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ALIMENTAZIONE

Stile di vita e alimentazione sana e sostenibile: cosa ha lasciato il lockdown agli italiani

Il rapporto con la filiera del cibo e il lavoro agricolo è cambiato: a dirlo, anche uno studio della società di gestione olandese RobecoSam
ALIMENTAZIONE SANA, CORONAVIRUS, SOSTENIBILITA, Non Solo Vino
Alimentazione sana e sostenibile: cosa resta del lockdown

Crisi sanitaria ed economica, aziende in difficoltà, milioni di persone senza lavoro: il Coronavirus si è portato con sé tante conseguenze, da cui la società, o meglio le società del mondo, faranno fatica ad uscire. Ma, se vogliamo vedere il famoso “bicchiere mezzo pieno”, i mesi di lockdown hanno lasciato nelle persone tante consapevolezze, non proprio nuove, ma più che altro riscoperte. Tra cui, innegabile, il rapporto che i consumatori hanno col cibo e con la sua filiera, definita a più riprese dalla Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova la “filiera della vita”, a sottolinearle l’importanza. Importanza che, proprio durante i mesi di reclusione forzata in casa, è emersa alla luce del sole, fino a finire sotto ai riflettori, per la sua efficienza: non c’è stata mai nessuna emergenza tra gli scaffali dei supermercati, in tutta Italia, e la filiera tutta ha assicurato ad un’Italia in difficoltà provviste di cibo, di ogni tipo. Portando le persone, di fatto, ad una riflessione e ad un approfondimento in materia di lavoro agricolo, di trasformazione degli alimenti, che ha portato alla riconoscenza e ad un profondo rispetto di questo settore fondamentale del Made in Italy, conosciuto ed amato in tutto il mondo. A testimonianza di questo switch mentale degli italiani, ci sono adesso anche i numeri della società di gestione olandese RobecoSam, che ha analizzato le nuove tendenze nell’Esg, l’Environmental, Social & Governance, cioè tutte quelle attività legate all’investimento responsabile (che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance), nell’era, più che “post-Covid”, di convivenza col virus. E dal quale emerge che uno stile di vita sano, con scelte di cibo sostenibile e consapevole, è uno degli aspetti che si cureranno sempre di più. Tutto parte proprio dall’origine del Coronavirus: “sapendo che la diffusione del Coronavirus può essere partita da un mercato di prodotti alimentari in Cina - evidenzia Rainer Baumann, responsabile degli investimenti della RobecoSam - ci aspettiamo che i consumatori prendano decisioni più attente su cosa e dove mangiare”. Insomma, la pandemia globale ha fatto riscoprire alle persone l’importanza del consumo alimentare locale, e dove non possibile, di prodotti da filiera controllata, certificata: si controlleranno sempre di più le etichette degli alimenti, si cercheranno sempre di più prodotti semplici e poco lavorati, naturali, e non dannosi per l’ambiente (quindi con un occhio anche al packaging...).
Proprio il lockdown ha fatto riemergere la passione degli italiani per la cura del corpo, inteso come esercizio fisico, con la voglia di dedicarsi al proprio benessere, che si trasformerà, per RobecoSam, in anche una maggiore richiesta di miglioramenti in termini di sicurezza e igiene, quando si sta fuori casa (ad esempio al ristorante). Ma il confinamento a casa, ha anche, come già detto da WineNews in più occasioni, ricordato agli italiani il piacere di dedicarsi alla cucina e ai fornelli, affidandosi sempre meno ai piatti pronti, e sempre più agli alimenti freschi. E con un ritorno alla normalità sempre più lontano, non è detto che l’attenzione ad un’alimentazione sana e sostenibile, da un “trend” diventi la nuova quotidianità.

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