Dall’Irpinia ad Amalfi, dal Vesuvio a Ischia, dal Sannio al Cilento, la Campania del vino è un scrigno di storia vinicola che si intreccia con la storia d’Italia e con bellezze storiche ed artistiche di valore assoluto, da Pompei alla Costiera Amalfitana, solo per fare due esempi tra i più noti. Alla immancabile Reggia di Caserta Patrimonio Unesco, teatro di “Campania Stories” 2026, evento che, dal 23 al 27 aprile, ha fatto luce sulle nuove annate del vino regionale, ed in particolare su una 2025 che, in generale, ha visto le aziende vivere un’annata più regolare sulle difficoltà degli ultimi anni, con un andamento climatico equilibrato, escursioni termiche favorevoli e una buona gestione agronomica. Elementi che hanno portato ad una produzione in crescita (+13% sul 2024, per un totale di 696.000 ettolitri) e ad uve sane e di qualità. Come hanno raccontato nel calice i 270 vini di 82 cantine (con realtà come Ciro Picariello, Colli di Lapio, Di Meo, Donnachiara, Luigi Tecce, Pietracupa, Tenuta Cavalier Pepe, Tenute Capaldo - Feudi di San Gregorio, Villa Matilde Avallone, Antonio Mazzella, Marisa Cuomo, Montevetrano e San Salvatore 1988, tra le altre), alfieri di una regione del vino che, nel 2025, ha visto le esportazioni crescere in netta controtendenza rispetto all’andamento nazionale, con un robusto +11,6% sul 2024, a 46,5 milioni di euro.
Dato che impreziosisce un’economia, quella del vino della Campania (che, anche nei giorni scorsi a Vinitaly 2026, abbiamo avuto modo di assaggiare con tante sue punte, da Fonzone a Marisa Cuomo, da Feudi di San Gregorio a Quintodecimo, a Tenuta San Salvatore 1988 a Di Meo, ndr) che, secondo i più recenti dati Istat, spiegano gli organizzatori di “Campania Stories” 2026 (Miriade & Partners, con il sostegno della Regione Campania, in partnership con Ais Campania e in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Caserta Vitica, Reggia di Caserta e Assoenologi Campania), genera un valore aggiunto stimato tra 150 e 170 milioni di euro. Di questi, oltre 100 milioni di euro derivano dai Dop e Igp, come rilevato dall’Osservatorio Ismea-Qualivita, a conferma del peso crescente della componente qualitativa, per un comparto del vino campano (forte di 4 Docg, 15 Doc e 10 Igt), che vale intorno al 4% del vino italiano nel suo complesso. Con una ricchezza diffusa che nasce da 26.000 ettari di vigneto (con la provincia di Benevento, che pesa per il 40% della superficie vitata regionale, seguita da quella di Avellino, con il 24%), ed una filiera vitivinicola che conta oltre 470 cantine imbottigliatrici censite dal registro Icqrf, e oltre 40.000 aziende agricole con superfici vitate.
A “Campania Stories” 2026, evento nell’evento, il premio “Felicia Brini” (dedicato alla produttrice del Falerno prematuramente scomparsa nel 2021, ndr), andato ad uno dei wine critic che meglio conosce e racconta il vino italiano nel mondo, Ian d’Agata, “riconoscimento che celebra il contributo alla divulgazione e alla valorizzazione del vino campano a livello internazionale”. “Campania Stories” 2026, dunque, si conferma un appuntamento importante per la narrazione contemporanea del vino della Campania: un racconto corale che unisce territori, vitigni e visioni, contribuendo a rafforzare la presenza della regione nei principali mercati globali.
Nel calice, dagli assaggi dei vini in degustazione (oltre 270 etichette), dal punto di vista qualitativo, si prospettano bianchi freschi, aromatici e longevi (in particolare Fiano, Greco e Falanghina), mentre i rossi, grazie a maturazioni fenoliche ottimali, si presentano strutturati, equilibrati e con tannini evoluti, lasciando prevedere vini di grande complessità.
