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VINI E INVESTIMENTI

Liv-ex 1000, a luglio l’indice del mercato secondario dei fine wine cresce del +0,5%

Da inizio anno il sotto indice più performante è l’Italy 100 (+2,78%), e le etichette italiane hanno mosso il 7,6% degli scambi
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Fine wine, cresce ancora il Liv-Ex, Italy 100 il top performer da inizio anno

Continua a crescere il Liv-ex 1000, l’indice “degli indici” del mercato secondario dei fine wine, che da qualche giorno ha aggiornato la sua classificazione (che oggi conta 349 vini da 9 Paesi, di cui 39 italiani, tre dei quali in prima fascia, ossia ad un prezzo superiore alle 2.877 sterline a cassa: (Bruno Giacosa Barolo Vigna Rocche Riserva a 5.923 sterline, Masseto a 5.517 sterline e Biondi Santi Brunello di Montalcino Riserva a 3.583 sterline), e che, a luglio 2019, ha fatto segnare un avanzamento del +0,5% sul mese di giugno, con i due sotto-indici principali, il Liv-ex 100 ed il Liv-ex 50, che fanno segnar,e rispettivamente, il +0,27% ed il +0,42%. Meglio hanno fatto il Bordeaux Legends 50 (+0,75%), il Burgundy 150 (+1,05%), lo Champagne 50 (+0,79%) ed il Rhone 100 (+0,80%), ma chiudono in territorio positivo anche il Bordeaux 500 (+0,14%) e l’Italy 100 (+0,37%), mentre il Rest of the World 50 chiude al -0,98%.
Da inizio anno, però, l’indice più performante è quello degli italiani, cresciuto del +2,78%
, mentre i vini di Borgogna segnano, nonostante il recupero di luglio, la performance peggiore: -5,24%. Nel contempo, il volume d’affar delle bottiglie scambiate sul mercato secondario, ha superato per la prima volta le 70 milioni di sterline, con una suddivisione degli scambi a luglio che vede Bordeaux stabilmente in testa (58,1%), Borgogna (21,8%), Italia (7,6%), Champagne (7,2%), Rodano (2,3%), Resto del Mondo (2%) e Usa (1%).
Tra le etichette che vanno meglio, in termini di quotazioni, al top lo Chambertin 2015 di Armand Rousseau (+13,8%, a 26.636 sterline a cassa), il Grande Rue 2015 di François Lamarche (+13,7%, a 5.250 sterline), lo Chateauneuf du Pape 2015 di Beaucastel (+8,1%, a 486 sterline), il Cristal 2009 di Louis Roederer (+7,6%, a 1.600 sterline) e lo Chablis 2016 di Montée Tonnerre (+6,4%, a 2.096 sterline). In calo netto, invece, il Clos Roche Vv 2016 di Domaine Ponsot (-7,2%, a 3.800 sterline a cassa), il Clos Tart 2016 di Domaine Clos Tart (-6,8%, a 4.769 sterline), il Vosne Romanée Beaumonts 2015 di Domaine Leroy (-5,1%, a 3.800 sterline), Yquem 2001 (-4,5%, a 3.800 sterline) e Chateau Smith Haut Lafitte 2009 (-4,4%, a 1.860 sterline).

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