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In Veneto, tra vino, location, architettura e paesaggi, il “Pil del bello” vale 630 milioni di euro

Qui 1.400 ettari di vigneto generano oltre 170 milioni di euro di fatturato. Lo studio by Associazione Ville Venete e The European House - Ambrosetti

Una ricchezza che nasce dall’integrazione tra cultura, territorio e attività produttive, un “Pil del bello” che comprende arte, architettura, paesaggi e vino - Amarone della Valpolicella, Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Docg, Prosecco Docg Asolo e Montello e Prosecco Doc in primis, ma anche Soave, Valpolicella, Bardolino, Lugana e molti altri - con 4.243 ville censite tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, nate tra il XV e il XVIII secolo e oggi distribuite in modo capillare sul territorio. Un sistema che, nel complesso, genera oltre 360 milioni di euro di fatturato e 210 milioni di valore aggiunto diretto, che diventano 630 milioni di euro considerando gli effetti indiretti e indotti lungo la filiera economica. All’interno della produzione agricola - componente dominante dell’economia delle Ville Venete (seguita dalla produzione di eventi e dall’hospitality) con il 60% del fatturato generato, pari a 216 milioni di euro - un ruolo di primo piano è ricoperto dal comparto vitivinicolo: 1.400 ettari di vigneto generano oltre 170 milioni di euro di fatturato. Le cantine legate alle Ville Venete mostrano, inoltre, una spiccata vocazione internazionale, con il 60% della produzione destinata all’export, un dato significativamente superiore alla media nazionale. Ecco i primi dati evidenziati dallo studio “Ville Venete Re-Birth”, realizzato da The European House - Ambrosetti e promosso dall’Associazione per le Ville Venete. Lo studio, presentato nel Castello San Salvatore, nel “Forum nazionale sul turismo heritage e i patrimoni Unesco, Ville Venete Re-Thinking n. 1”, misura in modo sistemico il contributo economico e sociale di questo patrimonio.
Proprio quattro importanti Ville Venete - Villa Badoer a Fratta Polesine, Villa Piva detta dei Cedri a Valdobbiadene, Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore e Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme - faranno da sfondo anche all’evento “Sorsi d’Autore” (edizione n. 27), dal 12 giugno al 5 luglio 2026, con un ricco calendario di eventi: masterclass tematiche, degustazioni, visite guidate e gli Incontri con l’Autore, che vedranno protagonisti Patrizia Sardo Marras, Marco Paolini, Paolino Libralato, Pif e Francesco Piccolo, Claudio Amendola e Jacopo Veneziani.

Le Ville Venete nascono storicamente come centri produttivi agricoli e ancora oggi rappresentano presìdi attivi nella valorizzazione delle eccellenze locali, in particolare nel settore del vino. Questo legame rafforza il posizionamento del Veneto tra le principali destinazioni europee del turismo enogastronomico e contribuisce a costruire un’offerta integrata che unisce paesaggio, cultura e produzione. All’interno della produzione agricola, un ruolo di primo piano è ricoperto dal comparto vitivinicolo: 1.400 ettari di vigneto generano oltre 170 milioni di euro di fatturato. Le cantine legate alle Ville Venete mostrano inoltre una spiccata vocazione internazionale, con circa il 60% della produzione destinata all’export, un dato significativamente superiore alla media nazionale.
Sono 4.243 le ville censite tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, nate tra il XV e il XVIII secolo e oggi distribuite in modo capillare sul territorio. Nel complesso, il sistema genera oltre 360 milioni di euro di fatturato e 210 milioni di valore aggiunto diretto, che diventano 630 milioni di euro (sempre di valore aggiunto ovvero valore della produzione meno costi per consumi intermedi) considerando gli effetti indiretti e indotti lungo la filiera economica. Il dato più rilevante è rappresentato dall’effetto moltiplicatore: per ogni euro di Valore Aggiunto generato dalle Ville, vengono generati ulteriori 2 nel resto dell’economia, con un effetto moltiplicativo pari a 3. Questo riflette il radicamento territoriale delle attività connesse alle Ville, che tendono a coinvolgere competenze, servizi e imprese locali, rafforzando la capacità di trattenere valore sul territorio.