Focus - I migliori assaggi dello staff Winenews
Costa d’Amalfi Furore bianco Fiorduva 2024 Marisa Cuomo
Paglierino brillante, bouquet raffinato e complesso, zagara, mimosa, frutta a polpa gialla, pesca in particolare, erbette aromatiche appena raccolte e note iodate quasi marine, ricco ed armonico al palato fresco, sapido e lunghissimo.
Core 2025 Montevetrano
Giallo paglierino brillante, si presenta al naso con note di fiori e frutti bianchi, gelsomino e pera in particolare, accenni di erbe aromatiche, anice e pietra bagnata. Al palato è fresco, dinamico ben spinto dall’acidità e dotato di un bel finale sapido.
Falerno del Massico Vigna Caracci 2020 Villa Matilde
Paglierino dorato brillante, ha un profilo olfattivo aristocratico e sfaccettato, che si apre su note di agrumi e fiori gialli, frutta esotica, briose note balsamiche quali menta e sottobosco di conifera. Fresco ed avvolgente al palato si distingue per una lunghissima persistenza aromatica e l’equilibrio tra sapidità e dolcezza del frutto.
Campi Flegrei Doc Falanghina Terrazze sui Campi Bianco 2024 Tenuta Loffredo
Bouquet mediterraneo dalle note di mela golden, pompelmo, timo e note minerali che rimandano al sale rosso. Il palato fresco e vitale, segnato da una elegante nota salina è dotato anche di un lungo finale.
Fiano di Avellino Docg Sequenzha 2025 Benito Ferrara
Paglierino brillante, si apre al naso con note di agrumi, ginestra, frutta gialla ed erbe balsamiche e un tocco di sale affumicato. Leggiadro ma strutturato il sorso ben dinamizzato da un vibrante acidità e arricchito da una leggera sensazione sapida, lungo il finale dai ritorni freschi.
Campania Igt Fiano Campania Fiano 2024 Pietracupa
Paglierino con ancora riflessi verdolini, ha un profilo olfattivo fitto e composito, note di fiori bianchi, poi frutta esotica e un accenno di mela verde, cedro, ananas e sentori minerali vulcanici. In bocca è fresco, sapido, ricco di frutto ma ben bilanciato da una fresco sorgente acida, lungo e delicatamente agrumato il finale.
Greco di Tufo Docg Riserva Cutizzi 2024 Tenute Capaldo - Feudi di San Gregorio
Paglierino dai brillanti e profondi riflessi dorati, ha un notevole profilo olfattivo pieno e stratificato che si presenta con eleganti note di fiori di campo freschi, agrumi in quantità, cedro in particolare, fresche note balsamiche mentolate e tanta frutta esotico. Ben strutturato e armonico il sorso, pieno, sapido e dotato di un bel frutto fresco e turgido, lungo e appagante il finale.
Fiano di Avellino 2025 Di Meo
Bouquet nitido e aristocratico dove si inseguono note di agrumi e minerali, susine, albicocche e altra frutta a polpa gialla e aloe. Sapido e freschissimo il sorso che ben spinto dall’acidità conquista il palato lasciando una lunga sensazione.
Paestum Igt Fiano Pian di Stio Evoluzione Bio 2022 San Salvatore 1988
Naso complesso e raffinato che si apre su nitidi sentori di frutta esotica a polpa gialla, sposate a raffinate essenze floreali, e a chiudere un tocco di erbe balsamiche e pepe bianco. Ben profilato al palato dove ad un frutto pieno e maturo fa da controcanto una tagliente acidità accompagnata da un fine spunto sapido, lunghissimo il finale.
Campi Flegrei Doc Falanghina Terrazze sui Campi Bianco 2024 Loffredo
Giallo dai riflessi dorati brillanti, si apre al naso su eleganti sentori floreali di gardenia e filadelfo, fresche note di agrumi gialli e quindi ananas e susina. In bocca ha un buon equilibrio tra frutto e acidità aiutato anche da una leggera quanto piacevole nota salina, lungo e segnato da un preciso ritorno del frutto il finale.
Fiano di Avellino Docg Al.Ge.Lo. 2020 Ciro Picariello
Paglierino brillante dai nitidi riflessi dorati, profuma di gelsomino e fiori camomilla, frutta tropicale, cedro candito insieme a sussurrati sentori di sale affumicato, menta e pepe bianco. Il sorso è setoso, avvolgente ma fresco e teso grazie ad una ancora intatta e vitale acidità, lunghissimo e segnato dal frutto il finale.
