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ANTEPRIME DI TOSCANA

L’“Altra Toscana”, meno celebre ma altrettanto ricca di bellezza e fascino, alla prova del bicchiere

Le 13 Denominazioni da scoprire della Regione, dalla Cortona del Signorelli a Pienza, “città perfetta”del Rinascimento

Le “Anteprime di Toscana 2022” - inaugurate nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze, dalla rockstar (ma anche produttrice in Chianti Classico, ndr) Gianna Nannini - vivono l’ultimo atto con una giornata dedicata all’“Altra Toscana”, quella delle denominazioni meno celebri, ma non per questo meno ricche di bellezza e fascino, nei territori e nei calici, in un’altra location d’eccezione, quella del Complesso Museale di Santa Maria Novella. Qui, assaggi un Valdarno di Sopra e pensi al paesaggio della Gioconda, con un Carmignano la mente va alle Ville Medicee, ed i vini di Maremma e il Montecucco si rivelano un’immersione nella natura libera e selvaggia. Mentre con un’Orcia l’immagine che si ha davanti è Pienza, “città perfetta del Rinascimento”, e se con un’etichetta di Cortona il pensiero va agli affreschi del Signorelli, degustando un Colline Lucchesi ci si immagina di passeggiare sulle mura di Lucca, e lo stesso si può dire anche con un calice di Chianti Rufina, un Terre di Casole o un Terre di Pisa.
13 denominazioni toscane, e i Consorzi di Carmignano, Chianti Rufina, Colline Lucchesi, Cortona, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Terre di Casole, Terre di Pisa e Valdarno di Sopra che hanno deciso di fare squadra, sotto l’egida del presidente Avito (che è il “Consorzio dei Consorzi dei Vini di Toscana”, ndr) Francesco Mazzei, in un tentativo tutto da costruire per promuovere le diversità ambientali, geologiche, climatiche, viticole ed enologiche che arricchiscono la Toscana e ne rappresentano eccellenze e particolarità ancora in parte da scoprire.
“L’Altra Toscana vuole essere un contenitore di diversità, è questa la forza del gruppo creato ad hoc per le Anteprime di Toscana, auspicando che questo sia l’inizio di un percorso. In queste zone si collocano una serie di denominazioni diverse - spiega il presidente Francesco Mazzei - ognuna con le sue peculiarità, alcune con una storia davvero molto antica come Carmignano, Valdarno di Sopra e Chianti Rufina, che comparivano già nel Bando di Cosimo III de’ Medici. L’Altra Toscana credo che sia anche un’opportunità per poter proporre in un solo appuntamento una gamma di biodiversità straordinaria fatta di Doc e Docg con una dimensione media più piccola rispetto alle grandi denominazioni, dove si gestisce il vigneto con grande attenzione, spesso in regime biologico o biodinamico”.
Una Toscana del vino sicuramente meno conosciuta ma altrettanto interessante, dove la viticoltura biologica primeggia e dove molteplici realtà, anche di piccole dimensioni, coltivano la vite da secoli. Una forte tradizione qui infatti si intreccia anche con approcci “alternativi” - in vigna e in cantina - proponendo una scelta ampia e curiosa. 12 milioni sono le bottiglie che ogni anno vengono immesse sul mercato da queste 13 denominazioni, per una scelta ampia e curiosa, dominata dal Sangiovese, ma dove la diversità è proprio il valore aggiunto di questo gruppo: uno spaccato vitivinicolo della Regione senz’altro meno noto ma non per questo meno interessante. A proposito di unicità, come ricorda Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio Vini Montecucco, “nel Montecucco esiste un’espressione del territorio, vera e riconoscibile, che si riflette completamente nel vino, e che diventa autenticità stessa del Sangiovese e del nostro Vermentino. È proprio questa la nostra carta vincente, l’autenticità, che viene ulteriormente esaltata dalla sensibilità dei produttori rispetto alle tematiche ambientali. In Montecucco circa l’85% di produzione è bio-certificata. Il nostro vino è un vascello di valori identitari e unici, ci auguriamo che una fetta sempre più ampia di consumatori internazionali inizi a conoscerlo e a ricercarlo”. Luca Sanjust, presidente del Consorzio Valdarno di Sopra, ricorda, invece, come la denominazione di cui è alla guida sia “forte di una crescita della produzione certificata che si attesta sul 10% annuo, con una crescita degli associati del 15% e con un aumento significativo dell’utilizzo delle menzioni vigna e dei relativi toponimi in etichetta, segno del riconoscimento valoriale dei suoi terroir e della loro particolare vocazione”. Ed ancora, Paolo Caciorgna, presidente Consorzio Terre di Casole, sottolinea come “i nostri viticoltori, circa 20 anni fa, decisero di darsi un disciplinare che permettesse loro di valorizzare le singole peculiarità e quelle del territorio. Siamo convinti che ogni singola denominazione possa dare il proprio contributo per consolidare e accrescere la reputazione del brand Toscana, così come il Marchio Toscana accresce il valore dei nostri prodotti e delle nostre denominazioni. Per questo a breve chiederemo, come Consorzio Terre di Casole, di poter riportare “Toscana" nelle nostre etichette“.
Le Denominazioni protagoniste, è bene ricordarlo, sono prodotte in areali molto diversi della Toscana, da quelli collinari prospicienti la città di Lucca a quelli a sud di Pisa, che da San Miniato si spingono fin quasi a lambire la costa, dalla piccola area ad ovest di Siena intorno a Casole d’Elsa alla Maremma grossetana e all’area amiatina del Montecucco, dalla zona del Rufina a nordest di Firenze lungo il corso del fiume Sieve alla piccola area ad ovest di Firenze tra Poggio a Caiano e Carmignano, dalla splendida Val d’Orcia alla Val di Chiana con le colline del Valdarno di Sopra tra Firenze e Arezzo ai colli di Cortona oltre il canale Maestro della Chiana, quasi a lambire il Lago Trasimeno.

