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UNIVERSITY OF MARYLAND

Se l’intelligenza artificiale prende spunto dal cervello dei wine lovers

Le reti neurali come le sinapsi, e i dataset per definire un vino come riferimento: così il sommelier “AI” riconosce il 95% dei vini degustati
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L’intelligenza artificiale prende spunto dal cervello dei wine lovers

Un modo più efficiente, ma meno divertente, di degustare un vino. È così che i suoi inventori, i ricercatori del National Institute of Standards and Technology della University of Maryland insieme alla Western Digital, hanno presentato un nuovo sistema di intelligenza artificiale, basato su dispositivi magnetici, capace di riconoscere un vino con il 95% di accuratezza, analizzando caratteristiche come l’acidità, il fruttato e l’amaro. L’ispirazione arriva proprio dal cervello umano, o meglio ancora, dal cervello del wine lover, che, quando assaggia un nuovo vino, attiva le reti neurali del proprio cervello, e quindi le sinapsi, per soppesare ogni bit di dati - su acidità, fruttato, amarezza - prima di passarli allo strato successivo di neuroni. Allo stesso modo, i sistemi di Intelligenza Artificiale sono progettati su reti neurali capaci di elaborare e analizzare le informazioni. Inoltre, proprio come ogni intenditore di vino, anche questo sistema di intelligenza artificiale ha avuto bisogno di allenare il suo palato virtuale: il team di ricercatori ha quindi addestrato la rete neurale utilizzando 148 vini di un dataset di 178 prodotti da tre varietà di uva.

Ogni “vino virtuale” aveva 13 caratteristiche da considerare, come il livello alcolico, il colore, i flavonoidi, l’alcalinità, il magnesio. A ciascuna caratteristica è stato assegnato un valore compreso tra 0 e 1 che l’Intelligenza Artificiale deve considerare quando distingue un vino dagli altri. A queste apparecchiature - perché tali si possono definire - è stato sottoposto un test virtuale di degustazione basato sull’intero dataset iniziale, includendo però 30 vini mai “assaggiati” prima. Il risultato è stato una promozione a pieni voti, con il 95,3% dei vini riconosciuti, e ben 28 su 30 di quelli assaggiati per la prima volta.

Un ottimo risultato, secondo i ricercatori, che da questo esperimento, in realtà, hanno tratto conclusioni ben più importanti di un “banale” sommelier ipertecnologico, e che riguardano l’uso delle sinapsi per costruire nuovi sistemi di intelligenza artificiale meno energivori degli attuali ...

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