa e le altre creazioni, un vino appositamente selezionato da chef e vignerons per esaltare proprietà e qualità dei due prodotti simbolo del Piemonte.
“L’idea è nata dalla mia passione per la ricerca di materie prime locali di altissima qualità - spiega chef Nigro - e il desiderio di sperimentarne l’utilizzo insieme a sapori particolari per creare nuove esperienze di gusto”. All’opera in una performance live, per un totale di 17 grandi chef, ci saranno Luigi Bonadonna, chef del ristorante Chalet Fontana (Firenze), Alessandro Caliolo de Il Vulcano (San Vito dei Normanni), Ivan Centeleghe, proprietario della Pasticceria Centeleghe (Farra d’Alpago), Michelangelo Citino del Michelangelo (Segrate), Andrea Ferrucci del Marcelin, (Montà), Alfio Ghezzi, chef della stellata Locanda Margon di casa Ferrari (Ravina), Paolo Ghidini, proprietario della Pizzeria Gourmet Al Fienile (Palazzolo sull’Oglio), Michael Goran Amnegard, chef del ristorante Kung Blacke (Flen, Svezia), Artem Losev del Kutuzovskiy 5 (Mosca, Russia), Stefano Mazzone, executive chef del Grand Hotel Quisisana Capri (Capri), Christian Milone, chef stellato patron della Trattoria gli Zappatori (Pinerolo), Loris Oss Emer, pasticcere ed insegnante della Scuola Alberghiera di Levico Terme, Marco Perez dell’Amistà 33 e del Byblos Art Hotel (Corrubbio), Vanja Puskar, fondatore della New Balcan Cuisine e chef del ristorante Iris (Belgrado, Serbia), Fabrizio Rebollini, chef e proprietario del Belvedere 1919 (Cantalupo Ligure) e Monica Rossetto, pasticcere e fondatore di Monica Green Life. Due chef di eccezione collaboreranno a turno con i colleghi: Antonia Klugmann, chef stellata del ristorante L’Argine a Vencò, nonché nuovo giudice di MasterChef Italia, e Riccardo Camanini, chef del ristorante Lido 84 (Gardone Riviera), cuoco dell’anno di Identità Golose 2017.
Info: www.villadamelia.com

Focus - “Vins Extrêmes 2017” al Forte di Bard, “La Terra Trema” al Leoncavallo, Bagna Cauda Day nelle Langhe, “Food Wine & Co.” a Roma, gli “Chef Chic” da Feudi di San Gregorio, il primo Black Friday della tavola a Napoli, i vini di “Radici del Sud 2017” in Puglia: ecco gli eventi segnalati da WineNews
Scorrendo l’agenda degli eventi wine & food, in Valle d’Aosta, i vini provenienti dalla “viticoltura eroica” sono i protagonisti di “Vins Extrêmes 2017: il meglio dei vini d’alta quota” al Forte di Bard (25-26 novembre; www.vins-extremes.it), con le cantine del territorio e da Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Sicilia, Francia, Svizzera, Germania, Spagna e Palestina, con degustazioni, laboratori del gusto, tavole rotonde ed il Concorso Mondial des Vins Extrêmes del Cervim. In Lombardia, a Milano, proseguono gli appuntamenti con le bollicine francesi e italiane di e al Peck Italian Bar, con le cene con menu degustazione nelle quali ogni piatto - creato dalla chef Patrizia Finotti - viene elaborato in abbinamento al Franciacorta di Bellavista (stasera), allo Champagne Laurent-Perrier (6 dicembre) e al Franciacorta di Ca’ del Bosco (13 dicembre; www.peck.it). Ma a Milano arriva anche il primo Festival Internazionale delle Polpette (24-26 novembre;) alla Fabbrica del Vapore, ideato dall’Associazione “Parole Inattuali” (http://bit.ly/2AjqJCk). E torna un evento, atteso: “La Terra Trema”, la Fiera feroce di cibi, vini e cultura materiale, all’edizione n. 11 al Folletto25603 e al Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito (24-26 novembre; www.laterratrema.org), in cui si racconteranno centinaia di storie di agricoltura e viticoltura in prima persona e si rifletterà sulle più recenti politiche su città e agricoltura, che lasciano poco margine alla gioia e alla spensieratezza, tra concerti, presentazioni, degustazioni guidate, laboratori.
