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DATI SAFER

Nel 2021 in Francia sono stati venduti 17.400 ettari vitati per 1,1 miliardi di euro

Il crollo delle quotazioni in Champagne spinge il prezzo medio a 147.900 euro ad ettaro (-1,7%). I cru di Borgogna a 7 milioni di euro ad ettaro
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Le compravendite dei vigneti in Francia nel 2021

Dopo la frenata del 2020, il mercato dei vigneti di Francia è tornato a scaldarsi nel 2021, quando, secondo i dati della Fédération Nationale des Sociétés d’Aménagement Foncier et d’Établissement Rural (Safer) ha registrato 9.410 compravendite (+15% sul 2020), che hanno visto il passaggio di mano di 17.400 ettari vitati (+19%), per un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro (+27%), con differenze enormi da un territorio all’altro. Come racconta l’analisi di “Vitisphere”, il prezzo medio dei vigneti a Denominazione di Origine Protetta (Aop) scende dell’1,7% nel 2021, a 147.900 euro ad ettaro, ma escludendo la Champagne (dove il prezzo medio scende del 6%) si registra invece un aumento del 2%, ad un prezzo medio ovviamente più basso: 80.000 euro da ettaro.
Tra i vini AOC in aumento di valore, si segnalano le performance della Languedoc (+2,5%, in particolare con le denominazioni di Hérault, come Pic Saint-Loup, Picpoul de Pinet, Terrasses du Larzac), del Rodano (+2,4%, specie con le AOC Gigondas e Crozes-Hermitage) e della Provenza, dove il successo dei rosati della Côtes de Provence sta spingendo in alto i prezzi dei terreni vitati. Altro notevole aumento del prezzo medio è quello dei vigneti da cui si producono gli acquavite: +6%, a 58.600 euro ad ettaro, una tendenza alimentata dal boom del Cognac, dove per soddisfare la forte domanda del commercio, e per poter rifornire i mercati di esportazione sono stati impiantati 2.300 ettari, mettendo a dura prova i seminativi, il cui valore, a seconda dell’annata, supera i 12.000 euro ad ettaro, come sottolinea la Safer.
L’altra faccia della medaglia racconta invece di come le AOP generiche non riescano ad invertire la rotta, continuando a registrare un calo che, ad esempio, ha portato i vigneti dell’Alsazia a livelli di prezzo mai così bassi, e non va meglio né nell’Alto Reno né nel Basso Reno, dove la liquidità delle aziende agricole rimane fragile e incoraggia i potenziali acquirenti a essere molto attenti ai prezzi, al terroir, al vitigno e alla qualità del vigneto, con i grands crus che risentono molto meno del calo generale rispetto alle denominazioni generiche. La situazione è ancora più polarizzata a Bordeaux, dove le quotazioni delle denominazioni più prestigiose (come Pauillac e Saint-Julien) ed i vigneti biologici continuano a crescere, mentre la denominazione generica Bordeaux segna il terzo anno consecutivo di calo. Un altro aspetto importante è quello del ricambio generazionale, in molti casi assai difficile, con il passaggio di mano che diventa l’unica strada, ma non sempre (e non ovunque allo stesso modo) percorribile, anche se la pandemia ha spinto molti buyer stranieri a cambiare vita, e magari a comprare una tenuta nella Loira, dove però i cambiamenti climatici assottigliano i profitti anno dopo anno.
A tal proposito, l’impatto di gelo e grandine ha inibito diverse trattative in Borgogna, tanto che a Chablis appena 15 ettari vitati hanno cambiato proprietà, ed il trend non è diverso nel Mâconnais o nella Côte d’Or. Nella top ten dei prezzi medi segnati dalle compravendite di vigneti in Francia nel 2021, al top ci sono i grand cru di Borgogna, con un prezzo medio di oltre 7 milioni di euro ad ettaro (+4,5% sul 2020), quindi Pauillac (3 milioni di euro ad ettaro, +7%), Pomerol (2 milioni ad ettaro, stesso dato del 2020), Champagne - Côtes des Blancs (1,66 milioni di euro ad ettaro, +4,4%), Côte-Rôtie (1,2 milioni di euro ad ettaro, +4%), Champagne-grands e premiers crus Montagne de Reims (1,1 milioni di euro ad ettaro, -7%), Champagne Sud Marnais (1,1 milioni di euro ad ettaro, -3,5%), Champagne-Vallée de la Marne, de l’Ardre ede la Vesle (907.000 euro ad ettaro, -12%), Champagne-Aube (888.000 euro ad ettaro, -4,2%) e Champagne-Aisne (814.000 euro ad ettaro, -5%).

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