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TREND

Mixology: non (solo) alcolici, attenzione estrema alla qualità e consumo più consapevole 

Cambia il modo di bere: il 90% degli italiani lo fa responsabilmente se deve mettersi alla guida. I trend del futuro secondo Circana 
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Circana: il 90% degli italiani beve in maniera responsabile se deve mettersi alla guida

Non più completamente alcolico, con un’attenzione particolare alla qualità ed un livello più elevato di consumo consapevole: sono le tre tendenze, disegnate dalla società di consulenza Circana, che guidano le nuove abitudini di consumo nella mixology e che potrebbero rivelarsi radicali negli anni a venire. Non un segnale di calo, quanto un chiaro cambiamento della cultura del bere cocktail, in un settore che vede il valore del no e low alcol in Europa pari a 1,7 miliardi di euro e che, a fine 2025, ha registrato una crescita del 10% sul 2024. I dati Circana (novembre-dicembre 2025) rivelano che il 42% degli italiani si ritiene bevitore soltanto nelle occasioni speciali, dove il Natale (ma anche le feste correlate come Capodanno) resta uno degli appuntamenti principali. Non paura, ma consapevolezza pratica quella di quasi il 90% degli italiani che ha dichiarato di avere comportamenti responsabili nel consumo, in particolare se ci si mette alla guida o si svolgono attività che richiedono lucidità.
Il grado alcolico più basso (fra gli 8 e i 12°) è preferito, con una crescita del 35% tra il 2023 e il 2025: non astinenza quindi, ma consumo consapevole. Va detto che il 68% dei consumatori di sesso femminile punta a bevande che combinino gusto raffinato e gradazione controllata. In questo contesto, che vede anche una particolare attenzione agli ingredienti di qualità, si utilizzano ingredienti funzionali come frutta o erbe, come anche infusi home made che danno quel tocco di originalità sempre più gradito dai connazionali che consumano cocktail.
Cresce anche il consumo conviviale in forma domestica: si rafforza il trend di avere il mix giusto socialmente appagante che si può trovare negli aperitivi a casa - cocktail party e nelle cene a tema (gli spirtis mixabili guadagnano quasi 192.000 litri in più rispetto al 2024). Le vendite di spirits e aperitivi alcolici nel settore horeca hanno registrato una leggera flessione nell’anno terminante a novembre 2025, pari a -1,4% a volume e -1,8% a valore. Questo calo, peraltro contenuto, si spiega anche con uno spostamento di volumi dal canale fuori casa a quello domestico.
Nel panorama europeo (e sempre più in Italia) cresce il nuovo trend dello “zebra striping”, ossia l'alternare il consumo di bevande alcoliche e analcoliche nella stessa occasione: ad un cocktail alcolico segue un mocktail. Ciò rappresenta una scelta: un rituale di stile e autocontrollo di tutti coloro che iniziano a preferire mocktail o cocktail a basso contenuto alcolico, rispetto alle bevande tradizionali. Un trend che non contempla tanto l’astinenza quanto un concetto di lifestyle differente.
In questo contesto si inserisce il “Dry January”, ovvero un mese a zero alcol: una pausa dopo le feste natalizie per rimettere in discussione le abitudini. Tuttavia, il suo significato sta cambiando e vira verso un “Damp January”, che prevede non di smettere del tutto, ma di ridurre in modo consapevole.
Anche in Italia il trend significativo è quello dei giovani che preferiscono ridurre il consumo in modo costante nel tempo, piuttosto che un gennaio “dry” a tutti gli effetti. Come per i mocktail e la gradazione più bassa, bere meno sta diventando un’abitudine annuale; in questo scenario brand iniziano a rispondere con un’offerta sempre più ampia di drink low e zero alcol.

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