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PENSIERI E PAROLE

Oscar Farinetti: “il cibo, “sublime ossessione?” Si può, con amore e cultura”. Soprattutto in Italia

La lectio magistralis del fondatore di Eataly alla Luiss Guido Carli. “L’educazione alimentare entri subito nelle scuole”

Come il cibo possa evolversi da una semplice ossessione, quella che abbiamo nei geni come discendenti dell’homo sapiens impegnato a sfamarsi, ad una ossessione di caratura superiore, nobilitata dall’integrazione di amore e cultura: in 500 righe e 9.000 parole, Oscar Farinetti, “fanatico dei numeri quasi giusti perché il percorso della nostra vita è costituito da imperfezioni”, ha costruito la sua “lectio magistralis” su “Il Cibo: sublime ossessione” voluta dalla Fondazione Guido Carli e illustrata nell’Aula Magna dell’Università Luiss Guido Carli (qui lo streaming integrale) davanti ad una platea di studenti e ospiti autorevoli, tra cui il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’ex Ministro per le Riforme Costituzionali e Capogruppo alla Camera dei Deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi. Ma il fondatore di Eataly, nella sua illustrazione, condotta in modo brillante tra riflessioni personali, citazioni storiche, appelli a sostenere i temi cari portati avanti dalla Fondazione Guido Carli e ricordati dalla presidente Romana Liuzzo nei saluti introduttivi, ovvero l’introduzione ufficiale dell’educazione alimentare nelle scuole e l’invito al mondo della moda a non utilizzare modelle “denutrite” sotto la taglia 38, ha anche offerto alla platea le sue interessanti considerazioni di imprenditore capace di “vendere l’arte italiana di creare cibi di qualità in 17 nazioni”. “Andando in quei Paesi - ha sottolineato Farinetti - ho potuto veramente capire l’Italia. Da lì si capisce quanto l’Italia può stare veramente bene nella stanza del mondo”. Imprenditore empirico ma anche visionario, Oscar Farinetti ha ben precisa la rotta su cui dovrebbe puntare ora il Bel Paese, quella di un Paese totalmente votato e dedito alla agricoltura biologica. “Immaginate - ha detto il fondatore di Eataly - il premier Draghi che annuncia che “l’Italia è un Paese biologico”, sarebbe un colpo d’ala per risollevare l’economia italiana dopo la pandemia. Facciamolo, prima che lo facciano altri”. Perchè l’Italia, e Farinetti non ha dubbi, è “caput mundi” dell’agroalimentare, ma i cittadini italiani non ne sono sufficientemente consapevoli, né sanno apprezzare a dovere le eccellenze agroalimentari dei vari territori. E questo proprio perché manca la cultura e l’educazione alimentare. “Usiamo questa giornata - ha detto Oscar Farinetti dal palco dell’Università Luiss Guido Carli - per introdurre da subito, da settembre prossimo, l’educazione alimentare nelle scuole”.
“Le cinque attività di base della vita - ha spiegato Farinetti - sono mangiare, amare, studiare, lavorare, sognare. In particolare, il cibo è diventato un orgasmo, non si tratta solo di un dovere, è anche un piacere. Ma con il cibo “si apre una valle di gioie e di lacrime: la prima lacrima è che mangiamo altri esseri viventi, quindi il fatto che, come sempre, c’è chi è forte e ricco e chi debole e povero, e questo rappresenta la seconda lacrima. Guardando i dati riscontrati il 14 gennaio 2022, su 7.921.707.143 abitanti, 857.581.480 erano denutriti, 23.428 morivano di fame ma ce ne erano 1.722.586.132 in sovrappeso e 800.332.039 obesi. Ancora, nella spesa annua degli italiani il 24% va al cibo ma 2 milioni di famiglie sono in grossa difficoltà e c’è un 30% di differenza tra Nord e Sud”.
Se c’è ancora fame e denutrizione nel mondo - ha sottolineato Farinetti - è pur vero che “soltanto 200 anni fa meno del 10% aveva di che mangiare a sufficienza e il 90% si arrabattava”. “Credo nella capacità umana di progredire - ha dichiarato il fondatore di Eataly - nel buon cuore degli umani, nella crescita felice!”. Andando avanti sui “dolori” collegati al cibo, la “terza lacrima” è che “non esiste l’educazione agroalimentare. C’è, infatti, chi ricopre di prodotti chimici, chi uccide senza pietà porcellini e vitellini nati da poche settimane, chi infila imbuti in bocca alle oche per ingozzarle e far gonfiare il fegato, chi fa vivere i polli come fossero a Guantanamo. E poi di carne ne mangiamo davvero troppa, mangiamone la metà e staremo da Dio”. E c’è ancora un’ultima lacrima, che riguarda le persone obese: in Italia sono 5 milioni, 3 milioni gli anoressici e bulimici. “Contro le perversioni - è l’invito di Oscar Farinetti - pane e marmellata! Costa meno di una merendina e fa godere il doppio! In Italia il 50% degli italiani mangia male. L’unica risposta è educazione agroalimentare. Se un prodotto rispetta sia la natura che il tuo corpo, godi di più, godi il doppio”.