Tante enclave viticole di grande fascino, da cui lo staff  WineNews ha estrapolato i 10 migliori assaggi per l’“Anteprime di Toscana 2022”.
Valdifalco, Maremma Toscana Vermentino 2021
Vino delicatissimo nei profumi, di distende morbido e iodato in bocca, lasciandola citrina e dolcemente vanigliata
Villa Saletta, Toscana Rosato Rosé 2020
Inaspettatamente complesso in dolcezza, freschezza e profondità, dal sorso dissetante
Amerighi, Cortona Syrah 2019
Vino largo e dolce, sia nei profumi che in bocca, ha una vena vegetale che solleva e accompagna il sorso fino alla fine
Tenuta di Capezzana, Carmignano C. Villa di Capezzana 2020
Una garanzia da tempo. Agrumi e piccoli frutti rossi, dal sorso intenso e centralissimo
Petrolo, Valdarno di Sopra Sangiovese Boggina A 2019
Un Sangiovese accogliente e chiaro, dalle note fruttate e vegetali e dal tannino saporito
Tenuta di Nipozzano, Chianti Rufina Vecchie Viti Riserva 2019
I profumi inizialmente riservati, rivelano una complessità di frutta e spezie armoniose, in un sorso fresco ma aderente il giusto
Capitoni, Orcia Sangiovese Troccolone 2021
Ribes rossi e succo di arancia, rendono scorrevole un Sangiovese caldo e piacevolmente sapido
Collemassari, Montecucco Rosso Riserva 2017
Spiccatamente fruttato, con tocchi freschi di fieno e iodio, per un sorso aderente e pepato nel finale
Valgiano, Colline Lucchesi Palistorti 2019
Vino dolce di frutta e scuro di sottobosco, dove dolcezza, amaro e sapidità danno tridimensionalità al sorso
Cupirosso, Maremma Toscana Sangiovese Suadente Bio 2019
Di nome e di fatto, è un vino gioioso di ciliegia e iodio, fiori bianchi e balsami marini, che disseta e pulisce.

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