In Friuli, illycaffè e Università del Caffè, aprono le porte della sede di via Flavia a Trieste a tutti gli appassionati di caffè e non, per scoprire come nasce il blend unico illy divenuto ormai simbolo del made in Italy, i un calendario di appuntamenti tra visite dell’azienda e corsi di degustazione (fino al 30 novembre; www.unicaffe.illy.com). In Veneto “Prosecco & Superiore ai Carraresi” è la prima mostra mai realizzata su questo tema, in programma fino al 1 maggio a Casa dei Carraresi a Treviso, per raccontare il vino simbolo della Marca Trevigiana, in un percorso espositivo ideato dall’imprenditore Paolo Lai e sviluppato con il coordinamento scientifico di Diego Tomasi del Crea-Ve, in collaborazione con la Fondazione Cassamarca, i Consorzi di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Montello e Colli Asolani e Prosecco doc, l’Associazione Italiana Sommelier del Veneto ed Unindustria Treviso (www.proseccoaicarraresi.it). La Fiera di Padova ospita la prima edizione di “Stili e Sapori” (25-27 novembre), un enorme Villaggio del Gusto dedicato al cibo nelle sue varie declinazioni (da LovEat, rassegna delle eccellenze enogastronomiche, a Tecno&Food, salone professionale delle attrezzature per la ristorazione, da VeganDays, il più grande festival etico d’Italia rivolto alla cultura cruelty-free, al World Allergen & Smart Food Expo, salone di materie prime e prodotti finiti, tecnologie e servizi per allergie e intolleranze alimentari, integratori e medical food), con laboratori, convegni e seminari (www.stiliesapori.it).
In Piemonte, allo storico ristorante Del Cambio a Torino proseguono le serate in cantina, per degustare i vini di grandi produttori di Langa e del mondo, accompagnati dal sommelier Davide Buongiorno e da un menù conviviale firmato dallo chef stellato Matteo Baronetto, immersi nella suggestiva atmosfera del “Tavolo della Cantina”, il nuovo spazio collocato nelle fondamenta fisiche e spirituali del ristorante, le cantine seicentesche, più antiche dello stesso locale, un caveau che conserva oltre 19.000 bottiglie e ben 2.200 etichette pregiate: nei calici i grandi bianchi di Jermann (stasera), il Torgiano di Lungarotti (29 novembre), e 
i grandi vini del Collio Goriziano di Gravner (6 dicembre; www.delcambio.it). In occasione della Giornata Mondiale della Vista, torna invece a Eataly Lingotto la “Cena al buio” in collaborazione con l’Asd Polisportiva Uici Torino Onlus - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (domani; www.eataly.net). Nelle Langhe è tempo invece di Bagna Cauda Day ad Asti (24-26 novembre; www.bagnacauday.it), la festa più profumata dell’anno per celebrare il rito collettivo del tipico piatto della tradizione piemontese servito in tutti locali, dagli stellati alle trattorie di Paese, dalle cantine alle vinerie, fino alle associazioni al prezzo fisso di 25 euro e in tre versioni segnalate da un semaforo, rosso come Dio comanda (tradizionale), giallo per indicare la versione “eretica” e verde per la “atea” con poco e senz’aglio (con in omaggio il tovAgliolone d’autore in tessuto firmato da Luigi Piccatto, una delle penne più importanti del mondo del fumetto italiano ed il Vademecum della Bagna Cauda), e che abbraccia anche Alba, Casale Monferrato, Ovada, Torino, oltrepassa i confini da Berlino a New York, dal Costa Rica all’Argentina e perfino a Tonga nel Pacifico, e vede protagonisti anche i grandi vini piemontesi, dall’Asti Docg Secco al “Barbera kiss” promosso dal Consorzio della Barbera d’Asti, il bacio di mezzanotte che i bagnacaudisti si scambieranno in piazza. Altre curiosità? Dal Bagna Cauda Market alla Marcia Cauda, dal “Kit del dopo bagnacauda” (con dentifricio “Baciami subito”, magnesia, cola, grappa e cioccolato) al servizio Bagna Ca’, la bagna cauda a domicilio, compresa di verdure e fujot. Stessi giorni in cui, una nuova favola prende vita al WiMu a Barolo, il 25 novembre (www.wimubarolo.it), quando per i bambini va in scena la visita speciale animata “Una scarpetta per due”, el piano nobile del Castello Falletti, dove due sorelle, entrambe vivaci, ma per nulla d’accordo tra loro, saranno le guide di un tour divertente attraverso gli allestimenti del Museo del Vino.
