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DA OGGI ALL’8 OTTOBRE

Slow Food: dal Mediterraneo, tema potente, parte la nostra dichiarazione di amore verso il futuro

Aperto “Mediterraneo Slow”, il nuovo evento voluto da Taranto con la Chiocciola, che vuole diventare un riferimento per la comunità mediterranea

“Il Mediterraneo è un tema così potente che non potevamo non raccontarlo e non è un caso che proprio con Taranto si siano intrecciati i nostri percorsi. Vogliamo raccontare qui il grande patrimonio collettivo che esprime la comunità tarantina, una comunità che con la propria voce chiede una rigenerazione che tenga conto delle questioni socio-economiche al pari di quelle ambientali, in un approccio integrato che guarda a un futuro di gioia e bellezza, diritto di tutti gli esseri umani. La migliore politica è quella in cui le istituzioni sostengono la rigenerazione con coraggio e visionarietà. Questa è la strada di progetti come il Green belt, in cui il verde urbano è considerato una infrastruttura primaria, ed è un esempio di perfetta integrazione fra attività umane e natura. Ma noi ci occupiamo di cibo, e in questi giorni lo facciamo a partire da quelle piante definite di civiltà, perché hanno connotato fortemente lo sviluppo dei popoli del Mediterraneo, a partire dallo scambio e del dialogo, attraverso i millenni: l’olivo, il grano, la vite. Dal Mediterraneo e da Taranto oggi parte la nostra dichiarazione di amore verso il futuro”. Lo ha detto Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, a “Mediterraneo Slow”, a Taranto, il nuovo evento voluto dal Comune di Taranto, la “città dei due mari”, in collaborazione con Slow Food Italia e Slow Food Puglia e la partecipazione di Regione Puglia, da oggi all’8 ottobre, per riunire produttori, cuochi ed esperti provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, in un’edizione zero che anticipa l’intento degli organizzatori per gli anni a venire: farlo diventare l’appuntamento di riferimento per la comunità mediterranea.
“Mediterraneo Slow” vuole cambiare il paradigma e la narrazione che hanno accompagnato Taranto negli ultimi 40 anni e ripartire da quello che invece per 3.000 anni ha modellato questa città: le filiere del Mediterraneo, i cereali, l’olivo, la vite, la piccola pesca e in particolare la mitilicoltura, portata avanti dai mitilicoltori, eroici e resistenti, che allevano la cozza nera nel Mar Piccolo. “A questi mitili e al lavoro di chi li coltiva siamo riusciti a restituire dignità grazie all’istituzione del Presidio Slow Food - ha ricordato Marcello Longo, presidente Slow Food Puglia - e “Mediterraneo Slow” è un percorso che ci porterà nei prossimi anni a fare di Taranto il centro delle riflessioni su questo nostro mare, grazie alla partecipazione delle comunità di produttori da tutte le sponde del Mediterraneo”. E proprio “la nascita del Presidio della cozza nera ha aperto uno scenario più ampio in cui si è inserita la strategia futura della città - ha spiegato il vicesindaco di Taranto, Fabrizio Manzulli - ci siamo trovati fin da subito in sinergia con i principi di rigenerazione promossi da Slow Food, e la presenza della Commissaria europea per la Coesione e le Riforme Elisa Ferreira, che oggi è qui per discutere i progetti sulla riqualificazione della città, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Riteniamo che Taranto possa diventare punto di riferimento per altre città europee grazie alla capacità di sviluppare economie dal basso e di conciliarle con la qualità della vita dei cittadini. Iniziative come “Mediterraneo Slow” ci aiutano a sensibilizzare i cittadini su percorsi più ampi di rigenerazione urbana”. E per “Mediterraneo Slow” si tiene a Taranto anche il Consiglio del movimento internazionale Slow Food, con la presenza di 43 delegati da 27 Paesi, tra cui Uganda, Australia, Ucraina, Germania e Stati Uniti, uno dei momenti associativi più significativi del movimento della Chiocciola in cui i referenti provenienti dai cinque Continenti delineano le linee politiche del futuro, identificando i grandi temi su cui Slow Food si impegna, dall’agroecologia alla tutela della biodiversità. Edward Mukiibi, presidente Slow Food, ha messo in evidenza come, “proprio esperienze come quella di Taranto possono essere di ispirazione per tutto quello che verrà discusso in questi giorni e per propagare il concetto di rigenerazione urbana in tutto il mondo”.

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