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CIBO E SOCIALITÀ

Se mangiare in compagnia fa bene alla salute, l’Italia è il Paese più felice del mondo

Per il “World Happiness Report” 2025 pubblicato dall’Università di Oxford, condividere i pasti è un indicatore di felicità come il reddito e il lavoro
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Se mangiare in compagnia fa bene alla salute, l’Italia è il Paese più felice del mondo

Non c’è solo (e soltanto) il cibo: la cucina è anche incontro e socialità. Sia nel cucinare insieme in famiglia o per gli altri, sia nel far parte di una “brigata” in un ristorante, e sia nel condividere un bel momento a tavola con gli altri. D’altronde la cucina italiana è diventata Patrimonio Immateriale dell’Unesco anche per questo suo aspetto sociale e, non a caso, per sostenere a suo tempo la candidatura, la Rai propose in diretta il “Pranzo della domenica”, che, in Italia, è un vero e proprio rituale culturale, che si rinnova ogni volta che, nel giorno di festa per eccellenza, le famiglie, ma anche gli amici, si ritrovano a tavola a condividere un menù che spesso ancora oggi è quello proveniente dal ricettario delle nonne del Novecento: antipasto di salumi misti, pasta asciutta o ripiena, ma anche lasagne o risotto, con di secondo il classico arrosto con patate o insalata e la torta di mele come dolce. Un appuntamento fisso per tanti italiani (8 milioni, stando a una ricerca dell’Accademia Italiana della Cucina) che si riflette positivamente anche sulla nostra felicità: secondo il “World Happiness Report” 2025 - la più importante pubblicazione mondiale sul benessere mondiale e su come migliorarlo, che combina dati di 140 Paesi ed è pubblicato dal Centro di ricerca sul benessere dell’Università di Oxford in collaborazione con Gallup, il Sustainable Development Solutions Network dell’Onu e un board di esperti - la condivisione dei pasti è, infatti, un indicatore forte di felicità, al pari di reddito e occupazione. Insomma, mangiare insieme a chi amiamo ci fa bene. E dal momento che, secondo uno studio del 2020 dell’Oecd (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) pubblicato da Statista, l’Italia è il secondo Paese (dietro alla Francia) che passa più tempo a tavola - in un dato che non misura solo la durata del pasto, ma che riflette la cultura della socialità intorno al cibo - si può, quindi, affermare che mangiare insieme alle persone care ci fa essere più felici di tanti altri Paesi nel mondo.
Ma ci sono anche benefici per l’organismo. Lo Studio sui Consumi Alimentari in Italia del Crea del 2025, conferma come nello Stivale i pasti principali restino un momento di incontro familiare, con effetti positivi sugli stili alimentari e sulla regolarità dei pasti. Tendenza spiegata anche da un’indagine Nutrition Research del 2024, che racconta della connessione tra convivialità alimentare e salute: se si mangia da soli si consumano meno frutta e verdura e si ricorre con più facilità al fast food. Ovvero, quanto di più lontano possibile dalla Dieta Mediterranea.
Ormai quasi due anni fa “The New York Times” titolava “There’s No Meal Better (or Longer) Than an Italian Sunday Lunch”: non c’è pasto migliore di un pranzo domenicale all’italiana. E nell’articolo il giornalista Frank Bruni toccò uno dei punti chiave dell’essenza della tavola per come viene intesa nella Penisola, ovvero che “il pranzo della domenica evoca una delle mie espressioni preferite, “il piacere della tavola”, che non ha una traduzione in inglese perché, beh, americani e britannici non conoscono quel piacere come gli italiani”.

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