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SCENARIO COVID-19

Ristoranti e bar, chiusura alle 24 (o alle ore 18 se non c’è servizio al tavolo): il nuovo Dpcm

Le norme in vigore da oggi. Via libera alla consegna a domicilio senza limitazioni di orario. A tavola al massimo in 6
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Ristoranti e bar, chiusura alle 24 (o alle 18 senza servizio al tavolo): il nuovo Dcpm

Da oggi ristoranti e bar d’Italia potranno stare aperti dalle ore 5 del mattino fino a mezzanotte, con un massimo di 6 persone per tavolo, ma in assenza di consumo al tavolo l’orario di chiusura dovrà essere anticipato alle ore 18; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze, mentre è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo; nessuna limitazione di orario è prevista, invece, per i servizi di ristorazione negli ospedali, negli aeroporti e nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade. Ecco le misure più direttamente legate al settore della ristorazione contenute nel nuovo Dpcm del Governo in vigore da oggi, per contenere la diffusione dei contagi da Covid-19. Una stretta leggermente meno dura di quanto il settore temesse, ma che complica comunque il quadro in cui le perdite per il settore da qui a fine anno sono stimante il 24 miliardi di euro, su un giro d’affari 2019 di 86 miliardi di euro.
“C’è qualche luce ma anche tante ombre, perchè se tutto sommato i ristoranti in qualche modo sono salvi, per bar e locali notturni è un’ulteriore mazzata in una situazione già compromessa. Tanti rischiano di non riaprire più vedendo andare in fumo il lavoro di una vita, vogliamo che il Governo metta in campo anche dei ristori per compensare le perdite”, ha commentato il direttore della Fipe/Confcommercio, Aldo Cursano.

Nelle piege del Dpcm, infatti, si legge anche che restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e che sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto. Ancora, guardando a norme che colpiscono di rimbalzo anche la ristorazione, soprattutto la banchettistica, è previsto che le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone, fermo il rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti, mentre sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.
Vietate le sagre e le fiere di comunità, mentre restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale. Ancora, con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei.

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