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DALL’11 AL 14 MAGGIO

Nuovi trend, nuove sfide: a “Tuttofood” 2026 il sistema alimentare che tiene sotto pressione

Il settore che vale 700 miliardi di euro, il 15% dell’economia italiana, si confronta nell’evento di riferimento by Fiere di Parma a Fiera Milano

Un settore che vale 700 miliardi di euro, il 15% dell’economia nazionale, nel quale l’agricoltura e l’industria alimentare e delle bevande rappresentano il 40% del valore totale. E che nel 2024 ha battuto il record in materia di export toccando quota 70 miliardi di euro e dove il solo made in Italy pesa per il 73,6% delle esportazioni nazionali, trainato da vino, olio, formaggi e dolciari. Il Food & Beverage tricolore torna protagonista a “Tuttofood” 2026 (Fiera Milano Rho, 11-14 maggio), evento di riferimento del mercato alimentare e delle bevande organizzato da Fiere di Parma ed uno dei più importanti appuntamenti del settore a livello globale, con un programma di convegni ed eventi che coinvolgeranno i protagonisti della filiera agroalimentare italiana (ma anche internazionale) - con 5.000 espositori, 4.000 top buyer, di cui oltre 200 reclutati attraverso la rete estera dell’Agenzia Ita e 100.000 visitatori professionali da 80 Paesi - per discutere di trend e sfide future visto anche il complesso 2025 trascorso e un 2026 ancora da definire: dalle nuove opportunità economiche come l’accordo del Mercosur alla sostenibilità, dalla nuova centralità dei prodotti freschi e biologici alla “premiumizzazione” della tradizione, dal global street food al plant-based mainstream (il vegano non è più una nicchia), dagli alimenti funzionali al wellness.
L’11 maggio, dopo l’inaugurazione (alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del presidente Fiera Milano Carlo Bonomi, del presidente di Fiere di Parma Franco Mosconi, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e di quello dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, insieme al dg FoodDrinkEurope Dirk Jacobs ed al presidente Agenzia Ita-Italian Trade Agency Matteo Zoppas, con il Ministro del Made in Italy Adolfo Urso che manderà un videomessaggio), la fiera prende il via con il convegno “Fresh & Produce Retail Europe Observatory”, che ospiterà al suo interno anche il workshop “Aop Unione Quarta Gamma: dall’ipercompetizione alla governance del valore lungo la filiera”, dove verrà presentata ufficialmente Unione Quarta Gamma, neonata associazione tra 9 imprese della produzione nazionale per lo sviluppo della categoria (i cui prezzi dell’ortofrutta in Gdo sono rincarati “solo” del +4,5% tra il 2021 e 2025 rispetto al 18% generale) nei rapporti con la Distribuzione moderna e il consumatore finale a livello europeo.
Sarà poi la volta del primo “Forum Internazionale della Cucina Italiana”, da dicembre 2025 Patrimonio Immateriale Unesco, che analizzerà il valore della nostra tavola come strumento di diplomazia culturale e potente soft power dell’Italia per promuovere lo sviluppo economico (a dibatterne, tra gli altri, anche gli chef Massimo Bottura, Alessandro Borghese e Francesco Cerea, Maddalena Fossati, direttrice de “La Cucina Italiana” e promotrice della candidatura Unesco, insieme al presidente Fipe-Confcommercio Lino Stoppani, al presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli, lo stesso Ministro Lollobrigida, ma anche il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi).
Il 12 maggio, spazio a sostenibilità, mercati globali e nuovi modelli di consumo. Tra i convegni previsti, “Dos mundos, Una Dirección: La Evolución del Retail entre Europa y Latinoamérica”, organizzato da Cibus Link in collaborazione con il Ministero dell’Economia del Paraguay (uno dei 4 Paesi firmatari del Mercosur insieme a Brasile, Argentina e Uruguay), che offrirà una visione delle opportunità per l’export alla luce del recente accordo con il Mercosur, oltre ad una serie di incontri focalizzati sui principali mercati internazionali (Italia, Spagna, Brasile, Francia) e sui nuovi equilibri tra industria e distribuzione, tra cui retail media e strategie di posizionamento del made in Italy negli Stati Uniti. La riflessione sullo spreco alimentare e sull’impatto sociale ed economico delle eccedenze, è affidata al convegno “Banco Alimentare e Gdo contro lo spreco alimentare. Tra impatto economico e valore sociale”, per poi esplorare le opportunità globali del biologico con “Destinazione Bio: tracciare la rotta sui mercati internazionali” by Assobio e le evoluzioni del plant-based con “Che cavolo vuoi? Frutta e verdura: il benessere dai mercati alle cucine” e “Dal reparto Ortofrutta alle soluzioni vegetali evolute: nuove idee cross-category per il settore della frutta e della verdura”.
Il 13 maggio è dedicato all’innovazione e alla sostenibilità lungo tutta la filiera: dalla logistica internazionale del fresco in un contesto geopolitico instabile (“La logistica internazionale del fresco, tra crisi diplomatiche, esigenze di shelf-life e opportunità doganali”) alla sostenibilità delle filiere produttive e il ruolo crescente dei criteri Esg (“Oltre lo spreco: filiere, innovazione e nuove alleanze per la gestione delle eccedenze alimentari”), dal rapporto tra industria di marca e private label (“Competizione o convergenza? Il futuro del rapporto tra Brand e Mdd”) all’innovazione nel packaging sostenibile (“Dalla materia alla forma: come il packaging in carta sta diventando il nuovo punto di riferimento nel Food”) e lo sviluppo delle proteine alternative (“Investire nell’innovazione proteica in Italia: capitali, industria e startup - dove siamo davvero?”).
