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ECONOMIA

Spazi aperti, qualità e sicurezza: il rilancio del turismo italiano post Covid passa dall’enoturismo

Nel 2019 ancora crescita, la Toscana prima regione del turismo legato al vino. I numeri del “Rapporto sull’enoturismo nel Belpaese” by Città del Vino
CITTÀ DEL VINO, ENOTURISMO, vino, Italia
Enoturismo, tra qualità e sicurezza, motore per la ripartenza del turismo italiano

Sarà l’Italia del vino a riaccendere il motore del turismo? I segnali ci sono tutti, soprattutto se guardiamo ai nuovi scenari che privilegiano vacanze “slow”, all’insegna della vivibilità e della sicurezza data dagli spazi aperti. Tutti aspetti che rientrano, insieme alla qualità e alla cultura dell’accoglienza, nel patrimonio delle cantine italiane che grazie ai loro vigneti possono offrire la giusta esperienza per il visitatore che ora è pronto a godersi una vacanza dopo il forzato lockdown. L’enoturismo può fungere da volano di benessere e rinascita dei territori “minori” del Belpaese. Lo dicono i numeri di un comparto che, nel 2019, è cresciuto del 7% in termini di presenze, arrivate a 15 milioni (erano 14 nel 2018) e di giro d’affari con un +6% che ha portato il “fatturato” a 2,65 miliardi di euro (contro i 2,5 del 2018). Una fotografia più chiara ci arriva dal “Rapporto sull’enoturismo nel Belpaese” che, nell’edizione n. 16, presentata dalle Città del Vino, ha analizzato un campione di 92 cantine italiane.
Ciò che si nota è un organizzazione già avviata per il turismo ma che probabilmente dovrà essere potenziata per non perdere un treno importante. Le aziende hanno dichiarato una media di presenze nel 2019 di 3.700 enoturisti e un fatturato in cantina legato a vendite dirette e degustazioni di 132.000 euro. La quasi totalità di esse (95-96%) fanno vendita diretta, degustazioni e visite alla struttura mentre il 22% accoglie “braccia” turistiche anche per la vendemmia. Tra i servizi offerti, il 20% dichiara di avere la ristorazione (oltre un quinto propongono cucina vegetariana/vegana) e il 19% un museo del vino o una galleria d’arte interna alla cantina. La percentuale cala (13%) se cerchiamo un pernottamento mentre il 48% apre gli spazi al parcheggio dei camperisti e dei turisti enplein air. Per quanto riguarda le barriere architettoniche, l’80% ha cantine accessibili ai disabili (86% per le sale degustazioni); quota che cala della metà se prendiamo in considerazione i vigneti. Da migliorare invece il pernottamento (11%). Per quanto riguarda la visibilità, le cantine sono presenti sul web con siti (96%), sui social network (95%), sui portali turistici (52%), con possibilità di prenotazioni telematiche (64%) e app per dispositivi mobili (26%). Gli enoturisti arrivano in cantina attraverso internet nel 24% dei casi oppure tramite passaparola (21%), tour operator (16%), pubbliche relazioni (16%); marketing diretto (9%) e pubblicità (stampa radio e tv) per il 5%. Riguardo al 2019 nella percezione del 54,35% dei produttori che hanno risposto al questionario del Rapporto sul Turismo del Vino, il flusso delle presenze enoturistiche in azienda è aumentato, mentre per il 23,91% è perlomeno rimasto stabile. Il valore medio di tale aumento è stato calcolato pari al 23,54% con il fatturato enoturistico che sarebbe aumentato per il 60% delle cantine.
Ma chi è il turista del vino italiano? Il Rapporto ha analizzato un campione di turisti con età media di 48 anni. Il 45% ha dichiarato di visitare e trascorrere un periodo di vacanza nei territori del vino almeno una volta l’anno, il 30% più di una volta l’anno, il 9% almeno una volta al mese. Emerge un turista del vino prevalentemente “regionale” visto che il 60% dichiara di visitare più frequentemente le cantine della regione di residenza. Per l’escursionista giornaliero la spesa si traduce mediamente in 80 euro tra acquisti e degustazioni mentre per chi pernotta la spesa giornaliera lievita mediamente a 155 euro. Infine, anche quest’anno, la Toscana si conferma di gran lunga la regione enoturistica percepita come più attrattiva (45%); a seguire il Piemonte, il Trentino Alto-Adige e il Veneto, al Nord, e la Campania, al Sud.

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