In Toscana, alla Fortezza di Siena e non solo, accanto alla rassegna “Sangiovese Purosangue”, continuano gli incontri-degustazione di Enoclub Siena, dalla Collina Paese (domani) e il Versante Sud di Montalcino (30 novembre) ai grandi vini australiani a Firenze, da verticali di Brunello Biondi Santi al ristorante La Trota di Rivodutri e di Monfortino di Giacomo Conterno al Sangiovese Purosangue a Salerno (2 dicembre), da Brunello a Palazzo Caetani a Fondi (Latina, 3 dicembre) al ciclo Sette Note in Sette Notti (www.enoclubsiena.blogspot.it). San Miniato celebrare invece messer tartufo nella “Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato”, edizione n. 47, fino al 26 novembre (www.sanminiatopromozione.it). A Firenze è partito il ciclo di incontri della Settimana dello Still Life, incentrati sulla fotografia still-life del cibo e organizzato da Click4Food: domani c’è il workshop sulla Food Photography al ristorante Gurdulù con lo chef Gabriele Andreoni, il 24 novembre un corso sul Food Styling con la foodblogger Lucia Carniel del blog L’ultima Fetta (finalista 2016 premio Saveur e finalista 2017 Cucina Blog Award del Corriere della Sera) all’Hotel Regency (https://it-it.facebook.com/Click4FoodFirenze/). Sempre a Firenze, arriva all’ultimo appuntamento con “Spoon”, la kermesse di chef stellati ai fornelli del Ristorante Borgo San Jacopo con lo chef Peter Brunel, con Mauro Uliassi (4 dicembre; www.borgosanjacopo.it). Restando in città, il 25 novembre negli “Incontri d’Autunno” della Vinoteca al Chianti è di scena “Champagne e vini di Francia”, con 60 etichette di bollicine e 40 grandi vini d’oltralper nella cornice della Certosa di Firenze (www.vinotecaalchianti.it). In Umbria continua la storica rassegna, all’edizione n. 20, “Frantoi Aperti”, la grande festa dell’olio nuovo e dei suoi artefici, occasione per scoprire borghi dimenticati e scorci nascosti del “cuore verde” d’Italia, lungo la Strada dell’Olio Dop Umbria (fino al 26 novembre; www.frantoiaperti.net). Nel Lazio, a Roma, giunge all’edizione n. 6 “Food Wine & Co.”, il seminario di formazione in sei Master Class organizzato dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Roma “Tor Vergata”, in partnership con Istituto Luce - Cinecittà e con il patrocinio di Ferpi e Ansa, che dedicherà tre giornate all’attrattività dei territori italiani e all’eccellenza dei prodotti del nostro Paese (domani e il 24 novembre negli storici Studios di Cinecittà e il 25 novembre alla Fiera di Roma), con show-cooking con chef stellati, degustazioni, laboratori e presentazioni, nel concept ideato dalla professoressa Simonetta Pattuglia e da Paola Cambria, giornalista e sommelier, direttore di Comunicazione e Immagine (qui il programma ed i relatori: http://bit.ly/2jcTwxp). Nella Capitale arrivano anche “I Vini delle Marche”, protagonisti al banco d’assaggio con Go Wine, al Savoy Hotel (28novembre; www.gowinet.it). Ma c’è anche “Il Giro d’Italia Rieti”, il banco d’assaggio dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier Lazio al Ristorante La Foresta di Rieti (25 novembre; www.giroditaliarieti.it), e dedicato ai migliori produttori della Regione, ma con etichette in arrivo da tutta Italia - di cantine come Marramiero, Citra, Masciarelli, Terlano,Tramin,Kellei Kaltern, Elena Fucci, Jermann, Casale del Giglio, Falesco, Trappolini, Cantina Lunae, Contadi Castaldi, Bellavista, Garofoli, Velenosi, Damilano, Negro Angelo & Figli, Vietti, Varvaglione, Leone De Castris, Santadi, Agricola Punica, Passo Pisciaro, Firriato, Col D’orcia, Cecchi, Il Borro, astellare di Castellina, Castello Banfi, Vecchia Cantina, Vini Franchetti-Tenuta di Trinoro, Folonari, Cavit, Bocale e Tommasi - e da Francia e Spagna, con focus su Chardonnay e Sangiovese. E, infine, “Orte in Cantina”, tra le vie e gli scorci più suggestivi del centro storico che spalancheranno le porte ad esperti e wine lovers in un percorso itinerante tra vecchie cantine e locali aperti per l’occasione, ricchi di atmosfere evocative, con specialità locali e vini di qualità, con la regia dell’associazione culturale The Grove (27 novembre e 3 dicembre; www.thegrove.it).
