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LA RIFLESSIONE

Reputazione, internazionalizzazione, ripresa economica: le sfide per il vino italiano

Vittorio Cino, dg Federvini (in assemblea l’8 giugno a Roma): “settore vitale, ma nel 2022 numeri da leggere, e tanta incertezza”

Il vino italiano, dopo un 2021 da record all’export, una sostanziale tenuta nella gdo e un deciso rimbalzo nei consumi fuori casa, rispetto al durissimo 2020, continua ad essere la voce più performante dell’agroalimentare italiano. “Ma non si può abbassare la guardia e dormire sugli allori. I primi mesi del 2022 parlano ancora di crescita nelle esportazioni, ma la Francia, competitor n. 1, cresce molto più di noi. Nella grande distribuzione si sta verificando quello che temevamo, ovvero un calo dei volumi anche in relazione all’aumento dei prezzi dovuto all’aumento di costi energetici e di materiale come bottiglie, carta e così via, con uno scontrino medio che va diminuendo, e nella ristorazione c’è un miglioramento netto, ma abbastanza ovvio visto che il confronto nella prima parte dell’anno è con un avvio di 2021 ancora parte in lockdown e parte con forti restrizioni. Ed i livelli pre-pandemici sono ancora lontani”. Così a WineNews, Vittorio Cino, dg Federvini, traccia un quadro di massima che sarà approfondito con tavoli tematici e ricerche ad hoc nell’assemblea generale, di scena l’8 giugno, a Palazzo Rospigliosi, dove saranno presentati i dati raccolti dall’Osservatorio Federvini sull’andamento del settore (vini, spiriti, aceti) nei primi mesi 2022. Con i dati che saranno illustrati da Bruna Boroni, Director Industry Away From Home di TradeLab, Denis Pantini ed Emanuele Di Faustino, responsabile Unit agroalimentare e Senior Project Manager Nomisma. E con tavoli tematici a cui prenderanno parte Micaela Pallini, presidente Federvini, Albiera Antinori, presidente Gruppo Vino Federvini, Giuseppe D’Avino, presidente Gruppo Spiriti Federvini, Giacomo Ponti, presidente Gruppo Aceti Federvini. Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole, Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo De Castro, Eurodeputato in Commissione Agricoltura Ue, Dario Stefano, presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea al Senato della Repubblica, Filippo Gallinella, presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, i sottosegretari alla Politiche Agricole, Gian Marco Centianaio, agli Affari Esteri Manlio di Stefano, alla Salute Andrea Costa, e Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.
“Non abbiamo voluto la classica tavola rotonda istituzionale, ma tre panel - spiega Cino - che saranno guidati dai Sottosegretari del Governo, sui temi italiani, europei e sociali che ruotano intorno al vino. E abbiamo voluto fortemente la presenza del Ministro Brunetta (che è anche produttore di vino con la cantina Capizzucchi, nella Doc Roma, ndr), per parlare di semplificazione burocratica (tema sul quale lo stesso Brunetta si era sbilanciato promettendo novità importante entro l’estate al congresso Assoenologi a Verona, ndr)”.
Secondo il dg Federvini, sono tre le grandi sfide per il comparto enoico italiano. “La prima è quella della reputazione del settore,che va difeso dagli attacchi che spesso gli vengono fatti sul fronte del rapporto con la salute, ma anche della sostenibilità ambientale, perchè ancora in molti sostengono che il consumo sia dannoso tout court, o che la produzione di vino sia insostenibile per ambiente e società, ma non è così e dobbiamo continuamente riaffermarlo”. Altra grande tema, secondo Cino, è quello dell’internazionalizzazione: “abbiamo bisogno di crescere ancora, di differenziare di più mercati, e presenteremo al Governo proposte anche per consentire alle imprese di rafforzarsi finanziariamente, per poter acquisire distributori all’estero e avere più risorse su marketing e comunicazione. Promozione, però, non significa solo più soldi da spendere, ma spenderli meglio, con piani di medio termine e non solo di breve respiro, investimenti sui brand, ma anche capire come agire su mercati maturi già importanti, ma anche su quelli emergenti in cui siamo poco presenti come in Asia, in Africa ma anche alcuni Stati americani”. Infine, il tema del rilancio economico. “Come vedremo dai dati, il vino è un settore vitale ed in salute, ma non ci si può adagiare. Inflazione e guerra fanno sentire i loro effetti, i buoni numeri del recente passato, sia sul fronte interno che all’export, non devono illudere, le prospettive per la seconda metà 2022 non sono affatto chiare, e l’attenzione va tenuta altissima”.

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