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LO SCENARIO

L’Ucraina torna a far parte dell’Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino)

Un evento (anche) simbolico in questa fase storica. Con una superficie vitata di 41.000 ettari è il Paese n. 31 al mondo per estensione del vigneto
OIV, UCRAINA, vino, Mondo
I vigneti di Villa Tinta Winery, in Ucraina, nella zona di Odessa

Un ritorno importante, anche dal punto di vista simbolico: dal 30 ottobre, l’Ucraina tornerà a far parte dell’Oiv, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, guidata da Luigi Moio, portando così a 49 il numero totale degli Stati membri.
L’Ucraina ha una superficie vitata di 41.800 ettari, che la rende il Paese n. 31 al mondo per estensione del vigneto, e nel 2021 ha prodotto 660.000 ettolitri di vino. Il tasso di consumo ha avuto un andamento in lieve crescita fino allo scoppio della guerra nel 2022. Il Paese era già stato un membro attivo dell’Oiv dal 1997 al 2008. In quanto firmataria dell’Accordo del 3 aprile 2001, lo scorso 30 settembre il Paese ha chiesto il reintegro nell’Oiv ratificando l’Accordo. In quanto membro dell’Oiv, l’Ucraina potrà avvalersi delle informazioni, della cooperazione e dei servizi offerti da una rete di circa 1.000 esperti. Tale rete le consentirà di partecipare a decisioni fondamentali relative all’evoluzione di questo settore così rilevante e di esprimere le proprie posizioni. La cooperazione tra gli Stati membri nell’Oiv è un elemento fondamentale per una comunicazione migliore, una legislazione più efficace e quindi più trasparente, e un commercio più proficuo nel settore vitivinicolo.
Inoltre, in quanto Stato pienamente membro, l’Ucraina potrà partecipare al Congresso mondiale della Vigna e del Vino, edizione n. 43, ed essere rappresentata nell’assemblea generale, di scena il 4 novembre a Ensenada, Bassa California (Messico). Prima della guerra (e dopo la perdita della Crimea), l’Ucraina enoica (info su Wine of Ukraine) contava poco più di 50 cantine, per 41.800 ettari vitati e ben 180 varietà diverse (specie francesi ed italiane). Oggi, a causa della guerra, i vignaioli ucraini, come ovvio, si trovano in una fase di grande difficoltà e il futuro del comparto appare quanto mai incerto.

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