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Palazzi, ville e castelli aprono le porte per raccontare il legame tra cultura e paesaggio agricolo

Domenica 8 novembre Adsi e Confagricoltura per la prima volta insieme per “Coltiviamo la cultura”. In mostra anche macchine agricole d’epoca

Le dimore storiche italiane non sono soltanto custodi di arte, architettura e memoria: da secoli rappresentano anche un presidio del paesaggio agricolo, della biodiversità e delle produzioni che hanno contribuito a modellare l’identità dei territori. Domenica 8 novembre torna “Coltiviamo la Cultura”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) - per la prima volta, in collaborazione con Confagricoltura - che aprirà gratuitamente al pubblico ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche in tutta Italia, per raccontare il legame tra patrimonio culturale, paesaggio agricolo e produzioni locali. Quest’anno l’evento porterà nelle dimore storiche anche macchine agricole d’epoca, testimonianza dell’evoluzione del lavoro agricolo, grazie alla partnership con Asi - Automotoclub Storico Italiano. L’Associazione Dimore Storiche Italiane, nata nel 1977 e senza fini di lucro, oggi conta 4.500 soci “custodi” di beni culturali privati in Italia (tra cui WineNews, con Palazzo Farnetani, locale di rappresentanza, nel cuore del centro storico di Montalcino, attualmente in restauro, ndr).
L’iniziativa “Coltiviamo la Cultura”, patrocinata del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, rafforza il dialogo tra realtà impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio rurale italiano e pone al centro la capacità delle dimore storiche di coniugare conservazione, attività produttive e innovazione, contribuendo all’evoluzione dell’agricoltura e allo sviluppo economico e culturale delle comunità locali. Attraverso aperture, visite e momenti di approfondimento, ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche racconteranno un patrimonio vivo, nel quale la conservazione si accompagna ad attività produttive, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Le dimore storiche si confermano così presìdi attivi dei territori e parte di un sistema diffuso che mette in relazione patrimonio culturale, imprese agricole e sviluppo economico locale.
I dati del Rapporto n. 7 dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato confermano il ruolo delle dimore storiche come realtà capaci di integrare agricoltura, cultura e turismo: il 66% delle realtà agroalimentari coinvolte nell’indagine offre attività di agriturismo o altre forme di ospitalità rurale, mentre il 56% promuove, in modo strutturato o occasionale, percorsi di valorizzazione enogastronomica aperti al pubblico, tra degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione, itinerari tematici ed eventi. La vendita diretta in azienda, indicata dal 37% dei rispondenti, si conferma inoltre il principale canale di distribuzione, rafforzando il legame tra prodotto, luogo di origine e comunità locale.
Le attività prevalenti sono la coltivazione di cereali (35%) e la vitivinicoltura (26%), seguite da frutticoltura e agrumicoltura (13%), mentre olivicoltura e viticoltura rappresentano ciascuna il 9%. Le collaborazioni attivate per promuovere i prodotti coinvolgono soprattutto Comuni ed enti locali (22%), associazioni enogastronomiche (19%) e consorzi di tutela delle produzioni certificate (15%), confermando il ruolo delle dimore come nodi di reti territoriali che mettono in relazione imprese, istituzioni e comunità. Le dimore storiche si confermano non soltanto custodi del patrimonio culturale e delle tradizioni agricole italiane, ma anche presidi attivi di sviluppo sostenibile, attrattività turistica e promozione delle eccellenze del Made in Italy.
Tra le novità di questa edizione figura anche la recente partnership con Asi - Automotoclub Storico Italiano, che consentirà di ampliare ulteriormente il racconto del patrimonio rurale italiano attraverso la valorizzazione dei trattori storici e delle macchine agricole d’epoca, custoditi in numerose aziende agricole e dimore del Paese. Questi mezzi documentano l’evoluzione della meccanizzazione, del lavoro nei campi e delle tecniche produttive che hanno accompagnato lo sviluppo dell’agricoltura italiana nel corso del Novecento.
“Con “Coltiviamo la Cultura” vogliamo ricordare che le dimore storiche non sono soltanto custodi di arte e memoria, ma realtà vive, profondamente legate ai territori e alle loro attività produttive - dichiara Maria Pace Odescalchi, Presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane Ets - patrimonio culturale e patrimonio agricolo sono parti di un unico ecosistema, capace di generare valore economico, sociale e culturale per le comunità. Le dimore, attraverso la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle produzioni locali e la diffusione di nuove conoscenze, contribuiscono ogni giorno a tenere insieme tradizione e innovazione. Sostenere questo legame significa tutelare l’identità dei territori e creare le condizioni perché questo patrimonio continui a vivere e a essere trasmesso alle generazioni future”.
“La sinergia tra cultura, agricoltura e turismo consente di offrire esperienze autentiche, in cui paesaggio, storia e produzioni di qualità si integrano in una proposta distintiva - aggiunge Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - si mette poi a disposizione un patrimonio che include anche importanti archivi e biblioteche, custoditi nelle residenze e fonte di studio e interesse per ricercatori e cittadini. In questo contesto, Confagricoltura e Adsi rafforzano la propria collaborazione nella giornata dell’8 novembre con iniziative condivise e momenti di approfondimento dedicati non solo alla promozione del patrimonio storico, culturale e produttivo del Paese, ma anche alla ricerca e alla scienza con uno sguardo al futuro del settore primario”.
Custodire questo patrimonio significa, tuttavia, non soltanto proteggerne la memoria, ma anche interrogarsi sul suo futuro. Per questo, l’edizione 2026 amplia il dialogo tra tradizione e innovazione, promuovendo all’interno delle dimore storiche, in collaborazione con Confagricoltura e Confagricoltura Donna, un confronto sulle nuove tecnologie applicate all’agricoltura e, in particolare, sulle opportunità offerte dal miglioramento genetico delle piante. Accanto al programma di aperture diffuse, Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte ospiteranno tre appuntamenti pilota intitolati “Scrivere il futuro di una storia antica”. Le dimore diventeranno luoghi di incontro tra cultura del territorio, ricerca scientifica e mondo produttivo, offrendo occasioni accessibili di conoscenza e confronto sulle trasformazioni dell’agricoltura contemporanea.
La collaborazione tra Adsi e Confagricoltura Donna è stata ulteriormente consolidata dalla firma di un Protocollo d’intenti, con l’obiettivo di definire un quadro di impegno continuativo a sostegno dell’imprenditoria femminile e dello sviluppo di progettualità condivise nei settori agricolo, culturale e turistico. “Le dimore storiche custodiscono la memoria dei nostri territori, in molti casi anche grazie a un’attività agricola viva e dinamica - commenta Paola Giovannini Pasti, presidente di Confagricoltura Donna - a guidarle, custodirle e rinnovarle ogni giorno ci sono anche tante donne, che con competenza e visione ne accompagnano l’evoluzione. Il Rapporto dell’Osservatorio ci ha indicato una direzione chiara: andare oltre la conservazione per dare nuove prospettive a un patrimonio unico. Con questo progetto vogliamo raccontare, proprio attraverso i luoghi e le donne che li animano, una verità semplice ma fondamentale: la storia dell’agricoltura è da sempre una storia di innovazione”.

