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NELLA CINA DOVE LE “QUOTE ROSA” AL POTERE NELLA POLITICA E NELL’IMPRESA SONO ANCORA RARITÀ, E DOVE INTERNET NON È COSÌ LIBERO COME IN BUONA PARTE DEL MONDO, IL FUTURO SUCCESSO DEL NETTARE DI BACCO ITALIANO DIPENDE PROPRIO DALLE DONNE E DA INTERNET

Italia

Nella Cina dove le “quote rosa” al potere nella politica e nell’impresa sono ancora rarità, e dove internet non è così libero come in buona parte del mondo, il futuro successo del nettare di Bacco italiano dipende proprio dalle donne e da internet. Emerge da un incontro, di scena a Shanghai, promosso dalla managing director Vinitaly International, Steve Kim, che ha visto la partecipazione, tra le altre, di Sophie Liu, celebre scrittrice di libri sul vino italiano, e Linda Wu, responsabile comunicazione di Vinehoo.com, tra i siti leader sul vino in Cina, e alcune donne cinesi che si sono lanciate nell’impresa dell’importazione del vino italiano.
“In un mercato cinese dominato dagli uomini, quello che può far la differenza per il vino italiano sono le donne - ha detto Stevie Kim - sono convinta che mobilitandole, i nostri vini conosceranno maggiore successo e abbandoneranno così la loro posizione subalterna rispetto ai vini francesi. Tutto questo potrebbe rappresentare un nuovo inizio per il nostro vino”.
Per questo, al Vinitaly 2013 (Verona, 7-10 aprile, www.vinitaly.com) parteciperanno anche colossi cinesi del commercio on line. Secondo i dati resi noti dalle dogane cinesi, al momento l’Italia è al quinto posto tra i Paesi esportatori di vino in Cina.
Il problema, dicono gli esperti, è che il vino italiano rispetto a quello francese, che domina attualmente il mercato, è ancora troppo poco conosciuto per i cinesi e risulta difficile da spiegare anche a causa delle centinaia di diversi vitigni presenti nel nostro Paese, rispetto ai pochi, ma conosciutissimi, dei francesi.

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