Paestum Igt Pino di Stio 2022 San Salvatore 1988
Di un bel rosso rubino scarico e brillante, come vuole la tradizione del vitigno, profuma di piccoli frutti rossi, ribes e ciliegia arricchito da eleganti note floreali che ricordano la viola, non mancano leggere nuance balsamiche e raffinate note speziate dolci. Vellutato e fresco al palato dai tannini affusolati ben radicati al frutto, lungo il finale dal ritorno balsamico.
Sannio Doc Aglianico Clanius 2024 Caputo 1890
Di un bel rosso rubino intenso, dai riflessi violacei, si apre al naso con intense note di frutti rossi quali la ciliegia e amarena seguite da note di elicriso, sottobosco bagnato, erbe mediterranee e spezie. In bocca è ben strutturato, generoso di frutto e ricco di tannini ancora in evoluzione, verticalizzato da una notevole spinta acida che lo accompagna anche per tutto il lungo finale.
Campania Igt Aglianico Satyricon 2022 Luigi Tecce
Rubino quasi impenetrabile dai profondi riflessi purpurei ha un bouquet decisamente fitto e complesso dove si riconoscono visciola e prugna, erbe aromatiche, sottobosco bagnato, radici di liquirizia, e note di ferro arrugginito e spezie rosse. In bocca è pieno, ben dotato di frutto ben intercettato da tannini ancora spigolosi ma non verdi, fresco e sapido il finale.
Irpinia Doc Campi Taurasini Costa Baiano 2021 Villa Raiano
Elegante e sfaccettato al naso dai sentori varietali di frutti di rovo e ciliegia scura, poi sottobosco autunnale, spezie dolci, cannella e chiodi di garofano e una nota di pietra focaia. Figlio di una buona annata in bocca è sapido e ben bilanciato tra acidità, frutto maturo e una raffinata dote tannica, lungo e persistente il finale.
Taurasi Docg Vallicelli 2020 Tenuta Capaldo Feudi di San Gregorio
Dall’omonima vigna a 500 metri d’altitudine si presenta di un bel rosso rubino dai riflessi cupi e profondi al naso è intenso e complesso su note di frutti scuri maturi, violette candite, agrumi scuri, ma anche cioccolato amaro, sigaro, balsami e grafite. Sorso opulento e avvolgente ma ben bilanciato dall’acidità e ben sostenuto da una trama tannica fitta, robusta ma elegante, speziato e infinito il finale.
Rosso Riserva Furore Rosso Riserva 2022 Marisa Cuomo Elegantissimo, nitido e avvolgente an naso dalle note di frutti rossi maturi, liquirizia, macchia mediterranea, erbe aromatiche, sottobosco estivo, tabacco scuro, spezie e frutta secca tostata. Al palato è avvolgente ricco di tannini ben estratti e maturi, dolci e succosi, ben integrati al frutto, mentre sono acidità e sapidità a verticalizzarlo, rinfrescarlo e dargli profondità.
Sannio Doc Aglianico Manent 2022 Terre Stregate
Bouquet dalle invitanti note di frutta rossa fresca, mirto ed altre erbe mediterranee e spezie dolci, in bocca è tonico, fresco leggermente sapido, ricco di frutto fragrante, tannini maturi e levigati e di piacevole beva.
Focus - La Campania: i dati di produzione e di filiera
La Campania è una regione di media importanza nel panorama vinicolo italiano, dal punto di vista delle quantità prodotte. Nell’ultimo quindicennio occupa stabilmente le posizioni tra l’ottava e la decima sui volumi trasformati dalle singole regioni, che qui rappresentano tra il 2 e il 4% del totale nazionale, mentre è stimata intorno al 2,5% la quota di vini rivendicati attraverso una denominazione di origine. Accanto al dato quantitativo, dunque, assume particolare rilievo la componente qualitativa: una quota significativa della produzione regionale è infatti rivendicata attraverso denominazioni di origine e indicazioni geografiche, a conferma della forte vocazione identitaria del comparto vitivinicolo campano.