Focus - Le dimore storiche italiane che apriranno al pubblico domenica 8 novembre 2026 per “Coltiviamo la cultura”

Abruzzo
Palazzo D’Alessandro, Caporciano (L’Aquila)
Convento di San Panfilo, Spoltore (Pescara)

Basilicata
Palazzo Arcieri Bitonti, San Mauro Forte (Matera)
Palazzo Viceconte, Matera (Matera)
Castello di Valsinni, Valsinni (Matera)

Calabria
Villa Cefaly Pandolphi, Acconia di Curinga (Catanzaro)
Castello del Principe, Sangineto Lido (Cosenza)
Palazzo Amarelli, Corigliano-Rossano (Cosenza)
Tenuta Ciminata Greco, Corigliano-Rossano (Cosenza)
Palazzo Cybo Malaspina, Aiello Calabro (Cosenza)
Palazzo Grillo, Polistena (Cosenza)
Masseria Zurlo, Scandale (Crotone)
Tenuta Acton, Cannavà di Rizziconi (Reggio Calabria)
Tenuta Candida, Locri (Reggio Calabria)
Casa Spanò, Gerace (Reggio Calabria)
Palazzo Candida, Gerace (Reggio Calabria)
Palazzo Malgeri, Bova Marina (Reggio Calabria)

Emilia Romagna
Palazzo Minelli, Sala Bolognese (Bologna)
Tizzano, Casalecchio di Reno (Bologna)
Rocca Valle di Castrignano, Valle di Castrignano (Parma)
Villa Emaldi, Faenza (Ravenna)
Villa Casino di Sotto, Novellara (Reggio Emilia)

Friuli-Venezia Giulia
Villa del Torre, Romans d’Isonzo (Gorizia)
Maglio Zuccato, Bannia di Fiume Veneto (Pordenone)
Casaforte La Brunelde, Fagagna (Udine)
Palazzo de Gleria, Comeglians (Udine)
Palazzo Orgnani, Udine (Udine)
Villa Iachia, Ruda (Udine)
Villa Maseri, Pavia di Udine (Udine)
Villa Pace, Campolongo Tapogliano (Udine)
Villa Ritter de Zàhony, Aquileia (Udine)

Lazio
Villa Cavalletti, Grottaferrata (Roma)

Lombardia
Palazzo Fregoso, Colturano (Milano)
Corti della Gualdana, Campoferro, Voghera (Pavia)
Palazzo Guicciardi, Ponte in Valtellina (Sondrio)

Piemonte
Castello di Piovera, Alluvioni Piovera (Alessandria)
Tenuta La Marchesa, Novi Ligure (Alessandria)
Palazzo Terzano, Valenza (Alessandria)
Tenuta Berroni, Racconigi (Cuneo)

Puglia
Masseria Spina, Monopoli (Bari)
Masseria Storica Pilapalucci, Toritto (Bari)
Castel di Salve - Cantine Storiche Winspeare, Depressa di Tricase (Lecce)
Azienda Vitivinicola Leone de Castris, Salice Salentino (Lecce)
Masseria Tagliente, Martina Franca (Taranto)
Masseria Angiulli, Grottaglie (Taranto)

Toscana
Villa di Bivigliano, Vaglia (Firenze)
Castello di Barberino, Barberino di Mugello (Firenze)
Villa Ginori, Massarosa (Lucca)
Tenuta di Megognano, Poggibonsi (Siena)
Tenuta di Bibbiano, Castellina in Chianti (Siena)

Umbria
Castello di Montegiove, Montegiove (Terni)

Veneto
Villa di Dussan, Santa Giustina (Belluno)
Villa Artili Perrona, Bosaro (Rovigo)
Villa Tiepolo Passi, Carbonera (Treviso)
Palazzo da Schio “Ca’ d’Oro”, Vicenza (Vicenza)
Villa Fracanzan Piovene, Orgiano (Vicenza)

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