In Campania, dal 24 al 26 novembre a Napoli, il Lungomare Caracciolo si trasforma con la Coldiretti in un villaggio contadino #stocoicontadini per il primo Black Friday della tavola nell’anniversario del riconoscimento Unesco per la dieta mediterranea, con la possibilità di scoprire piatti da gourmet che allungano la vita con tutti i menu a 5 euro preparati dagli agrichef contadini, ma anche la Fattoria italiana e tutti i suoi animali, lo street food green, la spesa per i regali ed i cenoni di Natale con il piu’ grande mercato a chilometri zero di Campagna Amica e la solidarietà per salvare le specialità delle aree terremotate che saranno offerte dagli agricoltori colpiti dal sisma (www.coldiretti.it). Ma arriva anche l’ultima tappa di “In The Kitchen Tour”, il 27 novembre, nella cucina del ristorante Marennà della griffe Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico con lo chef Paolo Barrale, presidente dell’Associazione Chic, che ospiterà 40 colleghi che guidati dall’ispirazione del momento improvviseranno il loro piatto con i prodotti proposti dalle aziende presenti (www.charmingitalianchef.it). Prima però, un ritorno: il Comune di Castelvenere e la Pro Loco presentano la seconda edizione de “La Vendemmia dei Libri”, interessante rassegna eno-letteraria che si svilupperà con un appuntamento a settimana, da domani al 28 dicembre a Castelvenere, in cui ogni libro presentato sarà abbinato ad un vitigno storico sannita, associando alla narrativa il racconto del territorio (qui i titoli: https://www.facebook.com/lavendemmiadeilibri/). Il 27 novembre a Sannicandro di Bari in Puglia torna la giornata all’insegna dei vini del Sud e degli oli del meridione protagonisti di Radici del Sud 2017, con un convegno sul tema Sostenibilità per tasche e salute, la premiazione dei migliori ristoranti e pizzerie dell’edizione 2018 di Radici Guides, la presentazione in anteprima di tutte le novità dell’edizione 2018 di Radici del Sud e la premiazione dei migliori vini dell’edizione 2017, mentre si potranno degustare i 66 vini vincitori di Radici abbinati alle pizze dei pizzaioli pugliesi Massimo Marasco, Andrea Giordano e Domenico Piccininni, fino alla Cena di Gala con gli chef Nazario Biscotti, Antonio Bufi, Donato Calvi e Francesco Fieschi. E dopo il successo riscontrato a Milano, Verona, Firenze, Roma e Bari, “Aria di San Daniele - La Festa”, versione itinerante della storica kermesse dedicata al Prosciutto di San Daniele, fa tappa a Catania (24-26 novembre), Napoli (7-10 dicembre), Canosa di Puglia (14 dicembre) e Matera (16-17 dicembre; www.ariadisandaniele.it).

Focus - Il tartufo bianco ed Alba sotto i riflettori, con tanti eventi, alla “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba” n. 87 (fino al 26 novembre). Ad accompagnarlo le “Wine Tasting Experience” Strada del Barolo in partnership con il Festival “Collisioni”
Il tartufo bianco ed Alba hanno un rapporto che va ben al di là del legame che si instaura, naturalmente, tra una città ed il suo prodotto gastronomico più rappresentativo. “Sua Maestà”, qui, è qualcosa di più: è motore economico, perché se il comparto del tartufo nel Belpaese vale mezzo miliardo di euro, una buona parte arriva dalle Langhe, è ispirazione continua per la gastronomia d’eccellenza, come racconta il protagonismo nei piatti dei grandi chef, è ambizione per i grandi vini del Piemonte, onorati di accompagnare una tale prelibatezza, è volano per il turismo ed è, sempre più spesso, attrattore culturale, specie, ma non solo, nei due mesi della “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba”, di scena, con l’edizione n. 87, fino al 26 novembre.
