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SHARING ECONOMY

Nel Salento, la “Wine Share Economy” di Tenuta Liliana: vigna e distribuzione condivisa

Il modello pensato dall’imprenditore Antonio Intiglietta per attrarre in Puglia investimenti internazionali e puntare all’eccellenza

Nel mondo del vino, la sharing economy, ossia la condivisione delle risorse che sta alla base di un’economia più collaborativa, non ha grosse possibilità di successo, né facili applicazioni, al di là di esempi più simbolici che altro. Per questo il modello di “Wine Share Economy” proposto in Puglia da Tenuta Liliana, l’azienda fondata in Salento, a Parabita (due passi da Gallipoli) nel 2018, dall’imprenditore milanese Antonio Intiglietta, ideatore di “Artigiano in Fiera” a Milano e di origini pugliesi, è particolarmente interessante. È sul lato della distribuzione che nasce il modello di “Wine Share Economy”, in cui i partner dell’azienda saranno non solo i rivenditori, ma anche soci esterni che potranno partecipare attivamente al progetto: una vigna compartecipata da partner internazionali che diventano soci dell’azienda attraverso la sottoscrizione di quote azionarie, e che venderanno il vino del Salento nel mondo.
“Ho fatto un aumento di capitale e nei prossimi giorni lancerò una partecipazione per almeno 40-50 investitori, nazionali e internazionali”, dice Antonio Intiglietta al quotidiano “Il Sole 24 Ore”. L’obiettivo, però, non è solo quello di condividere un progetto imprenditoriale, quanto coinvolgere imprenditori lontani dal mondo del vino e dal Salento, per attrarre sul territorio investimenti capaci di trasformare un’agricoltura - ed una viticoltura - basata “ancora sulla rendita agraria e incentivare chi investe, chi trasforma l’ambiente, chi fa un agriturismo di eccellenza. Così potremo dare vita alla Salento Valley”, chiosa l’imprenditore, che, in dieci anni, investirà 10 milioni di euro in Tenuta Liliana, arrivando a produrre 80.000 bottiglie da 14 ettari vitati di proprietà, dagli attuali 8,5.

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