L’impatto si riflette anche sul piano occupazionale. Le Ville Venete impiegano direttamente circa 13.690 addetti, che diventano quasi 29.800 considerando l’indotto, con un effetto moltiplicativo pari a oltre 2,2 volte. Si tratta inoltre di occupazione qualificata, figure professionali ad alta specializzazione, contribuendo alla continuità operativa di restauratori, artigiani, manutentori e professionisti della gestione del patrimonio. Infine, oltre all’impatto occupazionale, le Ville svolgono un importante ruolo sociale: il 57% di quelle attive, svolge almeno una funzione sociale, a testimonianza di una forte apertura verso la collettività e di una valorizzazione del patrimonio che va oltre la dimensione privata o strettamente economica. Il turismo si conferma un asset strategico per l’Italia: con quasi 480 milioni di presenze nel 2025, il Paese è la seconda meta più visitata dell’Unione Europea. In questo scenario, il Veneto guida la classifica nazionale con 73 milioni di presenze (di cui il 70% internazionali), legate per oltre il 50% al turismo culturale, paesaggistico ed enogastronomico.
In un sistema turistico caratterizzato da una forte concentrazione - con il 75% degli arrivi distribuito su appena il 13% del territorio nazionale e con la Provincia di Venezia che, pur rappresentando solo lo 0,8% della superficie italiana, accoglie l’8% del totale degli arrivi turistici - le Ville Venete rappresentano una leva concreta per promuovere un turismo più diffuso e sostenibile. Il 53,6% si trova in comuni con meno di 20.000 abitanti: di queste, quasi il 30% è localizzato in comuni con meno di 5.000 abitanti e il 13,4% in comuni con meno di 2.000 abitanti. La distribuzione territoriale evidenzia una maggiore concentrazione nelle province di Treviso (21%), Vicenza (18%), Verona (18%) e Padova (17%).
Questa distribuzione consente di intercettare e redistribuire i flussi turistici, ancora oggi fortemente concentrati sulle principali attrazioni e responsabili del fenomeno dell’overtourism, contribuendo al contempo alla valorizzazione delle aree meno centrali. In questo contesto, la valorizzazione degli immobili storici può attivare nuove direttrici di sviluppo turistico, rafforzando l’attrattività di territori oggi marginali e promuovendo una più ampia diffusione dei benefici economici e sociali legati al turismo. Secondo le stime di The European House - Ambrosetti, nel 2025 le Ville attive nell’ambito delle attività culturali hanno ospitato 2,8 milioni di visitatori, di cui 1,3 milioni paganti, il 20% di turisti internazionali e 1,5 milioni di visitatori non paganti di cui il 25% internazionali. Accanto alle opportunità, la ricerca individua alcune criticità e direttrici di sviluppo, evidenziate da The European House - Ambrosetti. La sostenibilità gestionale rappresenta una delle principali sfide: la manutenzione ordinaria di una Villa, nel 2025, ha superato in media i 110 mila euro annui, a cui si aggiungono circa 143 mila euro di interventi straordinari nell’ultimo decennio.  Un secondo tema riguarda le Ville in stato di abbandono, parziale o completo, circa 1.577, che rappresentano un potenziale economico non espresso.  A questo si affianca la complessità dei vincoli di tutela, che interessano l’89% degli immobili, e la necessità di rafforzare il posizionamento e la visibilità del sistema.
