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DA ALBA, NELLE LANGHE

L’appello dell’Italia: equiparare vino e alcol colpisce anche l’enoturismo nell’anno di ripartenza

Forum Unwto ha riunito Ministri di 8 Paesi sulle linee guida del settore che è la “forza” del turismo mondiale. I trend di Roberta Garibaldi (ad Enit)

“Dal trattamento dei dati in maniera uniforme all’innovazione, dalla promozione alla digitalizzazione, si va verso una politica del turismo sempre più concreta e organizzata che è quella che ci serve. Sono momenti particolarmente complicati, perché dopo la fine della pandemia siamo di nuovo in un anno che sembrava messo benissimo con una ripartenza fortissima del turismo, ma abbiamo il problema del caro energia e ci complichiamo la vita uniformando il vino all’alcol (con la presa di posizione dell’Oms, ndr). In questi giorni abbiamo ribadito che dietro ogni bottiglia di vino c’è un territorio e ci sono secoli di lavoro di generazioni che l’hanno plasmato e reso bellissimo, come le Langhe, mentre quell’idea “malsana” non rispetta la cultura delle Nazioni. Ma siamo ottimisti e pensiamo che finirà nel cestino. Intanto c’è tanto da fare ed abbiamo definito le linee guida comuni con gli esponenti degli altri Governi che abbiamo accolto con piacere in Italia, perché il turismo per definizione non è solo far venire stranieri nel proprio Paese, ma è anche andare noi a visitare gli altri, e a favorirlo sono l’apertura e gli scambi. Ci ritroveremo l’anno prossimo in Spagna per continuare a sviluppare ma anche per proteggere un settore che è il filo conduttore di tutto il turismo ma è fragile, perché dalla ricezione alla ristorazione è tutto collegato e se si rompe un pezzo si rompe tutta la filiera”. Lo ha detto il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia in chiusura del “Forum Mondiale dell’Enoturismo” n. 6 che ha riunito ad Alba 8 Ministri, di Bulgaria, Georgia, Grecia, Moldavia, Portogallo, San Marino e Serbia, sulla strategia politica e sul sostegno alla ripresa del turismo mondiale, alle prese con rincaro dei costi, la guerra e la mancanza di personale, ma all’interno del quale il turismo rurale nei territori rappresenta la chiave per una ripartenza vera, innovativa e sostenibile, secondo l’Unwto, l’Organizzazione mondiale del turismo dell’Onu guidata dal segretario generale Zurab Pololikashvili, che ha promosso il Forum per la prima volta in Italia.
Un settore che ha un grande potenziale ancora da sviluppare sul quale bisogna investire perché “il turista è cambiato e le nuove generazioni in particolare vogliono un enoturismo diverso, rispettoso dell’ambiente e fuori dai classici percorsi, il cosiddetto “turismo lento” che non ha ancora i numeri di quello di massa ma che si stanno allineando; perché rappresenta la “porta d’accesso” per conoscere la vita vera di un territorio e perché il 90% dei turisti che viene in Italia e fa un’esperienza enogastronomica deve farla di qualità, perché se alzi la qualità in un settore che è strategico per tutto il turismo, gli effetti si distribuiscono in tutta l’offerta turistica - ha detto Garavaglia - e tutto questo bisogna farlo per rendere il settore meno fragile di fronte a shock esterni come è stato il Covid e come lo è adesso il caro energia”.
Per questo, ha sottolineato Mariam Kvrivishvili, Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Sostenibile della Georgia, il ruolo di tutti i Governi è fondamentale nell’identificare le opportunità e garantire che si trasformino in storie di successo, sostenendo con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione, soprattutto economici, il settore privato, a partire dalla produzione di vino, ha ribadito Sofia Zaharaki, Ministro del Turismo della Grecia, e attraverso la collaborazione tra Ministeri, hanno detto Ilin Dimitrov, Ministro del Turismo della Bulgaria, e Sergiu Prodan, Ministro della Cultura della Moldova. La collaborazione tra pubblico e privato è sempre più fondamentale per la crescita del settore, secondo Rita Marques, Segretario di Stato del Turismo, Commercio e Servizi del Portogallo, che deve essere sostenibile e rispettosa delle esigenze delle comunità locali, con le quali è fondamentali allo stesso modo dialogare. Consapevoli, ha ricordato Federico Pedini Amati, Segretario di Stato per il Turismo di San Marino, che l’enogastronomia dei nostri Paesi è un valore aggiunto che ci consente di farci conoscere nel mondo, e rappresenta un’occasione di rilancio per quelli che hanno avuto una storia difficile e più recente, ha aggiunto Tatjana Matic, Ministro del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni della Serbia, e che vanno sostenuti anche attraverso la cooperazione e gli accordi internazionali.
