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La favola della Mortadella, la “regina” dell’Emilia Romagna, che ha conquistato il mondo

La racconta, nel suo ultimo libro, il “Gastronauta” Davide Paolini, pioniere nello scardinare i classici abbinamenti, come con “Favola e Champagne”

“La tradizione è un’innovazione riuscita”. Chissà se Oscar Wilde, tra i più grandi poeti di sempre, si sarebbe mai immaginato che una delle sue frasi più celebri sarebbe stata perfetta per raccontare la mortadella. È così, secondo il giornalista, scrittore e “Gastronauta”, Davide Paolini, che la cita per sottolineare come anche i prodotti e i gesti più radicati nascano, in origine, da un atto creativo capace di attraversare il tempo. Come è stato, 30 anni fa, per il brevetto della mortadella “Favola”, protagonista del suo ultimo libro, “Una Favola di Mortadella”, nel quale narra il territorio da cui è nata, la storia della famiglia Palmieri e l’intuizione che, dal cuore dell’Emilia Romagna, ha dato vita a uno dei prodotti più iconici ed amati in Italia e nel mondo dell’arte salumiera italiana.
Era il 2002 quando Davide Paolini fece conoscere “Favola”, la prima mortadella insaccata e cotta nella cotenna, al grande pubblico con un articolo sulla sua storica rubrica “A me mi piace” su “Il Sole 24 Ore”, per poi consacrarla definitivamente sulla scena internazionale con la partecipazione alla prima edizione di “Taste” a Firenze (nel 2006, ndr), l’evento di Pitti Immagine dedicato alle eccellenze del food contemporaneo, ideato dal “Gastronauta”. In quello stesso articolo Paolini scardinava i canoni dell’abbinamento tradizionale, proponendo “Favola e Champagne, ostriche e Lambrusco”: un cambio di prospettiva che ha contribuito a riscrivere il linguaggio del gusto contemporaneo.
“Una Favola di Mortadella” (Gruppo Editoriale, 2026, pp. 176, prezzo di copertina 28,5 euro) ripercorre la storia di quattro generazioni della famiglia Palmieri: a cominciare dalla piccola bottega con laboratorio aperta dal bisnonno Emilio Palmieri a Modena, per poi spostarci a San Prospero, con l’inaugurazione del nuovo grande stabilimento su iniziativa del figlio Carlo, fino ad arrivare al brevetto del 1996, quando nasce Favola. Un percorso portato avanti negli anni da Massimo, Marcello e Michele, oggi affiancati da Francesco e Margherita Palmieri.
Un volume che, attraverso parole e immagini inedite realizzate dal fotografo Dario Garofalo, stimola il gusto e l’olfatto, svelando ciò che rende questa “Favola unica”: la selezione rigorosa delle materie prime, la ricetta semplice ed esclusiva, tramandata nel tempo, l’innovazione dell’involucro in cotenna cucito a mano in quella che è a tutti gli effetti una vera e propria sartoria e la lenta cottura negli antichi forni in pietra, salvati dal devastante terremoto del 2012 che colpì l’Emilia. Un capitolo doloroso, affrontato anche grazie alla straordinaria solidarietà del territorio e degli altri salumifici, che portò alla rinascita dell’azienda e all’inaugurazione del nuovo stabilimento a soli 435 giorni dal sisma. Un racconto di un territorio, di una famiglia e di un’idea che ha attraversato il tempo, dimostrando che l’innovazione più autentica nasce dal rispetto profondo per ciò che viene prima.

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