02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
VINO ED INVESTIMENTI

Nelle cantine dei collezionisti, l’11% delle bottiglie arriva dalla Toscana, il 10% dal Piemonte

Wine Lister, “must but” per tutte le tasche: dalle 14.500 sterline di Romanée-Conti alle 11 sterline del Rosso di Montalcino de Il Poggione
CANTINA, COLLEZIONISMO, INVESTIMENTO, MUST BUY, PIEMONTE, TOSCANA, WINE LISTER, Mondo
La cantina del collezionista

Chi ama il vino, non solo come piacere ma anche come forma di investimento, punta, per costruire la propria cantina, sui “must buy”, ossia le etichette che, per territorio, annata, punteggi della critica, prezzo, sono destinate a veder crescere le proprie quotazioni sul mercato secondario dei fine wine. Un esercizio, però, che ha bisogno di una certa capacità analitica, per identificare l’andamento dei prezzi delle singole aziende, quello delle annate delle denominazioni più importanti e, entro un certo limite, prevedere quelle che saranno le evoluzioni future. Ma come si compone oggi la cantina tipo del collezionista di vino? Innanzitutto, come spiega l’ultimo approfondimento di “Wine Lister”, si parte dalla Borgogna che rappresenta il 33% dei 1.665 “must buy” - sugli oltre 30.000 analizzati dal sito - tra bianchi (10%) e rossi (23%), ai prezzi più disparati, dalle 14.500 sterline di una bottiglia di Romanée-Conti alle 76 sterline del Clos Saint-Denis 2010 di Stéphane Magnien. Quindi Bordeaux, che vale il 13% della cantina, anche qui entro un range di prezzi larghissimo, dalle 1.990 sterline di Petrus alle appena 13 sterline di Marsau. Quindi la Toscana, da cui arriva l’11% delle bottiglie, a prezzi decisamente accessibili: dalle 583 sterline del Masseto 2007 alle 11 sterline del Rosso di Montalcino 2015 de Il Poggione. E ancora, il Piemonte, che vale il 10% dei “must buy”, anche qui con investimenti per tutte le tasche, dalle 450 sterline per una bottiglia di Barolo Brunate le Coste 2010 di Giuseppe Rinaldi alle 14 sterline del Langhe Nebbiolo Perbacco 2012 di Vietti. Dietro, Rodano (9%), California (6%), Champagne (4%) e Spagna (1%). Un consiglio utile, facendo un ulteriore passo in avanti, è infine quello di puntare sulle etichette che animano gli scambi dei fondi di investimento dedicati al vino, essenzialmente di brand di blasone, perlopiù di annate importanti e da invecchiamento e assolutamente ben recensiti, dal Domaine de la Romanée-Conti a Giacomo Conterno, da Petrus a Gaja, da Salon a Masseto, da Cheval Blanc a Roberto Voerzio, da Domaine George Roumier a Soldera, da Dom Pèrignon a Bartolo Mascarello, da Armand Rousseau al Sassicaia di Tenuta San Guido.

Copyright © 2000/2020


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2020

Altri articoli