Farinetti ha poi ricordato gli indiscutibili primati che l’Italia vanta in campo agroalimentare. “Sono stati i Romani a inventare l’agricoltura moderna, dai sistemi automatici di irrigazione al moderno mulino, al mietitrebbia e aratro moderno. Non dimentichiamoci che occorreva sfamare 1 milione di persone in città, 5 milioni in Italia e 50 milioni in tutto l’impero. Ma quanti di voi conoscono la differenza tra grano duro e grano tenero? In Italia il grano duro si usa per semola e pasta, il tenero per farina, pane, pizza e pasticceria. Siamo tra i più grandi produttori al mondo di grano duro e tra i più piccoli di grano tenero. Siamo i più bravi artigiani del cibo al mondo, i più bravi cuochi al mondo, tra i primi in Europa per numeri di aziende agricole biologiche e abbiamo il terreno agricolo meno inquinato e la più profonda biodiversità agroalimentare del pianeta e la più diffusa rete di osterie tipiche, siamo all’altezza? No. Non capiamo perché dobbiamo pagare 15 euro una bottiglia di olio Evo, quando per un vero extravergine italiano si impiegano solo olive italiane coltivate con cura (538 cultivar di olive contro 60 in Spagna), raccolte tra mille difficoltà, spremute a freddo e trasformate lentamente”. “Quale può essere il rimedio? - ha aggiunto Farinetti - L’educazione alimentare! Propongo che venga ufficialmente immessa tra le materie scolastiche di primo livello. Ogni nazione ha il dovere di puntare sulle proprie vocazioni, educare i giovani fin da bambini, così in una ventina d’anni avremo una classe dirigente con le idee chiare”.
“Io penso che lo faranno - ha osservato poi Oscar Farinetti ai microfoni di Winenews  - e sono andato a parlarne personalmente con gli insegnanti, si stanno organizzando. Ci siamo anche proposti come Fico a Bologna per essere un luogo didattico, ci teniamo moltissimo, un altro polo può essere e sarà senz’altro l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ma tutto questo deve essere fatto, un Paese deve coltivare le proprie vocazioni e questo sin da bambini, così un giorno ci troveremo una classe dirigente sveglia”.
Nella fase del post pandemia, ha detto ancora Oscar Farinetti a Winenews, è necessario più che mai accelerare il passo: “dobbiamo raddoppiare le esportazioni delle nostre eccellenze, passando da 50 a 100 miliardi, il mondo non vede l’ora di comprarcele e poi dobbiamo raddoppiare la presenza di turisti stranieri in Italia, anche lì, per esempio, dichiarare l’Italia paese totalmente biologico, il paese più pulito al mondo perché già lo siamo, i nostri ristoranti sono i più puliti al mondo, le nostre aziende di produzione, anche quelle del vino, sono immensamente più pulite di altre nazioni, andiamolo a raccontare al mondo e raddoppieremo il numero dei turisti stranieri”.
Un capitolo della lectio magistralis è stato dedicato al cibo e TV. Anche qui i numeri contano per Farinetti che ha contato 136 trasmissioni sul tema ed “un universo di blog”. La maggior parte di queste trasmissioni sono bocciate dal fondatore di Eataly che chiede meno show e più professionalità e dice chiaramente, con una scherzosa sfida allo chef campano, come vorrebbe che Antonino Cannavacciuolo spiegasse la ricetta degli spaghetti al pomodoro, con un’attenzione alla territorialità, qualità e identità degli ingredienti sottolineata “dalla A alla Z”. L’onorevole Maria Elena Boschi, ex Ministro per le Riforme Costituzionali, è intervenuta plaudendo l’iniziativa della Fondazione Guido Carli di sostenere l’obbligatorietà della educazione alimentare nelle scuole, “perchè è importante sapere ciò che mangiamo e beviamo. Quindi è importante conoscere le proprietà e qualità del cibo sin da piccoli”. “Quella dell’educazione agroalimentare - ha detto Maria Elena Boschi ai microfoni di Winenews - è in qualche modo la migliore assicurazione sul futuro e sulla qualità della nostra vita. Tutto ciò che si investe in termini di risorse sull’educazione alimentare è poi un risparmio in termini di sistema sanitario in futuro”.
Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri ha poi portato il suo saluto (spiegando di potersi trattenere brevemente in vista della programmata fiaccolata di solidarietà per l’Ucraina): “Ossessione sublime è un titolo accattivante - ha detto il sindaco Gualtieri - è la descrizione di un tema che vorremmo portare anche dentro le politiche della nostra città. Il cibo è centrale e una politica del cibo è condizione essenziale per affrontare le sfide del nostro tempo”.
Gianni Letta, presidente onorario della Fondazione Guido Carli, ha chiuso i lavori osservando che la “lectio magistralis” di Oscar Farinetti “è stata straordinaria, affascinante, ci ha ammaliato”. Rivolto agli studenti universitari intervenuti, Letta ha detto:”ragazzi, penso che poche volte avete assistito a una lectio che tutti speravano non finisse mai”. Intervistato da Winenews a proposito dell’intenzione della Fondazione Guido Carli di spingere per l’introduzione dell’obbligatorietà dell’educazione alimentare nelle scuole, Gianni Letta ha osservato: “nelle scuole sarebbe giusto introdurla, però inserirla semplicemente così, nell’attuale impianto scolastico, non sarebbe del tutto armonico. Quindi, siccome si dice sempre che bisogna aggiornare l’impianto scolastico all’evoluzione dei tempi, penso e auspico che l’educazione alimentare entri in una riforma complessiva del sistema scolastico e in una revisione delle materie di insegnamento. Quanto all’idea dell’Italia penisola biologica, la trovo bellissima!”.

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