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L’alcolismo passa anche per pochi millilitri. Dal 1700 ad oggi, l’aumento delle dimensioni dei bicchieri (fino a 7 volte in 300 anni) può aver contribuito al consumo di alcool. Così uno studio della University of Cambridge sul British Medical Journal

L’alcolismo passa anche per pochi millilitri. Dal Settecento ad oggi, infatti, con un’accelerazione avvenuta nell’ultimo ventennio, le dimensioni dei bicchieri sono aumentate di sette volte (in 300 anni si è passati da 66 millilitri nel 1700 a 449 nel 2017), una differenza che ha molto probabilmente influito in modo positivo sul consumo di alcool, che si è intensificato a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Lo rivela uno studio pubblicato dagli esperti dell’Istituto di Salute Pubblica della University of Cambridge sul British Medical Journal (www.bmj.com).
Secondo gli esperti l’aumento delle dimensioni dei bicchieri riscontrato nella loro indagine (411 in totale, di diversa provenienza, dai musei ad eBay) ha contribuito non poco all’aumento dei consumi di alcolici, specie del vino. L’alcol è il quinto più grande fattore di rischio per morte prematura e disabilità nei paesi ricchi.
Il consumo di alcolici, di vino in particolare, è enormemente aumentato dagli anni Sessanta, per fattori tra cui il marketing la maggiore disponibilità e facilità di accesso, i costi ridotti e alla portata di tutti. Il consumo di vino è aumentato di quasi 4 volte durante il periodo che va dal 1960 al 1980, ed è quasi raddoppiato tra il 1980 e il 2004.

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