Nonostante un contesto di progressiva moderazione nei consumi di alcolici, il vino resiste come simbolo delle preferenze dei francesi e si conferma anche nel 2026 la bevanda alcolica più amata in Francia. A dirlo è il Barometro SoWine 2026, in collaborazione con Dynata, sulle abitudini di consumo dei francesi, che, pur registrando segnali di cambiamento che ridisegnano la mappa delle abitudini di consumo nazionali, per il terzo anno consecutivo vede il vino in testa alle preferenze con il 52% delle citazioni (ma a -6 punti sul 2025) davanti alla birra (51% e anche questa in calo di -5 punti), allo Champagne (34%, a -1 punto), cocktail (29%, in crescita di +1 punto) e gli spumanti (22%, in forte aumento di +10 punti).
Ma nel dettaglio del Barometro SoWine 2026 - basato su dati raccolti nel dicembre 2025 su un campione di 1.003 francesi di età compresa tra 18 e 65 anni - cresce anche la quota dei non consumatori al 18% (+1 punto), con una spaccatura di genere che vede le donne privilegiare il vino (47%) e gli uomini la birra (63%). Il 77% dei francesi dichiara di consumare vino almeno una volta all’anno (ovvero -3 punti sul 2025), con i consumi che diminuiscono soprattutto tra gli uomini, con l’82% che dichiara di consumare vino una volta all’anno (-5 punti). La riprova arriva anche dal fatto che ben l’85% consuma vino al calice, per motivi di prezzo, ma anche per non bere più di un bicchiere (44%).
Tra chi consuma vino, il bianco resta il preferito (91%), seguito dallo Champagne (87%) e dai rosé (85%), mentre il vino rosso registra una leggera flessione di un punto (83%), ma si conferma la tipologia che attira i consumatori più assidui, con il 30% dei francesi che dichiara di consumare vino rosso una o più volte alla settimana, contro solo il 22% per il vino bianco. In particolare, nelle preferenze si registra una crescita per le bollicine - francesi (79%), ma anche straniere (62%), e nei driver di acquisto allo scaffalo, se il prezzo anche il Francia la fa da padrone, si presta maggiore attenzione alla denominazione, indicata dal 67% dei francesi, al nome della cantina, del produttore o del brand (55%), ma anche al vitigno (47%) e all’annata (47%), in un mercato dove Bordeaux, Borgogna e Champagne restano le regioni preferite, e lo Chardonnay il vitigno più amato con Pinot Noir e Merlot.
Sebbene la grande distribuzione resta il canale di acquisto principale (84%), si assiste a un forte rilancio delle enoteche, alle quali si rivolge il 44% dei consumatori (+6 punti), mentre il 21% privilegia la vendita diretta dal produttore (-1 punto). Parallelamente si assiste anche ad una crescente digitalizzazione che vede il 39% degli acquirenti comprare vino online (trend cresciuto di +5 punti dal 2025) e il 30% dei francesi utilizzare l’Intelligenza Artificiale per informarsi su una bottiglia, con TikTok (34%, +6 punti) e Instagram (31%, +4 punti) che sono, ormai, canali chiave per seguire le aziende, prima di Snapchat (25%, +3 punti) e YouTube (22%, +5 punti). Guardando ai luoghi di consumo, invece, il ristorante è il preferito (84%), e solo dopo vengono le mura domestiche (82%).
Ma, soprattutto, i francesi preferisco il vino per il motivi di gusto (41%), perché è perfetto per accompagnare il cibo (38%) e perché lo associano alla convivialità (38%): una bevanda, cioè, socievole, accessibile e disinvolta. Lo scenario vede, poi, l’enoturismo sempre più attrattivo: il 35% dei consumatori ha visitato una regione viticola, con Bordeaux al 33%, Borgogna al 30% e Champagne al 23% come mete principali. Ma nel quale avanzano anche i prodotti “No-Lo”, consumati dal 33% dei francesi, con la birra analcolica al 60% e il vino analcolico che segna la crescita maggiore attestandosi al 24% (+7 punti).
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