Il Forum è stato l’occasione per condividere esperienze e case history di successo, e che hanno dimostrato anche negli anni difficili della pandemia, la resilienza del turismo del vino, capace di reinventarsi e recuperare i suoi numeri grazie a politiche, strategie e ad una formazione continua sempre aperte al cambiamento, all’innovazione digitale ed alla sostenibilità, testimoniate da David Mora, fondatore della “Wine Tourism School” e coordinatore del Master in Turismo Enogastronomico del Basque Culinary Center, ma anche da Sofía Ruiz Cavanagh, fondatrice e ceo di Wineobs.com, portale che riunisce wine experience dal Canada all’Argentina, vincitore del “Best Of Wine Tourism 2022” delle Great Wine Capitals come esperienza innovativa nel turismo del vino. Martin Lhuillier, responsabile del settore “Enoturismo” di Atout France, l’Agenzia per lo Sviluppo del turismo francese del Ministero del Turismo di Francia, ha sottolineato come “visite e degustazioni non bastano più, perché abbiamo di fronte consumatori che vogliono conoscere il vino sempre di più”. E questo si traduce in esperienze che provengono da tutto il mondo, e dai territori del vino più importanti, dall’Argentina, con la cantina Bodegas Zuccardi, fondata a Mendoza a metà Novecento dalla famiglia Zuccardi, originaria di Avellino, e “The World’s Best Vineyards 2021”, alla Spagna, con il Museo del Vino della Bodega Vivanco ne La Roja, vincitore del premio “Travellers’ Choice 2022” di TripAdvisor, e all’Italia, dove è nata l’Urban Vineyards Association (Uva), che ad oggi riunisce 11 vigneti di città situati in tutto il mondo, da Torino a Milano, da Venezia a Siena, da Catania a Palermo, da Parigi a Lione, da Avignone a New York. “La pandemia ci ha insegnato ancora di più l’importanza del rapporto diretto con il consumatore, al quale raccontare di persona la nostra storia accogliendolo nelle aziende - ha detto Luca Balbiano, fondatore e presidente dell’Associazione - per mostrare come avviene il nostro lavoro e tutti gli sforzi che facciamo per fare la differenza, anche dal punto di vista della sostenibilità, e come questo valga anche un prezzo più alto dei nostri vini. Ma siamo anche “custodi” dei nostri territori, la cui bellezza è dietro ai nostri vini, che sono aperti all’enoturismo, la cui crescita a livello mondiale deve essere però sostenibile e rispettosa delle esigenze dei nostri territori, dal punto di vista sociale, culturale, economico ed ambientale”.
Un settore che guarda al futuro attraverso una nuova “lente” che è anche quella di sviluppare un nuovo modo di misurarlo, come ha spiegato nei giorni scorsi, a WineNews, Alessandra Priante, direttore Europa Unwto, e che vede insieme in un Gruppo di Lavoro l’Unwto con l’Oiv-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, a dimostrazione di come la crescita del turismo del vino va di pari passo con quella della produzione di vino nel mondo, e per far sì che siano sostenibili nei numeri come nell’offerta.
Il Forum, è stata “un’occasione speciale per la promozione del nostro territorio, ma anche una grande opportunità per accrescere la nostra consapevolezza e quella delle persone che hanno progettato il nostro turismo locale, lasciando un’eredità per il futuro”, ha detto in conclusione il sindaco di Alba Carlo Bo. “Portiamo nel cuore il rispetto profondo per la nostra terra ed i suoi prodotti che dobbiamo salvaguardare - ha sottolineato Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte ai Ministri chiedo anche una sensibilità per difendere il vino e la sua identità. Il vino è cultura, non è alcol, ed equipararli è un errore profondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha fatto ed ha addirittura equiparato il consumo del vino al fumo, auspicando una diminuzione dei consumi del 10% e invitando gli Stati ad adottare misure di tassazione finalizzate a ridurli. Il vino non è solo una “forza” economica che ha portato ricchezza ai nostri territori, è la nostra cultura, la stessa che possiamo ritrovare in un dipinto o in un monumento, fatta della nostra storia e della nostra identità, e per questo lo difendiamo. E dobbiamo educare i nostri giovani al suo valore, perché non è dicendo loro che il vino è alcol che avremo domani meno consumatori di un prodotto che rappresenta anche la cultura del rispetto della terra e della sostenibilità”.
Infine, la simbolica cerimonia di passaggio dell’anfora dall’Italia alla Spagna, Paese che ospiterà il prossimo “Forum Mondiale dell’Enoturismo n. 7” che si terrà nel 2023 nella Rioja, attraverso il quale, così come è avvenuta da Alba, ha detto in collegamento il Ministro del Turismo Reyes Maroto, stiamo dimostrando “come dietro ad una bottiglia di vino c’è la storia dei nostri Paesi, e come la sua produzione, senza la quale non ci sarebbe l’enoturismo, è in grado di favorire lo sviluppo e la crescita sostenibile degli Stati” .