Infine, il 14 maggio, si guarderà al futuro delle filiere e delle tecnologie applicate al food. Tra i temi centrali, lo sviluppo di supply chain sostenibili e trasparenti (“Dalle Filiere Bio all’Equo-solidale: per catene di approvvigionamento più solide, credibili e di valore in Europa”), l’utilizzo dei dati per migliorare le performance aziendali (“Migliorare la qualità dei prodotti, la sostenibilità e il benessere animale grazie all’utilizzo della tecnologia negli allevamenti”), con focus su benessere animale e sostenibilità, e l’importanza strategica dei dati nel food marketing (“Hai la ricetta giusta per cucinare i tuoi dati?”.
Il mondo del beverage nel fuoricasa troverà, invece, ampio spazio di approfondimento a “Mixology Experience” 2026, l’international bar and beverage trade show in contemporanea con “TuttoFood”, in cui si approfondiranno i temi caldi del settore: trend del consumo fuoricasa, con focus su aperitivo, vino, birra e caffè, segmenti sempre più strategici e interconnessi, no e low Alcol e il “beverage pairing”, il trend che non vede più il drink come accessorio, ma come parte integrante del percorso gastronomico. “Si tratta di uno strumento di internazionalizzazione in grado di raccontare al mercato globale non solo “come si beve” in Italia, ma soprattutto cosa si mangia mentre si beve - commenta Luca Pirola, fondatore Bartender.it e ideatore “Mixology Experience” - è qui che il beverage incontra la forza del sistema agroalimentare italiano e diventa un acceleratore per ristorazione, export, distribuzione e brand identity”.
Ma protagoniste saranno anche le eccellenze agroalimentari Dop e Igp grazie all’Arepo, l’Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine che rappresenta 35 regioni di 8 Stati membri e oltre 8.000 associazioni di produttori, e che ha programmato conferenze, degustazioni e show cooking grazie alla collaborazione con Origin, associazione che riunisce i consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari Dop e Igp, e con la Federazione Italiana Cuochi: le singole regioni - dalla Lombardia all’Emilia-Romagna, dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Toscana, dalla Liguria alle Marche, dal Lazio alla Valle d’Aosta, passando per Catalogna (Spagna), Tessaglia (Grecia) e Macedonia (Grecia) - si alterneranno, infatti, in un calendario pensato per mettere in scena qualità, filiere e territori. Per valorizzare, una certificazione di qualità che oggi genera in Europa 80 miliardi di euro di valore e di cui l’Italia è leader con 891 riconoscimenti, davanti a Francia (774) e Spagna (394), con un sistema che per lo Stivale (anche qui in testa) vale 20,7 miliardi di euro e un export di 12,3 miliardi con la Lombardia in prima regione agricola. E una delle Dop più conosciute e apprezzate all’estero è certamente il Parmigiano Reggiano, icona del made in Italy nel mondo, tanto che nel 2025 l’export del prodotto ha superato le vendite interne in Italia (un trend confermato anche nel primo trimestre 2026 con il +1,8%). Il Consorzio sarà presente in fiera con quattro sessioni di formazione aperte a buyer e distributori esteri per approfondire la conoscenza tecnica del prodotto, anche attraverso degustazioni verticali guidate di diverse stagionature. Grande spazio sarà dedicato all’Accademia Parmigiano Reggiano, il progetto formativo d’eccellenza che ha già coinvolto oltre 700 dipendenti di più di 20 grandi catene della Gdo in 10 Paesi, che tra l’altro riceverà dal Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida una speciale patch della “Cucina italiana patrimonio immateriale dell’Unesco”. E verrà presentato, inoltre, in anteprima il progetto dedicato al “perfect shelf”, un retail tool kit che definisce un’area espositiva ideale studiata per valorizzare e rendere immediatamente riconoscibile il Parmigiano Reggiano, in uno spazio animato ogni giorno dalla presenza di numerosi caseifici della Dop, tra i quelli vincitori del “Casello d’Oro Awards”: Caseificio Croce, Oratorio San Giorgio, 4 Madonne Caseificio dell’Emilia. Saranno anche assegnati dal Consorzio per la prima volta i Trade Awards in quattro categorie (Miglior Progetto Visibilità, Miglior Progetto Formazione, Miglior Progetto Mercato Emergente e Miglior Progetto Horeca). “Tuttofood” rappresenta “un palcoscenico fondamentale per dialogare con i grandi player globali e consolidare il valore della nostra filiera - ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano - con i Trade Awards vogliamo riconoscere in modo tangibile l’impegno degli operatori commerciali che sviluppano con noi progettualità innovative, mentre le masterclass dell’Accademia confermano quanto la formazione sia una leva strategica per l’internazionalizzazione. Infine, il riconoscimento ai nostri formatori da parte del ministro Francesco Lollobrigida ci riempie di orgoglio, perché dimostra come il Parmigiano Reggiano sia un portabandiera insostituibile del saper fare italiano e un patrimonio identitario per tutto il Paese”.

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