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APICOLTURA PROFESSIONALE

“Ottimo risultato ma la battaglia continua”: così gli apicoltori sul nuovo stop Ue ai neonicotinoidi

Causa della moria delle api, il Thiacloprid è il quarto neonicotinoide vietato su cinque in uso. L’Efsa: “preoccupa per l’ambiente e la salute”
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A causa dei neonicotinoidi le api sono colpite dal grave fenomeno della moria

“Un ottimo risultato, ma la nostra battaglia per la sostenibilità della produzione agronomica di massa continua, perché ci sono ancora tantissime molecole letali per le api, e se è vero che vengono bloccate quelle palesemente dannose, è altrettanto vero che ne vengono introdotte di nuove ed è sul processo di autorizzazione che bisogna agire e che va vigilato in base anche agli studi di enti terzi e non allineati alle big pharma”: così, a WineNews, Giuseppe Cefalo, presidente degli Apicoltori Italiani dell’Unaapi sulla notizia in arrivo da Strasburgo della Commissione Europea che ha deciso di non rinnovare l’autorizzazione all’uso del Thiacloprid, insetticida sviluppato da Bayer Cropscience della famiglia dei neonicotinoidi, considerati causa della Ccd, Colony Collapse Disorder, un fenomeno di mortalità anormale che si osserva nelle colonie di api in Europa dalla fine degli anni Novanta, quarto neonicotinoide, sui cinque approvati per l’utilizzo in Ue, per il quale viene deciso un veto, o comunque una restrizione all’uso, dal 2013 ad oggi. Una decisione che arriva dopo il parere dell’Efsa per la quale la sostanza desta preoccupazione sia sotto il profilo ambientale che dal punto di vista della salute pubblica. In attesa della pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale, gli apicoltori, che, come Greta oggi, da sempre conducono la loro battaglia in difesa dell’ambiente salvando la vita delle api, sentinelle per eccellenza della sua salute, si riuniranno al Congresso dell’apicoltura professionale italiana con l’Aapi (Grosseto, 29 gennaio-2 febbraio).

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