“Per troppo tempo il nostro sistema è stato impropriamente paragonato a realtà internazionali, come i Castelli della Loira, senza però disporre di dati puntuali, scientifici ed economici che permettessero un confronto reale - afferma la Isabella Collalto, presidente Associazione Ville Venete - oggi cambiamo paradigma: non ci basiamo più su percezioni, ma sulla forza dei numeri. Grazie alla mappatura dello stato dell'arte e alla raccolta di dati certi, creiamo un identikit chiaro e oggettivo della nostra realtà. Si tratta di un output fortemente orientato al b2b, uno strumento prezioso che mettiamo a disposizione di proprietari, manager ed esperti del settore. Fornire dati certi significa dare strumenti per progettare il futuro, permettendoci di posizionare le Ville Venete nel panorama turistico globale non solo come eccellenze estetiche e siti Unesco, ma come asset economici solidi, moderni e pronti a nuove sfide di mercato”.
“Nel 2025 l’Italia è stata il secondo Paese in Unione Europea per presenze turistiche, con quasi 480 milioni di presenze - secondo Benedetta Brioschi, partner e responsabile scenario Food & Retail e Sustainability The European House - Ambrosetti - di queste, il 37% è legato al turismo culturale e paesaggistico, che si afferma come prima tipologia di turismo per presenze. Con 73 milioni di presenze turistiche 2024 (16% del totale nazionale), la Regione Veneto si conferma la prima regione italiana per presenze, di cui il 70% di turisti internazionali. All’interno del comparto del turismo culturale e paesaggistico, una tipologia chiave è quella del turismo Heritage incentrato sulla scoperta e valorizzazione del patrimonio culturale e storico di un luogo. Il Veneto è la seconda regione in Italia ad attrarre il maggior numero di turisti interessati a questi temi, risultato a cui contribuiscono le Ville Venete - oltre 4.000 ville edificate tra il XV e il XVIII secolo - diffuse sul territorio. Tra queste, più di un centinaio - incluse le Ville Palladiane - accolgono già oggi numerosi turisti italiani e internazionali, offrendo visite guidate, eventi, ospitalità, ristorazione e altri servizi di qualità.  Per questo motivo The European House - Ambrosetti affianca l’Associazione per le Ville Venete nella realizzazione di un documento che per la prima volta ha quantificato e valorizzato il ruolo economico e sociale delle Ville Venete per il settore turistico regionale e nazionale. Inoltre, le Ville Venete danno un importante contributo anche al tessuto produttivo locale, non solo attraverso l’offerta turistica, ma anche grazie alle attività agricole e manifatturiere storicamente connesse alle ville stesse - dalla produzione vitivinicola e risicola alla filiera della seta - oltre a generare occupazione e opportunità per artigiani, imprese locali e professionalità specializzate”.
Dal 12 giugno al 5 luglio 2026 quattro importanti Ville Venete - Villa Badoer a Fratta Polesine, Villa Piva detta dei Cedri a Valdobbiadene, Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore e Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme - faranno da sfondo all’evento “Sorsi d’Autore” (edizione n. 27), manifestazione pionieristica nel panorama culturale veneto, tra le prime ad aver avviato un percorso strutturato di valorizzazione delle Ville Venete. Un format distintivo che ha saputo coniugare cultura, territorio ed esperienze di qualità, contribuendo a ridefinire le modalità di racconto delle dimore storiche. All’interno di questo contesto si inseriscono le eccellenze enogastronomiche, parte integrante di un’offerta culturale ampia e coerente. Il programma propone dialoghi tra protagonisti del cinema, del teatro e della narrazione contemporanea: si parte il il 12 giugno a Villa Badoer con Patrizia Sardo Marras, stilista e scrittrice, Marco Paolini, drammaturgo e regista tra i più autorevoli del panorama italiano, e Paolino Libralato, apprezzato maestro scenografo Il 26 giugno a Villa Piva detta dei Cedri ci sarà Claudio Amendola, volto popolare e amatissimo del cinema e della tv; il 28 giugno a Villa Cordellina Lombardi sarà la volta di Pif, regista, sceneggiatore, attore e scrittore noto per il suo stile ironico e acuto, in dialogo con lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo. Il 5 luglio, a Villa Bassi Rathgeb, appuntamento con Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore italiano.

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