Otto settimane con il “gioiello della terra” al centro, e tutto il mondo intorno. A partire da quello del design, con una mostra promossa da Alessi, Centro Nazionale Studi Tartufo e Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, dal titolo “Truffle. Il Design Alessi incontra il Tartufo Bianco d’Alba” (fino al 26 novembre), con “Alba”, l’affettatartufi per il pregiato tubero designed by Ben van Berkel/UNStudio, ed i progetti ideati dai 15 designer coinvolti da Alessi. Fino al 3 dicembre, la Chiesa di San Giuseppe ospita l’esposizione dedicata al protagonista della Transavanguardia Enzo Cucchi, “Enzo Cucchi dalle Collezioni del Castello di Rivoli”, senza dimenticare la mostra “Poeti/Pittori/Poeti”, fino al 17 dicembre, con le opere, tra gli altri, di Carlo Levi, Eugenio Montale e Pier Paolo Pasolini.
Tornando alla Fiera, il suo cuore, come sempre, è ovviamente il Mercato Mondiale nel Cortile della Maddalena, che ospita anche i Foodies Moments con chef come Massimo Camia, e speciali gemellaggi con territori d’eccellenza enogastronomica, con i “matrimoni del gusto” tra le colline di Langhe, Roero e Monferrato con i distretti agroalimentari di Chieri e il Chierese, della Città di Parma, della Regione Basilicata e della Città di Tokyo. Infine, nella Piazzetta Unesco, un’esposizione fino al termine della Fiera, celebra il terzo anniversario del riconoscimento delle colline di Langhe-Roero e Monferrato a Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Ma il tartufo ha anche un “Official Sparkling Wine”, le bollicine dell’Alta Langa, protagoniste di appuntamenti in cui si esplorare tutte le sfumature dell’abbinamento Alta Langa e tartufo bianco che celebra un forte legame di sapori e tradizioni tra eccellenze dei frutti di Langa. E ancora, durante la Fiera, sull’esempio delle “École du Vin” francesi, ci sono anche le “Wine Tasting Experience”, ideate dalla Strada del Barolo, e dedicate ai wine lovers, con al centro “Il gusto del territorio”, “I Cru del Barolo” e “I volti del Nebbiolo”, fino al 26 novembre nel Cortile della Maddalena, dove fanno parte del nuovo progetto permanente del Festival agri-rock “Collisioni” al Castello Comunale Falletti di Barolo (www.winetastingexperience.it).
Info: www.fieradeltartufo.org

Focus - Tartufo e vino uniti dall’arte di Pericoli: Angelo Gaja e l’Enoteca Piemontese Cavour presentano la mostra “Le colline davanti”, per diffondere la coscienza verso la bellezza del territorio Unesco delle Langhe-Roero e Monferrato (fino al 26 novembre)
Quando la sinergia tra uno dei produttori più leggendari d’Italia e l’Enoteca di riferimento del territorio piemontese confluisce nel condiviso intento di diffondere la consapevolezza verso una bellezza paesaggistica vitivinicola straordinaria, riconosciuta ufficialmente persino dall’Unesco, il risultato può tradursi in arte: nasce così la mostra “Le colline davanti” di Tullio Pericoli, uno dei più grandi pittori paesaggisti viventi, sostenuta con slancio da Angelo Gaja e dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, per la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, e ospitata ad Alba, fino al 26 novembre, nella Chiesa di San Domenico, con l’esposizione di 85 tele.
Il recente riconoscimento Unesco per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sta diffondendo una maggiore coscienza della bellezza costruita dal duro lavoro di generazioni e generazioni contadine e può diventare l’occasione per ravvivare, oltre alle iniziative e all’entusiasmo, anche i contenuti, i modi, le parole stesse usate nella comunicazione del vino e del territorio. Di questo sono convinti Angelo Gaja e l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, che l’hanno capito tra i primi. Insieme hanno lavorato alla realizzazione della mostra contribuendovi in modo complementare. Angelo Gaja ha agito d’iniziativa personale, motivando e accompagnando Tullio Pericoli nel suo inedito sguardo alle colline di Langhe-Roero e Monferrato, lavoro silenzioso e assiduo di un anno. L’Enoteca ha agito, invece, per iniziativa istituzionale al fianco dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in virtù di una convinta attenzione ai temi del paesaggio, offrendo l’autorevole cornice del Castello-sito Unesco alla presentazione in anteprima delle opere e all’incontro dell’artista con la stampa. Una mostra che ha il privilegio di unire il vino al tartufo e che la rende testimone di un’acquisita maturazione di unità dell’intero territorio.
