Una vera e propria “vigna archeologica” con vitigni autoctoni, su suoli intatti da duemila anni e la costruzione di un’azienda vitivinicola per tornare a produrre il “vino pompeiano”. È il progetto di partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Pompei, diretto da Gabriel Zuchtriegel, e il Gruppo Tenute Capaldo che ha preso ufficialmente il via nei giorni scorsi con la prima vendemmia, e che lega il vino italiano ad un simbolo monumentale dell’umanità. A raccontarlo Antonio Capaldo e Pierpaolo Sirch, presidente ed agronomo Feudi di San Gregorio (riprese di Francesco Cecconi).
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