Gli ultimi dati consolidati indicano per la Campania una produzione annua intorno a 1 milione di ettolitri di vino, con oscillazioni recenti legate all’andamento climatico: dalla vendemmia 2022, che ha registrato 1,03 milioni di ettolitri (pari all’1,9% del totale nazionale), fino alle annate più recenti caratterizzate da una maggiore variabilità produttiva.
Dal punto di vista della tipologia, la produzione regionale si mantiene sostanzialmente equilibrata, con una leggera prevalenza dei vini rossi e rosati (52%) rispetto ai vini bianchi (48%).
La superficie vitata campana si attesta intorno ai 25.500-26.000 ettari, pari al 4% del vigneto nazionale. Di questi, oltre l’85% risulta idoneo alla produzione di vini a Denominazione di Origine, mentre la quasi totalità delle superfici è abilitata alla produzione di vini a Indicazione Geografica.
La distribuzione del vigneto regionale conferma una forte concentrazione nel Sannio, principale bacino produttivo della Campania. La ripartizione per provincia, in ordine decrescente di superficie, evidenzia:
Provincia di Benevento: 10.500 ha (oltre il 40% della superficie regionale)
Provincia di Avellino: 6.200 ha (24%)
Provincia di Salerno: 4.300 ha (17%)
Provincia di Caserta: 2.500 ha (10%)
Città Metropolitana di Napoli: 2.000 ha (8%)
La filiera vitivinicola campana conta 475 cantine imbottigliatrici censite dal registro Icqrf e oltre 40.000 aziende agricole con superfici vitate, secondo lo schedario Agea aggiornato al 2024.
L’economia del vino campano genera un valore aggiunto stimato tra 150 e 170 milioni di euro, secondo i più recenti dati Istat. Di questi, oltre 100 milioni di euro derivano dai vini a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica, come rilevato dall’Osservatorio Ismea-Qualivita, a conferma del peso crescente della componente qualitativa. Nel complesso, il comparto rappresenta il 3-4% del valore vinicolo nazionale.
Le indicazioni geografiche del vino campano comprendono 4 Docg, 15 Doc e 10 Igt, per un totale di 29 denominazioni di qualità riconosciute, a testimonianza della ricchezza, della biodiversità e della forte identità territoriale della viticoltura regionale.
Focus - Le 10 aree viticole della Campania
Ecco le 10 aree viticole, in ordine geografico, procedendo da Nord verso Sud, della Campania:
1 - Alto Casertano - Provincia di Caserta
Doc (Dop): Falerno del Massico, Galluccio
Igt (Igp): Roccamonfina, Campania
2 - Colline Caiatine - Terre del Volturno - Provincia di Caserta e Città Metropolitana di Napoli
Doc (Dop): Casavecchia di Pontelatone, Aversa / Asprinio d’Aversa
Igt (Igp): Terre del Volturno, Campania
3 - Sannio - Provincia di Benevento
Docg (Dop): Aglianico del Taburno
Doc (Dop): Sannio, Falanghina del Sannio
Igt (Igp): Beneventano, Dugenta, Campania
4 - Irpinia - Provincia di Avellino
Docg (Dop): Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino
Doc (Dop): Irpinia
Igt (Igp): Campania
5 - Campi Flegrei e Isole dell’Arcipelago Campano - Città Metropolitana di Napoli
Doc (Dop): Campi Flegrei, Ischia, Capri
Igt (Igp): Pompeiano, Epomeo, Campania
6 - Vesuvio - Città Metropolitana di Napoli
Doc (Dop): Vesuvio
Igt (Igp): Catalanesca del Monte Somma, Pompeiano, Campania
7 - Penisola Sorrentina - Città Metropolitana di Napoli
Doc (Dop): Penisola Sorrentina
Igt (Igp): Pompeiano, Campania
8 - Costiera Amalfitana - Provincia di Salerno
Doc (Dop): Costa d’Amalfi
Igt (Igp): Colli di Salerno, Campania
9 - Colli Salernitani e Picentini - Provincia di Salerno
Igt (Igp): Colli di Salerno, Campania
10 - Cilento e Vallo di Diano - Provincia di Salerno
Doc (Dop): Cilento, Castel San Lorenzo
Igt (Igp): Paestum, Colli di Salerno, Campania
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