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IL MADE IN ITALY “RESISTE”

Oscar Farinetti: usciti dal tunnel, chiamiamo gli italiani migliori a raccontare l’Italia migliore

L’imprenditore a WineNews: “post Coronavirus, subito una campagna straordinaria di marketing mondiale per rilanciare il Paese. Investendo parecchio”
CORONAVIRUS, Eataly, MARKETING, OSCAR FARINETTI, Italia
L’imprenditore italiano Oscar Farinetti

“Appena usciti dal tunnel, dovremo immediatamente fare una potente e straordinaria operazione di marketing mondiale per rilanciare il nostro Paese. E come oggi utilizziamo Fiorello, secondo me molto intelligentemente, per convincere gli italiani a restare a casa e rispettare le regole, poi dovremo fare lo stesso con Andrea Bocelli, Valentino Rossi, Samantha Cristoforetti, Riccardo Muti o Renzo Piano, e cioè con gli italiani più famosi e stimati per convincere ed andare a dire ai cittadini del mondo di venire in Italia, che il virus non c’è più, che siamo sempre il Paese più pulito, dai ristoranti agli hotel, e che il Colosseo, Venezia, Firenze, le Langhe e le vigne ci sono sempre. E, per farlo, dovremo investire parecchi quattrini, per rilanciare subito il turismo e l’esportazione”. Lo ha detto, a WineNews, Oscar Farinetti, l’imprenditore italiano patron di Eataly, produttore di vino e simbolo di quell’“ottimismo visionario” che fa parte della storia d’Italia, sulla grave emergenza Coronavirus che sta mettendo in ginocchio il Paese e tutti, davvero tutti, i suoi settori produttivi, economici e sociali, compreso il vino, il food e la loro distribuzione.
Farinetti che, in questo momento, “farebbe quello che fa una famiglia, che è in difficoltà, ma che ha dei risparmi: andrei a prenderli e li spenderei per uscirne. Gli italiani hanno 4.117 miliardi di euro di risparmi. Non siamo un Paese povero, ma ricchissimo, forse il più ricco al mondo, ma non ragioniamo mai su questo, parliamo solo di debito pubblico. Dobbiamo, invece, fare come fa una famiglia, mettersi le mani in tasca: applichiamo, subito, quell’1% sui risparmi italiani per avere 41 miliardi di euro. Io credo che nessun italiano di fronte ad un’emergenza del genere si rifiuterebbe, tuttavia dobbiamo imporlo e farlo per legge. Chiamiamola con il suo vero nome, che appare sempre brutto ma non lo è: una patrimoniale, con la quale chi ha 500.000 euro di risparmi dovrà darne 5.000, chi ne ha 5.000 dovrà darne 50. Nessuno si rifiuterà. Diamo subito 10 miliardi alla sanità per affrontare e risolvere l’emergenza, e 30 miliardi alle imprese “solari” perché non rimangano senza liquidità. In modo da ripartire sani e freschi, perché se deupaperiamo l’impresa, che è fatta di lavoratori, che stanno senza salari, e da imprenditori che stanno senza quattrini per gli investimenti, siamo fottuti e non ripartiremo”.
Momenti difficili, in cui anche l’approccio al cibo non è più lo stesso: “ci sono due grandi reazioni dicotomiche e assolutamente diverse tra loro. La grande massa che, pur avendo quei risparmi in tasca, che aggiunge al timore di ammalarsi anche quello di diventare poveri e va a fare man bassa di cibo scadente e che costa poco riempiendo la casa, e una parte più piccola, e questa Eataly la sente come le nostre aziende di vino, che invece dice che visto che devo stare in casa e non spendo più in ristoranti etc almeno li spendo nel buon cibo. Noi assistiamo al 3.000% di incremento di ordini su Eataly.net, il nostro mondo online, dove ordinano cose sublimi, e facciamo una fatica enorme a farvi fronte. Ma non va bene reagire risparmiando sul cibo e sul vino che sono gli asset del nostro Paese”.
Farinetti ha anche in mente una data ben precisa: “il 25 aprile, il giorno della Liberazione italiana, e sarebbe bello se proprio quel giorno potessimo festeggiare la liberazione totale dal virus. Che ci ha segnato e ci lascerà tutti diversi, perché abbiamo a che fare con un modello sociale che non si basa più sulla vita di gruppo, al quale eravamo abituati e nel quale abbiamo imparato a vivere. Oggi stiamo facendo lo smart working, io stesso sono a casa, collegato di fronte al mio pc: dovremo prendere la parte migliore, eliminare quelle negative che sono tante, perché siamo umani e siamo 8 miliardi sul pianeta, dobbiamo vivere, operare, inventare in gruppo, imparando da questi giorni che molte cose si possono fare da casa e in casa si può avere una vita migliore, non passarci soltanto per mangiare e dormire”.
“Ma dobbiamo pensare anche alle altre emergenze che in futuro dovremo gestire - aggiunge Farinetti - a partire da quella ambientale, e dobbiamo essere preparati psicologicamente ad affrontarla anche sotto il profilo del business economico, dei progetti, lavorando per proporre un modello di consumo consapevole diverso. Nel mondo del vino abbiamo un sacco di opportunità in questo senso. Dobbiamo incominciare a creare prodotti totalmente in armonia con la Terra, con l’acqua e con l’aria, e costruire luoghi di vendita che lo siano altrettanto”.
Ma, soprattutto, conclude il patron di Eataly, “dobbiamo pensare alla nostra Italia - dice - perché alla fine del tunnel, le mancherà quella potenza propositiva che aveva prima verso il resto del mondo. E questo nostro Paese che è lo 0,20% delle terre emerse, ma che ha tali meraviglie che sono appetibili in modo straordinario allo 99,80% del resto del mondo, si troverà in difficoltà perché per qualche tempo qualcuno di quel mondo potrà continuare a pensare di non venire più in Italia, o di venire di meno, e di non comprare più i prodotti italiani, o di comprarli di meno”

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