Info: www.castellogrinzane.com

Focus - Capolavoro del Rinascimento, la “Resurrezione di Cristo” di Giovanni Della Robbia dopo oltre un secolo è tornata a Firenze, esposta al Museo del Bargello, in tutto il suo splendore (fino 8 aprile). Merito di una storica circostanza: il restauro da parte degli stessi committenti, Marchesi Antinori
All’inizio del Cinquecento (1520 c.a.), Niccolò di Tommaso Antinori, iniziatore della fortuna imprenditoriale della storica famiglia del vino italiano, commissiona a Giovanni della Robbia (Firenze, 1469-1529/30) la lunetta con la “Resurrezione di Cristo” che lo raffigura con gli stemmi di famiglia, per decorare Villa Le Rose, la residenza di campagna alle porte di Firenze, dove già all’epoca si produceva vino. Un capolavoro del Rinascimento italiano, dal 1898 di proprietà del Brooklyn Museum of Art di New York, che per la prima volta dopo 120 anni viene presentato al pubblico, in tutto il suo splendore, al Museo Nazionale del Bargello a Firenze (fino all’8 aprile). Il merito è di una storica circostanza: il restauro della robbiana da parte degli stessi committenti, i Marchesi Antinori, oltre 500 anni dopo, nel solco di una tradizione di mecenatismo culturale che arriva fino ai nostri giorni. E per celebrare lo straordinario ritorno della lunetta e l’esposizione nella “culla” del Rinascimento tra le opere di Michelangelo, Donatello e degli stessi Della Robbia, la famiglia fiorentina continua la sua antica tradizione di “mecenati d’arte” anche con una nuova, e doppia, committenza, grazie all’Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo: “Scena Fissa”, un’opera dell’artista italiano Stefano Arienti, tra i più apprezzati sulla scena internazionale, esposta accanto alla robbiana, che rilegge ed interpreta, nella mostra “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti”, in due sale separate ma comunicanti tra loro, in un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. In contemporanea, nella Vinsataia dell’avveniristica Cantina Antinori nel Chianti Classico è esposta invece “Altorilievo”, installazione site-specific di Arienti, ispirata ancora una volta alla lunetta Antinori e complementare all’opera dello stesso artista esposta al Bargello, e che entrerà a far parte della collezione permanente di famiglia.
“Sostenere e valorizzare le arti è sempre stato importante per la nostra famiglia - sottolinea Alessia Antinori - siamo oggi particolarmente orgogliosi che questa bellissima lunetta, al cui interno è raffigurato uno dei nostri antenati oltre agli stemmi di famiglia, torni finalmente a casa completamente restaurata, in occasione dell’esposizione al Museo Nazionale del Bargello, già scrigno di numerosi inestimabili capolavori dei Della Robbia”.
Composta da 46 sezioni di terracotta policroma invetriata, la robbiana di dimensioni monumentali, splendido e tra i più notevoli esempi della straordinaria tecnica della famiglia di scultori Della Robbia (Luca, Andrea e Giovanni), attivi tra il 1400 e il 1500 a Firenze, presenta infatti un ritratto quasi a grandezza naturale del suo committente, in ginocchio con le mani giunte alla destra del Cristo Risorto, con i soldati attorno al sepolcro su un articolato sfondo di paesaggio e due stemmi di famiglia ai lati della base del rilievo, una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali, che decorava Villa Le Rose, una delle Tenute di famiglia dove già all’epoca gli Antinori producevano principalmente vino ma anche olio ed altri prodotti agricoli.
Donata al Brooklyn Institute (oggi Brooklyn Museum of Art) nel 1898 dal collezionista americano Aaron Augustus Healy - dopo averla acquistata dagli stessi Antinori - la robbiana non ha più lasciato New York da allora. Nel 2016, grazie al finanziamento della famiglia Antinori, ritrova il suo splendore originale, restaurata nei laboratori del Brooklyn Museum per la mostra “Della Robbia: Sculpting with Color in Renaissance Florence”, prima esposizione americana dedicata ai Della Robbia, al Museum of Fine Arts di Boston (9 agosto-4 dicembre 2016) e poi alla National Gallery of Art di Washington Dc (5 febbraio-4 giugno 2017). L’esposizione della lunetta Antinori al Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata dai Della Robbia ed alla quale verrà dedicata un’intera sala dello spazio museale, sarà anche idealmentre riaccompagnata dal collezionista americano: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso Museo americano è infatti il “Ritratto di Aaron Augustus Healy” dipinto dal grande ritrattista statunitense John Singer Sargent nel 1907.

Info: www.antinoriartproject.it - www.bargellomusei.beniculturali.it

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