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ANTROPOLOGIA

Non sarà la bellezza a salvare il mondo, ma l’alcol, fondamento della socialità e dell’umanità

Secondo l’antropologo e biologo britannico Robin Dunbar, la felicità passa per le relazioni sociali, che nascono intorno ad una bottiglia di vino
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L’antropologo e biologo britannico Robin Dunbar

La bellezza salverà il mondo, scriveva Fiodor Dostoevskij ne “L’Idiota”. Non è dato sapere come, ma non è affatto d’accordo l’antropologo e biologo britannico Robin Dunbar, dell’Università di Oxford, secondo cui a salvare l’umanità, invece, saranno gli alcolici: “l’alcol - ha spiegato al “Financial Times” - è stato più importante per la sopravvivenza della nostra specie di quanto possiamo immaginare”. Secondo Dunbar, i gruppi sociali di primati, a differenza della maggioranza del resto degli animali, si uniscono per mantenere la coesione sociale. E “per gli umani è in questo senso che una bottiglia di vino condivisa ha un ruolo di primo piano”, continua il professore. Inoltre, le relazioni sociali ci proteggono sia dalle minacce esterne che dalle tensioni interne, come lo stress, ed è questa una delle chiavi dell’evoluzione umana.
Attenzione però, non è solo questione di disinibizione legata al consumo di alcolici, che rende le persone più socievoli, dietro c’è un complesso processo biologico: l’alcol libera infatti un meccanismo cerebrale che libera endorfine, ossia gli “ormoni della felicità”, potenti neurotrasmettitori fondamentali nel trattamento del dolore e del benessere. Un “effetto oppiaceo” che sarebbe cruciale per stabilire relazioni sociali che permettano agli individui di generare fiducia ed amicizia. In questo senso, secondo gli studi dell’antropologo dell’Università di Oxford, tra le tante attività sociali che liberano endorfine, dal ridere al cantare, il consumo di alcol sembra essere uno dei più efficaci. Evidenze scientifiche ce ne sono, come dimostra il lavoro di Julianne Holt-Lunstad, che ha messo insieme 148 studi di pazienti colpiti da attacco cardiaco, analizzati per 12 mesi consecutivi: il tasso di sopravvivenza cresce con tra i pazienti con maggior numero di amicizie di qualità, mentre smettere di bere non è tra i primi motivi di sopravvivenza. Attenzione però, è nella moderazione che sta il beneficio, e chi beve in compagnia, statisticamente, tende a non esagerare. “Se volete sapere il segreto di una vita lunga e felice - conclude Dunbar - il denaro non è la risposta corretta. Dovete disfarvi dei fast food e della televisione, e cercare persone da conoscere e con cui condividere una bottiglia di vino. Non c’è niente come una notte di convivialità intorno ad un bicchiere per riempirsi di salute, felicità e benessere”.

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