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CIBO & INTEGRAZIONE

“Mare Nostrum”, interpretazione tunisina di un piatto millenario, il miglior cous cous al mondo

Il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo premia il piatto di Nabil Bakouss del ristorante Joia di Milano dello chef stellato Pietro Leemann

“Mare Nostrum”, un cous cous al gambero rosso, harissa grigliata e hummus al finocchietto, originale interpretazione di un piatto millenario, firmato da Nabil Bakoussdello del ristorante Joia dello chef stellato Pietro Leemann, coadiuvato dagli chef Youssef Abdelli e Lamjed Hosni: ecco il miglior cous cous del Campionato del mondo dedicato al celebre piatto, la competizione tra 10 Paesi che fa parte del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale, che si è chiuso ieri a San Vito Lo Capo.
La ricetta della Tunisia è stato il più apprezzato dalla giuria tecnica di giornalisti, chef e blogger, presieduta da Fiammetta Fadda, mentre ad Israele, rappresentato dallo chef Moshe Basson del ristorante Eucalyptus di Gerusalemme, è andato il Premio per la migliore presentazione del piatto. La giuria popolare, composta dai visitatori dell’evento, ha premiato invece il Senegal, con Ndaye Alioune Badara detto Paco, italiano d’adozione, che ha studiato ad Alma con Gualtiero Marchesi e che oggi in Finlandia è ambasciatore della cucina italiana con il suo progetto “Pasta Fabbrica”. Agli Stati Uniti, rappresentati dallo chef Marc Murphy, che gestisce la catena dei ristoranti Benchmarc Restaurants e fa parte del Diplomatic Culinary Partnership del Dipartimento di Stato americano, è andato invece il Premio Salute e benessere.

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