I 10 trend dell’enoturismo secondo Roberta Garibaldi, ad Enit, autrice del “Rapporto sul Turismo del Vino in Italia”
1. Il vino tra cultura e tradizione
526 vini certificati, 6 beni materiali ed immateriali riconosciuti come patrimonio dell’umanità, 3 città creative Unesco per l’enogastronomia e 2 Paesaggi dalla Fao. Questi i primati che l’Italia vanta a cui si aggiungono i paesaggi rurali storici che da nord a sud caratterizzano il Belpaese. In quest’ottica, il patrimonio, unito a conoscenze, tradizioni, usi e costumi della gente, esercita una grande attrattiva per il turista e funge da stimolo al viaggio.
2. Oltre la sostenibilità ambientale: la sostenibilità sociale
Attenzione all’ambiente e dimensione sociale sono valori imprescindibili e discriminanti nelle scelte per il consumatore ed il turista. In particolare, 7 turisti italiani su 10 si dichiarano più propensi a visitare un’azienda di produzione se anche questa ha in essere progetti di sostegno alla comunità locale. La filiera vitivinicola italiana, infatti, è caratterizzata da una spiccata propensione ad iniziative di sostenibilità ambientale e si connota sempre più per progetti volti verso i benefici per i dipendenti che verso la comunità ed il territorio in cui operano.
3. Vivere gli spazi aperti
Tour in bicicletta, e-bike, mountain bike, trekking del vino e del gusto, combinando modalità attive e slow. È questo il vero sapore del settore vinicolo ripartito a seguito della pandemia con l’obiettivo di riproporre, in maniera innovativa, il piacere della scoperta enogastronomica nel territorio. I vigneti, dall’essere semplici luoghi produttivi, sono divenuti il vero cuore pulsante dell’esperienza che convoglia oltre la metà dei turisti italiani.
4. Nature bathing
Benessere, corsi di yoga e pilates e lezioni di arte nei vigneti, così come immersioni nella natura, sono la cornice che arricchisce ormai i trattamenti a base di vino delle cantine italiane. Il viaggio enoturistico si è trasformato in un’occasione per rigenerarsi, riprogrammare le proprie abitudini, tanto che per il 50% dei turisti italiani sceglie le spa a tema vino e il 40% per corsi di pittura.
5. Un nuovo link tra urbano e rurale: gli hub enogastronomici
Il modo rurale entra in città con le vigne urbane e i mercati che divengono un’autentica esperienza. I musei del gusto che diventano hub uniscono mondi geograficamente distanti, facilitando i turisti nella scoperta della cultura enologica e gastronomica con il 60% degli italiani che li ricerca nei propri viaggi.
6. L’accoglienza in cantina a 360 gradi
L’enoturismo italiano si trasforma anche nelle sue modalità di accogliere il turista per un’esperienza a 360°. Le cantine si legano agli alberghi, offrono nuove proposte di pernottamento nei vigneti (wine glamping), e creano ristoranti gourmet al loro interno dove il vino si accompagna a piatti di eccellenza a base di prodotti locali. Il 48% degli italiani desidera pernottare in un albergo tematico, il 25% in glamping, il 68% pranzare o cenare in cantina.
7. Il nuovo enoturista
Oggi il turista è divenuto più esigente, attivo, innovativo. Ricerca nuove e più coinvolgenti esperienze in grado di emozionarlo, arricchirlo, soddisfare le sue più svariate esigenze. Nuovi target si sono affacciati sul mercato, confermando che il viaggio enoturistico non è solo più appannaggio degli appassionati, ma affascina un pubblico ampio fatto di single, famiglie con bambini, donne e giovani. Le cantine italiane si stanno muovendo nella direzione di diversificare le proprie esperienze, hanno attivato crm e wine club per offrire proposte capaci di soddisfarli adottando un approccio data-driven.
8. Le nuove connessioni del vino
Cantine site in dimore storiche e castelli così come in edifici contemporanei realizzati da architetti di fama nazionale ed internazionale, aziende con installazioni artistiche visitabili dal pubblico o con eventi musicali, letterali, teatrali. In Italia, il vino si unisce alla storia, al design ed alle arti, dando vita ad espressioni ed esperienze uniche. Il vino, inoltre, trova nuovi significati nel suo abbinarsi alla gastronomia, con ristoranti gourmet e wine bar in cantina, portando le cantine ad essere spazi dove svolgere meeting ed attività aziendali nell’amenità dei paesaggi rurali.
9. L’evoluzione del marketing
Nuove esperienze nel metaverso, nft, gaming e realtà aumentata sono le nuove sfide. Dalle neuroscienze al digitale, il marketing del turismo del vino si trasforma ponendo al centro le degustazioni digitali che sono apprezzate dai turisti sia nel pre che nel post-experience (rispettivamente dal 48% e dal 50% dei turisti italiani). Netflix presenta i nostri prodotti in film e fiction, i processi produttivi diventano fumetti, con tiktok e reels sempre più accattivanti.
10. La pianificazione strategica
Nuove “Linee Guida per lo Sviluppo dell’Enogastronomia nel Turismo” che Enit ha la missione di redigere, grazie all’input del Ministero del Turismo e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per valorizzare i prodotti agroalimentari e vinicoli, la cultura agroalimentare con il brand “Made in Italy”. Al centro le quattro ambizioni che il piano vuole raggiungere: (1) preservare il patrimonio attraverso il turismo; (2) sviluppare l’offerta, innovandola ed arricchendola; (3) fare rete, per integrare prodotti e servizi turistici, connettere aree urbane e rurali; (4) comunicare e promuovere, accrescendo l’attrattività e l’accessibilità dell’offerta italiana nel mondo.

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